Maggio 14, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Gira uno schemino da molto tempo, con i presidenti Statunitensi da Regan a Trump, con la scritta: “L’UNICA GUERRA CHE TRUMP STA COMBATTENDO E’ QUELLA CONTRO IL DEEP STATE GLOBALISTA (NWO)”. Quindi Trump sarebbe stato lunico presidente a stelle e strisce a non aver mai combattuto una guerra.

Vabbè, ha perso. Però non ha mai fatto una guerra. Insomma, Trump non era poi così cattivo

A questo punto, al di la di poteri oscuri, complotti legati a Qanon e Deep State, possiamo senza ombra di dubbio affermare che la verginità bellica di di Donald Trump sia l'ennesiam bufala.
La bufala delle guerre mai combattute da Trump

Al di la che i presidenti americani credo siano stati un pò più di sei (ma forse i coplottisti che hanno preparato lo schemino non sanno contare fino a sette, il che non mi sorprende). Dunque pare ci si trovi davanti a un caso di verginità bellica.

Peccato che il presidente che non ha mai fatto la guerra sia quello che all’inizio di aprile del 2017, tre mesi dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, ordinò il lancio di 59 missili Tomahawk contro il territorio siriano controllato dall’esercito di Assad. Sfiorando tra l’altro una crisi politica con la Russia. Doveva essere una ritorsione per l’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco, ma il bombardamento provocò la morte di 80 civili di cui 28 bambini.

Poco più di un anno dopo, il 14 aprile del 2018, un nuovo raid, stavolta con 105 missili e con un numero di vittime ancora più alto. Tutte e due le incursionisono verranno condannate dal Segretario generale dell’Onu.

A perfectly executed strike last night. Thank you to France and the United Kingdom for their wisdom and the power of their fine Military. Could not have had a better result. Mission Accomplished!— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 14 aprile 2018

Twitt ufficiale di Trump. Vogliamo ancora credere alla bufala delle guerre mai combattute da Trump?

Il 3 gennaio 2020 un Raid Usa a Baghdad uccide il potente generale iraniano Soleimani

L’ordine di uccidere il generale è partito direttamente dal presidente Trump, afferma il Pentagono sottolineando che il raid punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani. Come vogliamo definire anche questa azione se non un atto di guerra? Le reazioni che quell’azione avrebbe potuto provocare erano ben chiare alla Casa Bianca ed erano state anche discusse con il leader israeliano Netanyahu. L’amministrazione Trump e la dirigenza israeliana erano pronte a un conflitto.

7 maggio 2020 Trump e la guerra al Venezuela

Nel maggio del 2020 la tv venuezelana trasmette un video in cui Luke Denman, mercenario americano al soldo del governo Trump, che racconta di  essere stato incaricato di prendere il controllo dell’aeroporto di Caracas in modo da poter portare  il Presidente Nicolas Maduro negli Stati Uniti.

E’ solo l’ultimo atto della polemica aggressiva tra Caracas e Washington. Il governo del  Venezuela ha dichiarato recentemente di aver sventato un’incursione dal mare di “mercenari terroristi” che hanno tentato di entrare nel Paese dalla vicina Colombia a bordo di  motoscafi, come ha spiegato  in un discorso televisivo il ministro degli Interni di Caracas Nestor Reverol.

Ora potremmo andare avanti a lungo ma credo che il concetto sia chiaro, ossia un atto di guerra può essere considerato una guerra? Vediamo come definisce la parola guerra il vocabolario TRECCANI

GUERRA: Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., nella sua forma estrema e cruenta, quando cioè si sia fatto ricorso alle armi; nel diritto internazionale è definita come una situazione giuridica in cui ciascuno degli stati belligeranti può, nei limiti fissati dal diritto internazionale, esercitare la violenza contro il territorio, le persone e i beni dell’altro stato, e pretendere inoltre che gli stati rimasti fuori del conflitto, cioè neutrali, assumano un comportamento imparziale.

https://www.treccani.it/vocabolario/guerra/

Se c’è una cifra della politica militare del corso trumpiano è quella di aver ridato cittadinanza a un lessico guerresco.

Questi quattro esempi, il primo dei quali di stretta attualità, possono essere utili per descrivere il cambiamento sociale epocale determinato dalla politica militare di Trump. Che, mi sembra, possa essere indicato innanzitutto come cambiamento di comunicazione. Da questi tre esempi, infatti, l’operato di Trump appare rivolto a ripristinare una semiotica militare che svolga il compito di sfornare segni di guerra, allo stesso tempo, costituendo un ambiente per la loro circolazione.

Non che negli anni precedenti al suo mandato, non siano state portate avanti guerre. Al contrario, l’attualità è stata, in questo ultimo periodo come non mai, funestata da eventi bellici, dall’Iraq ai Balcani, dalle torri gemelle all’Afghanistan, all’Ucraina e alla Siria. A essere negato, in queste guerre, è stato, piuttosto, il discorso meramente militare, degradato a problema di polizia, volto al mantenimento dell’ordine pubblico. In questa degradazione, a venir meno è proprio la dimensione diplomatica, comunicativa della guerra che viene, in tal modo, negata in nome dell’amministrazione corrente, dei current affairs.

La guerra, insomma, continua tranquillamente a essere condotta, si fa ma non si dice più

e, non dicendola, scompaiono tutti gli attori delegati a dirla: capi di stato e di governo, gerarchie militari, ambasciatori e diplomatici. Attori che perdono il dominio comunicativo di questo ambito, rinunciando a utilizzarne il lessico, lasciando campo libero a eserciti senza condottieri, milizie paramilitari e gruppi terroristici, da perseguire secondo i criteri della giustizia ordinaria.

La bufala delle guerre mai combattute da Trump

A questo punto, al di la di poteri oscuri, complotti legati a Qanon e Deep State, possiamo senza ombra di dubbio affermare che la verginità bellica di di Donald Trump sia l’ennesiam bufala. L’ennesima Fake News creata ad arte per far abboccare i soliti “pensatori per sentito dire”.

Ma allo stesso tempo posso anche affermare con certezza che ci sia una guerra che Trump non abbia mai combattuto: quella contro l’ignoranza.

Giovanni Scafoglio

Leggi anche: QAnon e il nulla tossico che vota Trump

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