Maggio 25, 2024
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Il “revenge dress” o “abito della vendetta” è un termine entrato nell’immaginario collettivo per descrivere un particolare stile di abbigliamento che una persona sceglie di indossare in un momento di rottura o di grande cambiamento personale, spesso in risposta a un tradimento o a una delusione amorosa. Questo concetto è stato immortalato da Lady Diana Spencer, la Principessa di Galles, che nel 1994 fece una delle sue apparizioni più iconiche in un abito nero attillato e sorprendentemente audace per gli standard della famiglia reale britannica. L’abito fu indossato durante una serata importante, lo stesso giorno in cui il Principe Carlo ammise pubblicamente il suo adulterio. In questo articolo analizzeremo dal punto di vista della comunicazione cos’è il revenge dress partendo Da Lady D fino ad arrivare a Chiara Ferragni.

L’abito di Diana non era solo un capo di moda: era una dichiarazione potente, un messaggio non verbale inviato attraverso i media a tutto il mondo

In quel momento, Diana non solo sfidava le attese tradizionali su come una principessa dovesse comportarsi e vestirsi in pubblico, ma usava anche il suo abito come strumento di comunicazione per mostrare forza, indipendenza e autoaffermazione. La scelta di un abito tanto audace e memorabile in una serata così carica di significato è diventata un simbolo di empowerment e di rinascita personale, elevando l’abito a un’icona culturale nel campo della moda e della comunicazione personale.

Prima di diventare iconico con la Principessa Diana, il concetto di “revenge dress” non era chiaramente definito o riconosciuto come tale nei termini di oggi. Tuttavia, la storia della moda è ricca di esempi in cui gli abiti sono stati utilizzati come strumenti di comunicazione personale o politica, spesso per trasmettere messaggi di potere e indipendenza.

Nel corso dei secoli, figure femminili influenti hanno spesso usato il loro abbigliamento per fare dichiarazioni sociali o politiche

Ad esempio, Marie Antoinette usava i suoi elaborati abiti per stabilire la sua autorità e il suo status presso la corte francese, nonostante le crescenti tensioni politiche. Anche nel corso del XX secolo, star del cinema come Marlene Dietrich e Audrey Hepburn hanno sfruttato il loro stile personale per sfidare le norme di genere e esprimere la loro unicità e forza.

Nonostante questi precedenti, il termine “revenge dress” e il suo specifico contesto di utilizzo per rappresentare la risposta a una delusione amorosa o personale sono diventati di uso comune solo dopo l’apparizione di Diana. Il suo utilizzo ha segnato una svolta, in cui un abito non solo attirava attenzione per il suo stile, ma diventava anche un potente strumento di narrazione personale e pubblica, simboleggiando la liberazione da un passato doloroso e il passaggio a una nuova fase di autonomia e autoespressione.

Da quel momento, il “revenge dress” è entrato a far parte del lessico della moda e della cultura pop, simboleggiando un atto di emancipazione personale che va oltre il semplice cambiamento di guardaroba, trasformandosi in una dichiarazione visiva di resilienza e rinnovamento.

Da Lady Diana a Chiara Ferragni: la diffusione del “Revenge Dress”

Dopo che Lady Diana ha introdotto il concetto di “revenge dress” nella cultura popolare, molte donne famose hanno seguito il suo esempio, utilizzando il proprio abbigliamento come forma di espressione personale e di affermazione in momenti di rottura o di transizione significativa. Sebbene il numero esatto di donne che hanno adottato consapevolmente questo stile per motivi simili a quelli di Diana sia difficile da quantificare, alcuni casi notevoli hanno catturato l’attenzione dei media e del pubblico.

Tra le figure più note che hanno indossato abiti considerati “revenge dresses” ci sono:

  1. Elizabeth Hurley – Nota per il suo audace abito nero Versace, indossato durante la première di un film nel 1994, lo stesso anno dell’apparizione di Diana. Sebbene le circostanze fossero diverse, l’abito fece una dichiarazione di indipendenza e sensualità che catturò l’attenzione internazionale.
  2. Jennifer Aniston – Dopo il suo divorzio da Brad Pitt, Aniston ha fatto diverse apparizioni pubbliche in abiti che molti hanno interpretato come simboli di una nuova fase della sua vita, caratterizzata da rinnovata sicurezza in se stessa.
  3. Taylor Swift – Conosciuta per trasformare le sue esperienze personali in musica, Swift ha anche usato il suo stile per simboleggiare i cambiamenti nella sua vita personale e professionale, spesso in risposta a relazioni finite.
  4. Rihanna e Beyoncé – Entrambe le artiste hanno utilizzato la moda per trasmettere messaggi di potere e autonomia, specialmente in contesti di superamento di relazioni personali complesse.

Punti di contatto estetici e filosofici tra il “Revenge Dress” di Lady Diana e quello di Chiara Ferragni

Il “revenge dress” di Lady Diana e quello indossato di recente da Chiara Ferragni condividono alcuni punti di contatto sia a livello estetico che filosofico, riflettendo la loro potenza come strumenti di comunicazione visiva e personale.

Cos'è il revenge dress. Da Lady D a Chiara Ferragni, da Elizabeth Hurley a Jennifer Aniston, passando per Rihanna e Beyoncé

Estetica

  1. Colore e design: Entrambi gli abiti sono caratterizzati dal colore nero, tradizionalmente associato all’eleganza, al potere e anche al mistero. Il nero è un colore che fa una dichiarazione forte e indipendente. Inoltre, entrambi gli abiti presentano un taglio e design che esaltano la figura, sottolineando la fiducia in se stessi e la proprietà del proprio corpo.
  2. Sensualità e audacia: Sia l’abito di Diana che quello di Ferragni esibiscono una sensualità calibrata. Diana scelse un abito con una scollatura profonda e una lunghezza sopra il ginocchio, insolitamente audace per gli standard della famiglia reale. Analogamente, l’abito di Ferragni era distintivo e audace, adatto al contesto della moda contemporanea, e progettato per fare una dichiarazione simile.

Filosofia

  1. Affermazione di sé e indipendenza: Al centro del concetto di “revenge dress” vi è l’idea di affermazione personale e di prendere il controllo della propria narrativa pubblica. Entrambe le donne hanno utilizzato questi momenti per riflettere una rinascita personale e professionale, mostrando una trasformazione dal loro precedente stato a una nuova fase di empowerment.
  2. Risposta a una sfida personale: Diana indossò il suo “revenge dress” in risposta alla pubblica confessione di infedeltà del marito, trasformando un momento potenzialmente umiliante in una dimostrazione di forza e autonomia. Anche se il contesto specifico di Ferragni potrebbe differire, l’uso di un abito potente in un momento significativo suggerisce una simile strategia di risposta personale e pubblica a questioni personali o critiche.
  3. Impatto mediatico e culturale: Entrambe hanno capito l’importanza dei media nel modellare l’immagine pubblica. L’abito di Diana fu immediatamente notato e ampiamente discusso, diventando un simbolo di resistenza e rinnovamento. Ferragni, operando in un’era di social media e influencer, utilizza la moda per comunicare direttamente con un vasto pubblico globale, anch’essa generando discussione e analisi.

Anche se in un primo momento i “revenge dresses” di Diana e Ferragni possono apparire in contesti e tempi diversi, condividono una base filosofica comune di auto-rappresentazione e riaffermazione in risposta alle sfide personali. Esteticamente, entrambi gli abiti sfruttano la potenza del nero e un design che enfatizza la confidenza e l’autonomia, mantenendo un dialogo visivo tra il passato iconico e il presente influente.

Giovanni Scafoglio

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