Marzo 2, 2024
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Nel complicato panorama delle relazioni internazionali, le sanzioni internazionali rappresentano uno strumento sempre più utilizzato per punire e influenzare gli Stati che non rispettano i trattati o le norme del diritto internazionale. Tuttavia, è necessario approfondire gli obiettivi che tali misure punitive perseguono e valutare i risultati che stanno effettivamente ottenendo. Alla luce di dichiarazioni propagandiste come “le sanzioni stanno avendo effetti”, credo sia lecito porsi una domanda: Le sanzioni internazionali sono realmente efficaci?

Sorvolando sulle modalità con le quali si arriva a una sanzione internazionale, che spiegheremo in un articolo a parte, è bene specificare che la prassi vorrebbe che sia l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’organismo principale in cui gli Stati membri discutono e adottano risoluzioni sulle sanzioni internazionali.

Quali sono le sanzioni internazionali attualmente in vigore?

  1. Corea del Nord: Sanzioni imposte dalle Nazioni Unite a partire dal 2006 a causa del programma nucleare e missilistico.
  2. Iran: Sanzioni delle Nazioni Unite, Stati Uniti e Unione Europea a partire dal 2006, principalmente a causa delle preoccupazioni sul programma nucleare.
  3. Russia: Sanzioni dell’Unione Europea, Stati Uniti e altri paesi a partire dal 2014 in relazione all’annessione della Crimea e al coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.
  4. Venezuela: Sanzioni degli Stati Uniti e di altri paesi a partire dal 2014 a causa delle preoccupazioni sulla democrazia, i diritti umani e la situazione economica.
  5. Siria: Sanzioni delle Nazioni Unite, Unione Europea e Stati Uniti a partire dal 2011 a causa del conflitto civile e delle violazioni dei diritti umani.
  6. Myanmar (Birmania): Sanzioni imposte dalle Nazioni Unite e da alcuni paesi a partire dal 2021 a causa del colpo di stato militare.
  7. Zimbabwe: Sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea a partire dal 2002 a causa delle violazioni dei diritti umani e delle preoccupazioni sul governo eletto.
  8. Cuba: Sanzioni degli Stati Uniti a partire dal 1960 a causa delle divergenze politiche e ideologiche.
  9. Sudan: Sanzioni delle Nazioni Unite e di altri paesi a partire dal 1997, sebbene alcune siano state revocate in anni successivi, a causa di violazioni dei diritti umani, conflitti interni e sostegno al terrorismo.
  10. Eritrea: Sanzioni delle Nazioni Unite a partire dal 2009 a causa delle azioni contro i diritti umani e il coinvolgimento in conflitti regionali.
  11. Yemen: Alcune sanzioni imposte a entità o individui specifici coinvolti nel conflitto in corso nello Yemen, senza una data di inizio specifica.
  12. Somalia: Sanzioni delle Nazioni Unite e di altri paesi a causa del conflitto interno, del terrorismo e del fallimento nel mantenere l’ordine e la stabilità nel paese, senza una data di inizio specifica.

Quali sono gli obiettivi delle sanzioni internazionali? Promozione della pace e dei diritti umani

Le sanzioni internazionali sono spesso presentate come mezzi per promuovere la pace, i diritti umani e la sicurezza a livello globale. Ma dietro le quinte, si nascondono spesso giochi di potere e interessi occulti. Le nazioni che impongono le sanzioni possono avere obiettivi politici ed economici che vanno oltre la mera punizione degli Stati destinatari.

Legittimità delle sanzioni: l’importanza del consenso internazionale

Il blocco navale imposto unilateralmente da uno stato, come ad esempio dagli Stati Uniti a Cuba e al Venezuela, solleva una domanda fondamentale: un blocco navale è un atto di guerra? Tali sanzioni internazionali sono legali o sconfinano nell’illegalità? Mentre gli Stati Uniti sostengono di agire nel loro interesse nazionale e per far rispettare i diritti umani, molti osservatori vedono questa azione come un gesto di arroganza e coercizione politica. Il diritto internazionale riconosce la sovranità degli stati e vieta l’uso della forza, a meno che non vi sia una giustificazione legale. Senza l’autorizzazione dell’ONU, il blocco navale appare come un atto prepotente contro i più deboli, un’azione che danneggia sopratutto le popolazioni.

Effetti collaterali delle sanzioni: crisi umanitarie e polarizzazione

Le sanzioni economiche possono causare sofferenze alle popolazioni civili, scatenando crisi umanitarie e aggravando le condizioni di vita dei soggetti più vulnerabili. Ciò solleva questioni cruciali sulla moralità e l’efficacia delle sanzioni come strumento di pressione politica.

Inoltre, le sanzioni possono spingere gli Stati colpiti a cercare alternative e a rafforzare le loro alleanze con paesi che potrebbero non condividere gli stessi valori o gli stessi standard internazionali. Ciò potrebbe portare a una maggiore polarizzazione e alla formazione di alleanze che si rivelano controproducenti per la stabilità e la sicurezza globale.

L’adozione delle sanzioni dovrebbe essere guidata dalla ricerca di soluzioni pacifiche, dalla promozione dei diritti umani e dalla costruzione di relazioni internazionali basate sulla fiducia reciproca. Altrimenti, rischiamo di sparare colpi a vuoto, perdendo l’opportunità di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Le sanzioni internazionali sono efficaci? O sono colpi a salve?

Alcune sanzioni internazionali sono come sparare un colpo a salve, un gesto che produce solo un rumore vuoto senza conseguenze pratiche o tangibili. Allo stesso modo, le sanzioni possono sembrare efficaci in termini di danni economici inflitti, ma se non consideriamo attentamente gli obiettivi specifici e se le misure adottate stanno realmente conseguendo gli scopi sperati, rischiamo di ottenere solo un’illusione di successo. Non è un caso se le dichiarazioni dei leader che impongono sanzioni internazionali spingono sul concetto “le sanzioni stanno ottenendo effetti”. Ma cosa vuol dire stanno ottenendo effetti? Come scritto in precedenza, anche un colpo a salve ottiene degli effetti. La risposta che dovremmo pretendere è: stanno ottenendo o meno i risultati prefissati?

Valutare l’efficacia delle sanzioni richiede un’analisi approfondita e imparziale che tenga conto degli aspetti politici, economici e umanitari. Non possiamo farci ingannare da numeri e valutazioni vaghe, senza considerare l’intero quadro.

Il modo in cui vengono imposte le sanzioni internazionali e il rispetto delle norme e dei principi del diritto internazionale sono questioni fondamentali da affrontare. L’autorità delle Nazioni Unite dovrebbero essere pilastri fondamentali per garantire la legittimità delle sanzioni, difendere i più deboli e dare una voce anche agli stati più piccoli.

Siamo sicuri che avvenga esattamente così?

Giovanni Scafoglio

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