Marzo 1, 2024
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È morto Silvio Berlusconi, l’ex Primo Ministro italiano. Aveva 86 anni. Si è spento stamani alle 9.30 all’ospedale San Raffaele di Milano, dove sono arrivati poco dopo il suo fratello Paolo Berlusconi e i suoi figli Marina, Eleonora, Barbara e Pier Silvio. Berlusconi, leader del partito Forza Italia, era stato ricoverato lo scorso venerdì per accertamenti legati alla leucemia mielomonocitica cronica di cui soffriva da tempo, ma le sue condizioni non mostravano segni di miglioramento. Successivamente, la situazione è peggiorata.

È difficile immaginare l’Italia senza Silvio Berlusconi

Iconico protagonista della politica italiana. Nel corso degli ultimi cinquant’anni, non c’è stato un giorno in cui il suo nome non sia stato evocato nei media, nei giornali, in Parlamento, nei bar o negli stadi. Il “Cavaliere” ha diviso l’opinione pubblica. Sempre, costantemente. Imprenditore edile, magnate televisivo, presidente del Milan e successivamente del Monza, fondatore di un partito chiamato Forza Italia, quattro volte Primo Ministro, imputato in processi clamorosi. In lui tutto è stato eccessivo, figlio di una sregolatezza che pochi politici hanno avuto. Grande la sua popolarità, tale da essere identificato, nel mondo, come il simbolo dell’italianità.

È difficile riassumere qui, in un articolo, la sua incredibile vicenda pubblica e privata

È stato l’uomo più ricco del Paese. Una ricchezza sfoggiata con gioia. Ma non è nato ricco, ha costruito la sua enorme agiatezza, prima come costruttore edile e poi come visionario televisivo, con un impeto così audace da attirare l’attenzione di molte Procure. Lo scrittore Giuseppe Fiori, nel 1995, gli dedicò una delle prime biografie intitolata “Il venditore”. Persuadere, sedurre, piacere agli altri: questa è sempre stata la caratteristica di Silvio Berlusconi, che non riusciva a comprendere che ci potesse essere una vasta parte della popolazione che trovava le sue televisioni educativamente discutibili e la sua incursione in politica profondamente inaccettabile, poiché vi scorgeva l’opportunismo di un uomo che sceglieva la politica non per vocazione, ma per cinica autodifesa.

Si è notato che il virus del populismo, che successivamente ha contagiato il mondo, si è diffuso proprio attraverso l’azione politica del Cavaliere

Berlusconi del 1994, durante le prime elezioni, incarnava tutti i crismi dei futuri demagoghi che avrebbero preso il palcoscenico: il rifiuto dei partiti e di “quelli che c’erano prima”, l’antiparlamentarismo, le Camere viste come luoghi di perdigiorno, la retorica dell’uomo solo al comando, il disprezzo per la cultura, la distruzione di ogni memoria collettiva in una presunta rinascita

Cristina Ferrari

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