Febbraio 25, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

La vicenda dell’Hotel Champoluc ci offre una preziosa lezione sulla psiche collettiva italiana e, più in generale, sui fedeli seguaci di Chiara Ferragni. Ebbene sì, ho il sospetto, che abbiamo sopravvalutato il discernimento del popolo del web, che non solo non ha abbandonato la nave ferragniana al primo accenno di tempesta, ma ha addirittura premiato coloro che si sono esposti alla sua luce riflessa. “E comunque da ieri abbiamo diecimila follower in più”. L’Hotellerie de Mascognaz, l’albergo di Champoluc che era stato travolto dalle critiche social dopo aver ospitato Chiara Ferragni fa sapere attraverso il suo ufficio stampa che, dopo la shitstorm contro l’imprenditrice digitale, i social dell’hotel sono esplosi. In pratica Chiara Ferragni dimostra abbiamo sopravvalutato gli italiani.

“Ma come? Dopo tutto il trambusto, gli insulti e i dibattiti accesi, l’hotel non solo sopravvive ma prospera?”

La risposta è un sonoro sì, accompagnato da un coro di nuovi follower e una pioggia di prenotazioni. Chi l’avrebbe mai detto che l’arte del “mi attacco al treno della Ferragni” avrebbe portato a una simile epifania commerciale? Il caso presenta un’ironia tanto sottile quanto evidente: mentre un gruppetto di critici e detrattori sfogava la propria indignazione virtuale, il resto del mondo seguiva, like dopo like, la traccia lasciata dall’influencer, dimostrando che l’aura di Chiara Ferragni ha il potere non solo di resistere agli attacchi, ma di trasformarli in opportunità d’oro per chi sa coglierli.

E così, tra uno scroll e l’altro, emerge la verità: gli italiani, lungi dall’essere i paladini della critica costruttiva e dell’abbandono in massa nei momenti di crisi, si rivelano pronti a premiare chi riesce a navigare le acque turbolente della comunicazione social con un pizzico di astuzia e una buona dose di opportunità. E questo in barba a critici, media, giornalisti e alla nostra redazione randagia (sic).

Come in una moderna novella boccacesca, la vostra eroina digitale ha dimostrato che avere qualche grattacapo legale non è sufficiente a intaccare il tocco d’oro dell’influencer. “Indagata per truffa aggravata?” potrebbero esclamare i cittadini del regno dei social, ma nel giro di un post, l’attenzione si sposta su una nuova borsa, un tramonto mozzafiato o un sorriso familiare, rendendo tutto il resto un lontano ricordo.

E mentre i media e gli haters affilano le loro tastiere, pronti a decretare la fine dell’era Ferragni, ecco che la nostra protagonista sfodera l’arma più potente del suo arsenale: un post impeccabilmente curato, accompagnato da una didascalia che ignora tutto l’accaduto in precedenza, trasformando critiche in complimenti e accusatori in ammiratori silenziosi.

Questa è pura commedia all’italiana, dove anni di politica ci hanno insegnato che la memoria collettiva è mobile qual piuma al vento

Chiara Ferragni sembra danzare leggera tra le polemiche, confermando che nel paese del “belpaese”, essere al centro di indagini per truffa è meno grave di un fashion faux pas. Cosa imparare da tutto ciò?

Che, a volte, per rimanere in cima, basta semplicemente continuare a sorridere alla camera, lasciando che il proprio brand parli più forte di qualsiasi controversia. E il pubblico? Sempre pronto a regalare il suo applauso, in attesa del prossimo episodio.

Così è se vi pare

Giovanni Scafoglio

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