Aprile 17, 2024
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Partiamo da un concetto base. Chiara Ferragni è un personaggio polarizzante. Essere polarizzanti significa suscitare reazioni forti e opposte nel pubblico o nella società. Una figura polarizzante tende a dividere le opinioni: alcune persone possono ammirarla o sostenerla con fervore, mentre altre possono criticarla aspramente o rifiutarla. Questo fenomeno si verifica spesso nel contesto di personalità pubbliche, questioni politiche o sociali, dove le diverse percezioni e valutazioni portano a un netto contrasto tra approvazione e disapprovazione. Bene nel giornalismo contemporaneo, usare elementi polarizzanti per ottenere visualizzazioni e like è tutto. Questo fa si che ci sia una sovraesposizione mediatica di personaggi come Chiara Ferragni. Ma tutto ciò non basta a comprendere perché Chiara Ferragni è tanto odiata?

La reputazione nell’era digitale

L’avvento di Internet e i social media hanno modificato radicalmente le dinamiche della reputazione pubblica, soprattutto per personaggi del calibro di Chiara Ferragni. Ogni gesto, ogni post, ogni dichiarazione diventa parte di un archivio permanente che influisce sull’immagine percepita da milioni di follower e non solo. La permanenza digitale di ogni aspetto della vita pubblica crea un terreno fertile per l’odio online, poiché l’errore umano, la gaffe, o anche semplicemente un comportamento distante dai canoni accettati si cristallizzano nell’etere digitale, diventando bersaglio facile per la critica collettiva.

Dinamiche di genere e stereotipi culturali

Approfondendo la questione, si osserva che parte dell’antipatia nei confronti della Ferragni può derivare da una serie di idiosincrasie legate al genere. Fedez, suo marito, sfugge allo stereotipo del rapper macho, mentre Chiara Ferragni, con il suo impero economico costruito partendo da un semplice blog di moda, rompe il modello tradizionale della “donna al servizio dell’uomo”. In una società ancora imbevuta di patriarcato, una donna che comanda, che ha successo, che trasforma l’apparenza in potere economico, può suscitare non solo ammirazione ma anche invidia e rancore​.

Le crisi pubbliche e la politica

Le controversie pubbliche, come quella legata alla politica, hanno avuto un ruolo chiave nell’intensificare l’antipatia collettiva. La critica di figure politiche, come quella di Giorgia Meloni agli influencer, può essere interpretata come un attacco diretto a figure come la Ferragni, accentuando una percezione negativa del lavoro degli influencer, spesso svalutato come non produttivo o di minore valore sociale.

Oltre la semplice invidia

La dimensione dell’antipatia nei confronti di personaggi pubblici come Chiara Ferragni è multiforme e tocca aspetti che vanno ben oltre la semplice invidia. L’odio online può essere il risultato di una complessa interazione tra percezione pubblica, gestione della reputazione digitale, dinamiche sociali e culturali, oltre che politiche. Nel contesto attuale, figure come la Ferragni diventano simboli, proiezioni delle tensioni e delle aspettative di un’intera società, con tutte le contraddizioni che ne conseguono.

La beneficenza come strumento di promozione

La Ferragni è stata accusata di utilizzare scopi benefici per promuovere prodotti con fini commerciali, un’accusa che ha scosso la sua immagine pubblica e ha contribuito all’odio che alcuni nutrono nei suoi confronti. Tale pratica è stata percepita da una parte dell’opinione pubblica come un uso strumentale della solidarietà, che sfrutta le buone intenzioni dei consumatori a vantaggio di un brand personale. Questo tipo di comportamento, soprattutto quando emerge nel contesto di un’indagine o di una condanna giudiziaria, può accelerare la formazione di un sentimento negativo collettivo.

La questione è stata esacerbata dall’intervento di figure politiche che, in alcuni casi, hanno utilizzato queste vicende come trampolino per critiche più ampie al mondo degli influencer e alla loro presunta superficialità nell’affrontare tematiche sociali di rilievo. Questi eventi hanno rafforzato l’impressione di una mancanza di autenticità e di responsabilità sociale da parte degli influencer, complicando ulteriormente la loro posizione all’interno della società.

Perché Chiara Ferragni è tanto odiata? Perché conviene a tutti

I giornali, le testate giornalistiche, associazioni come il Codacons, e blogger come Selvaggia Lucarelli possono trarre benefici significativi dalla creazione di contenuti polarizzanti su personaggi noti come i Ferragnez. Questo perché articoli che suscitano dibattiti o che trattano di tematiche divisive tendono a generare un maggior numero di like, visualizzazioni e consensi, contribuendo così ad aumentare l’engagement del pubblico. In un’epoca dominata dai social media e dalla necessità di catturare l’attenzione dell’audience, “odiare paga”. Lo vediamo quotidianamente: post che normalmente ricevono pochi commenti possono esplodere in termini di interazioni quando si trattano argomenti controversi o personaggi che suscitano opinioni forti, come nel caso dei Ferragnez. Questa dinamica sottolinea come il contenuto che polarizza o che incentiva alla discussione possa essere uno strumento potente per le piattaforme di informazione e per i creatori di contenuti nel loro sforzo di coinvolgere il pubblico e stimolare la partecipazione attiva.

Questo vale anche per tutti coloro che commentano tali articoli scrivendo che non ne possono più o che un giornali dovrebbe trattare altri argomenti. E così facendo non fanno altro che alimentare tali meccanismi perché alla fine insultare o denigrare tali personaggi alimenta anche il loro ego.

Ginevra Leone

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