Febbraio 2, 2023
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A riempire l’esistenza quotidiana di tutti noi sono le abitudini. Viviamo immersi nella nostra routine, caratterizzata da un insieme di conoscenze che guidano il ripetersi dei giorni. Queste conoscenze rappresentano il “senso comune”, ovvero l’esperienza della vita ordinaria. Il senso comune è un mondo a noi familiare, fatto di azioni abitudinarie che danno un senso al nostro tempo. L’abitudine conferisce sicurezza, ma talvolta impedisce alla creatività di venir fuori. L’unico modo per fare spazio al Nuovo è ricorrere al Pattern Interrupt: una tecnica che interrompe gli schemi.  

Un Pattern Interrupt interrompe e de-familiarizza la routine

É vero, senza le azioni routinarie non potremmo vivere all’interno della società, né relazionarci con gli altri. Gli schemi comportamentali, come alzarsi dal letto, andare in bagno e prepararsi prima di uscire, danno forma alla nostra vita. Tuttavia, a volte si è così tanto assorbiti dalla routine che la curiosità e il senso critico si assopiscono. Finché tutto procede come deve procedere, si fa fatica a defamiliarizzare. Porsi domande, scoprire nuovi orizzonti, scavalcare l’ovvio. Questo vuol dire interrompere gli schemi. 

La tecnica del Pattern Interrupt è stata elaborata dallo psicoterapeuta Milton Erikson. Questa tecnica consiste appunto nel cambiare gli schemi abituali di pensiero e di comportamento. Lo scopo di questa “interruzione” è quello di fornire gli strumenti affinché le persone scoprano nuove forme di vita. Se ci lasciamo assorbire dalla routine il rischio è di rendere il nostro cervello un muscolo atrofizzato. 

Secondo la National Science Foundation, i pensieri degli esseri umani sono al 95% ripetitivi. Il che vuol dire che pensiamo in maniera statica, seguendo l’ordine della nostra esperienza di vita quotidiana. E il tempo per l’innovazione dove finisce? Lo spazio per i dubbi e le domande in quale angolo sperduto del mondo lo lasciamo?

Ecco che i Pattern Interrupt si rivelano una potenza al fine di sospendere la ripetitività del pensiero e del comportamento. Non solo nel caso di una vacanza o di un weekend fuori porta, ma durante la propria quotidianità. 

In che modo si può attuare la tecnica del Pattern Interrupt?

Per interrompere i propri schemi, bisogna essere curiosi. Cercare altre realtà, diverse da quelle a noi familiari. Serve mettere da parte ciò che è ovvio per noi e capire che esistono infinite possibilità. Occorre porsi domande e dare interpretazioni a ciò che riteniamo essere scontato. A questo proposito, il sociologo Zygmunt Bauman nel testo “Pensare sociologicamente”, si sofferma sui vantaggi della “defamilairizzazione”.

“Può aprire, ad esempio, possibilità inaspettate di vivere la propria esistenza con maggiore consapevolezza, più comprensione – forse anche con più libertà e maggiore capacità di controllo.”

E a proposito di capacità di controllo, la tecnica del Pattern Interrupt ci esorta ad avere fiducia nel futuro e in noi stessi. Questa fiducia deve essere costruttiva, nel senso che deve stimolare ad osare, rischiare, disimparare. Se invece ci si àncora alla propria zona di comfort, non potranno arrivare nuove sfide, né nuove opportunità.  Ecco perché il non-familiare rende liberi: acuisce i nostri sensi.

Proseguendo, un altro modo per attuare un’interruzione della propria routine è ritagliarsi del tempo per la propria crescita. E per farlo serve coltivare una passione (o più di una), occorre formarsi continuamente. L’istruzione non termina con la fine degli studi. Per crescere è necessario conoscere e imparare a disimparare. Se si pensa che la vita sia un corso lineare e che tutto debba procedere secondo schemi stabiliti, si finisce per essere intrappolati dal senso comune.

Il senso comune esiste anche per essere sovvertito, non solo per darci stabilità e sicurezza

Un Pattern Interrupt, infatti, è uno sprone all’immaginazione, ad agire in maniera anticonvenzionale. 

Il digitale, per esempio, rappresenta ormai il reale. Fa parte della routine di ognuno di noi. Se c’è, tutto va nel verso giusto. Se non abbiamo device a disposizione, ci sentiamo persi e smarriti. Bene, se iniziassimo a disabituarci alla tecnologia, dando spazio ad attività più “spirituali”, attueremmo un Pattern Interrupt. Quante ore togliamo alla lettura, all’ammirazione di un tramonto, di un’alba?

La dipendenza dalla digitalizzazione non ci rende liberi perché talvolta ci impedisce di fare nuove esperienze. Lo stesso vale per tutte quelle abitudini che non ci permettono di andare oltre e di esplorare conoscenze e opportunità sconosciute.

Per questo, la strategia del Pattern Interrupt deve essere attuata ogni giorno attraverso brevi interruzioni che permettono alla mente di osservare il mondo in maniera dinamica e variabile

Emanuela Mostrato

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