Dicembre 2, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

In questi giorni la parola genocidio viene ripetuta come fosse un mantra. Il pericolo di usare con troppa semplicità tali termini è di depotenziarne il potere, la forza. A volta involontariamente. Ma spesso in maniera involontaria si recano dei danni terribili. Per questo ho deciso di affrontare una serie di tematiche legate a parole e termini abusati per riportarne il senso al centro della narrazione. Partiamo proprio dal popolo ucraino e da un evento dimenticato: Il vero genocidio in Ucraina progettato e messo in atto dal regime di Stalin: l’holodomor.

Holodomor, la strage degli innocenti uccisi dalla fame in Ucraina

Fu una tragedia così grande che gli ucraini inventarono una nuova parola per descriverla: Holodomor o “sterminio per fame”. Si riferisce alla morte, provocata negli Anni ’30 dalle politiche di Stalin, di milioni di ucraini. Un’ecatombe che ancora oggi è una delle ragioni del risentimento di Kiev verso Mosca. La tragedia ebbe inizio quando Stalin, tra l’autunno del 1932 e la primavera del 1933, decise la collettivizzazione agraria, costringendo anche i kulaki, i contadini agiati (coltivatori diretti o piccoli proprietari terrieri), ad aderirvi contro la loro volontà.

Holodomor è parola ucraina composta da holod, che significa fame, e moryty che significa uccidere: uccidere per fame

L’Holodomor ritorna sempre nella memoria della gente ucraina ogni anno, a fine novembre: l’ultimo sabato del mese è il giorno del ricordo del genocidio per carestia e di tutte le vittime delle repressioni. In quel giorno, alle quattro del pomeriggio, la gente accende una candela alla finestra per ricordare.

Le atroci tappe dello sterminio fino al cannibalismo

  • Il 18 novembre ai contadini ucraini fu fatto ordine di consegnare ogni avanzo del raccolto precedente superante le eccedenze da destinare all’ammasso; due giorni dopo fu imposta una norma killer sulla carne, che portò alla confisca di massa di mucche e maiali, vera e propria riserva anti-fame per centinaia di migliaia di ucraini.
  • Nella primavera 1933 non meno di 10mila persone morivano, in media, ogni giorno di fame in Ucraina, a cui andavano aggiunti i circa 300mila ucraini morti di carestia dopo la deportazione nei campi di lavoro, nei gulag e negli insediamenti speciali citati da Timothy Snyder nei suoi studi.
  • Dal 1933 in poi fu una vera e propria escaletion di orrori. Tra i tanti documenti di storici segnalo: Il saggio Red Famine: Stalin’s War on Ukraine della studiosa Anne Applebaum che cita:

un rapporto del capo della polizia segreta di Kiev elenca 69 casi di cannibalismo in appena due mesi, racconta casi di persone che uccisero e mangiarono i propri figli, la totale estinzione di cani e gatti, la scomparsa della popolazione di interi villaggi, i carri per il trasporto dei defunti che raccoglieva anche i moribondi e poi li seppelliva ancora vivi.

  • Red Famine: Stalin’s War on Ukraine di Anne Applebaum
  • Complessivamente, non meno di 3,3 milioni di persone persero la vita nell’Holodomor, l’inferno sulla terra creato dalla collettivizzazione. Ecco Il vero genocidio in Ucraina.

    Negli anni si è acceso il dibattito se tale sterminio fosse stato pianificato o meno. Credo sia poco rilevante poichè se anche non ci fosse stato un vero e proprio piano di sterminio, c’era la burocrazia sovietica già in piena funzione: le guardie bolsceviche sorvegliavano le campagne in preda alla fame, ai giornalisti europei e americani veniva negato il visto per transitare nella regione, i centri diplomatici inviarono ai rispettivi paesi rapporti anche dettagliati delle gravissime condizioni dell’Ucraina.

    Dapprima la fame scaccia di casa, perché in un primo tempo ti brucia, ti strazia come il fuoco, ti strappa le budella e l’anima – allora l’uomo scappa di casa. La gente estrae i vermi dalla terra, raccoglie l’erba; hai ben visto, fino a Kiev strariparono. Tutti si allontanano da casa, se ne vanno tutti. Ma poi arriva il giorno che l’affamato torna indietro, trascinandosi alla sua capanna. Questo significa che la fame lo ha sopraffatto, ormai quell’uomo non si salva più: si mette a letto e là giace. Una volta che la fame lo ha sopraffatto, quell’uomo non lo rialzi più, non solo perché non ne ha la forza: è che gli manca l’interesse, non ha più voglia di vivere; sta lì steso, zitto zitto, e non si muove, e non ti venga in mente di toccarlo. L’affamato non vuole mangiare, piscia ogni momento, ha la diarrea; diventa sonnolento, non vuole essere disturbato: vuole che lo lascino in pace. Così distesi si avviano alla morte.

    tratto da Tutto scorre di Vasilij Grossaman

    Il vero genocidio in Ucraina è alle radici della resistenza Ucraina contro l’ivasione delle armate di Putin

    Forse è da qui che parte la grande resistenza del popolo ucraino all’invasione da parte della Russia. Analizzando e scoprendo il genocidio dell’Holodomor potrebbe aiutarci a capire meglio perché resistano. Perché non hanno dimenticato il loro passato e non vogliono ripeterlo. Non vogliono più né sottomissione, né morte. Vogliono essere liberi.

    Giovanni Scafoglio

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