Aprile 17, 2024
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Open to Meraviglia potrebbe diventare il perfetto manuale su come non fare comunicazione. La “Venere influencer” incaricata di promuovere le magnifiche vacanze italiane ha sorprendentemente deciso di prendersi una pausa più lunga del previsto. Il suo improvviso e misterioso scomparire dai social media ha gettato l’intero progetto di marketing del ministero del Turismo nell’abisso, proprio nel momento in cui si sperava che prendesse il volo. Il risultato? Un fantasma digitale che sembra aver messo le ali e preso il volo prima di riuscire a scattare anche solo una foto decente. Ma non erano le alidi cui il turismo italiano aveva bisogno.

Forse potrebbe essere l’inizio di un Thriller: La Venere in fuga

Twitter? Niente tracce. Facebook? Più vuoto di una spiaggia invernale. TikTok? Forse è fuggita verso una danza più accattivante altrove. E Instagram? Ah, lì è il colpo di grazia. L’ultima volta che ha condiviso qualcosa è stato il 27 giugno, quasi come se avesse deciso di fare una pausa estiva un po’ troppo lunga. Già, sono passati due mesi. Il suo account sembra un deserto digitale, senza nemmeno un cactus virtuale in vista. Più che una Venere, un fantasma.

Dopo una serie infinita di errori e battute infelici, non dovrebbe sorprendere che le cose siano finite così. Questa volta, però, la Corte dei Conti ha deciso di indagare su Open to Meraviglia. Il procuratore regionale per il Lazio, Pio Silvestri, ha avviato un’indagine per capire perché la Venere, pagata con i soldi pubblici, sia improvvisamente sparita. Il ministero del Turismo dovrà fornire spiegazioni, con l’ipotesi di un danno finanziario. Oltre alle indagini su Visibilia come imprenditrice, Santanchè dovrà rispondere alle domande dei magistrati contabili, questa volta per le sue azioni da ministra.

La campagna “Open to Meraviglia” è stata un fallimento fin dall’inizio, roba da dilettanti allo sbaraglio

il dominio non è stato registrato, le immagini della Venere di Botticelli sono state prese da cataloghi gratuiti in rete, alcuni frame del video di supporto sono stati acquistati da una piattaforma stock. E ancora, le foto a bassa risoluzione da WhatsApp vennero state caricate senza rinominarle, le traduzioni dall’italiano al tedesco comiche, con Camerino trasformato in “Garderobe” e Prato in “Rasen”.

Nel frattempo, sotto il nome “Venere Italia 23”, erano iniziate a comparire immagini delle località italiane, da Polignano a Pompei. L’ultimo post era stato pubblicato il 27 giugno, con la Venere di Santanchè a Taormina. Poi silenzio.

A volte ritornano

Ma ecco il colpo di scena: la campagna Open to Meraviglia è riapparsa meno di una settimana fa, quando il profilo Instagram della Federazione italiana di pallavolo ha pubblicato un video delle giocatrici della Nazionale femminile con la maglietta raffigurante la Venere scelta dal ministero del Turismo. Ma una domanda sorge spontanea: perché il video non è stato condiviso sull’account della campagna? Spiegazione di Santanchè a Repubblica: la sparizione della Venere è stata una “scelta ponderata”, per far atterrare la campagna sul portale italia.it. Nel frattempo, la Corte dei Conti sta conducendo un’indagine.

La Venere furbetta

Il lancio della Venere in Jeans ha comportato una spesa di 138mila euro per lo Stato, appena 2mila euro al di sotto della soglia che avrebbe reso obbligatoria la gara pubblica a livello europeo. Questa delibera si basava su una lettera del 30 marzo, in cui Santanchè sostenne la necessità di mostrare il video promozionale durante un evento del 20 aprile. Il video era già stato commissionato, ma doveva ancora essere pagato. Il costo totale della campagna “Open to Meraviglia” è di circa 9 milioni di euro.

La Venere ha preso il volo, da open to meraviglia a open to corte dei conti. Un disastro annunciato che danneggia il turismo italiano

Sembra che la Venere influencer si sia troppo immedesimata nella parte, assumendo il ruolo di una sorta di divinità capricciosa. Si è dileguata quando era richiesta, è riapparsa in modo inaspettato e ha lasciato dietro di sé una scia di domande e perplessità. Che sia stata una strategia elaborata a tavolino (sic) o semplicemente un disastro da far ridere i polli, una cosa è certa: l’Italia non aveva mai visto una Venere così imprevedibile dall’epoca in cui Botticelli ha impugnato il suo pennello.

E chi sa, magari la Venere è fuggita in un’eterna vacanza, cercando di sfuggire a un disastro di marketing che nemmeno gli dei avrebbero potuto risolvere.

Giovanni Scafoglio

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