Novembre 29, 2022
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Il rischio degli attacchi informatici è ogni giorno più pressante. Mentre lo sviluppo tecnologico accelera, tocca fare i conti con le minacce. Non a caso, siamo nel mezzo di una Cyber War. Una guerra cibernetica che punta a colpire le infrastrutture informatiche. Anche quelle apparentemente più sicure. È un teatro di guerra non meno distruttivo di quello tradizionale. Ormai i sistemi informatici di ogni paese sono essenziali per fornire servizi efficienti alla popolazione. Eppure, l’Italia al momento è il Paese più colpito in Europa e il sesto al mondo con una percentuale di attacchi informatici del 4,44%.

Come affrontare la Cyber War?

Innanzitutto, per affrontare questa guerra cibernetica occorrono esperti di sicurezza informatica. Quest’ultimi però scarseggiano, motivo per il quale bisogna investire nella formazione della cyber security.  A questo proposito, il PNRR prevede uno stanziamento di 20 miliardi per rafforzare i sistemi informatici del Paese. E quindi per fare in modo che aumentino i professionisti della difesa cibernetica.

Molte organizzazioni sono ancora impreparate rispetto all’ambito della Cyber security. C’è scarsità di competenze e quindi di personale adibito alla sicurezza delle architetture informatiche. Ecco perché i manager delle imprese devono far fronte a questo problema e provvedere alla selezione di esperti. Per esempio, nel settore della sanità Il 41% dei leader indica come priorità assoluta la cybersecurity e la privacy dei dati. 

È un dato ovviamente legato al fatto che buona parte dei recenti attacchi informatici colpisce le strutture ospedaliere italiane. A questo proposito, l’appello è quello di rendere la pubblica amministrazione più sensibile e più consapevole verso la protezione delle infrastrutture cyber. 

Un altro modo per affrontare la Cyber war è quello di favorire all’interno delle istituzioni pubbliche e private un’educazione alla difesa degli attacchi informatici. Basta poco per cadere in trappola. Motivo per cui è necessario che gli esperti diano evidenza di quelli che sono i segnali di allarme. Le persone devono imparare a difendersi dai rischi che si incontrano nello spazio virtuale. Altrimenti continueremo a stare nel mezzo di una Cyber War.

Non è semplice, certo. Parliamo di cyber criminali preparati tecnicamente, che sanno come boicottare anche il sistema tecnologico più presidiato. 

Strategia Nazionale di Cybersicurezza

La strategia Nazionale di Cybersicurezza nasce con l’intento di pianificare e attuare le misure più opportune per difendere il paese dalla Cyber war. Tale strategia prevede il raggiungimento di 82 misure entro il 2026. Un progetto dunque innovativo, ma anche urgente, poiché i rischi informatici aumentano a dismisura. Le sfide che questa strategia intende perseguire sono diverse.

Riguardano una transizione digitale efficiente da parte della pubblica amministrazione. Quest’ultima, infatti, è diventata un facile bersaglio. La causa è una scarsa valutazione del rischio dei sistemi informatici. Finora le PA hanno investito troppo poco nella formazione della cybersecurity. E questo oggi è motivo di una vulnerabilità informatica e di mancanza di sicurezza da parte dei cittadini.

A proposito di formazione, l’azienda Microsoft ha messo a disposizione un piano di Cybersecurity Skilling. L’obiettivo è quello di formare i nuovi professionisti della sicurezza informatica. Un’iniziativa fedele al fatto che la professione di Cybersecurity specialist è tra quelle più richieste in Italia. Lo conferma il report di Linkedin in merito ai lavori in crescita nel 2022.

Ecco, questo tipo di iniziative dovrebbero essere intraprese anche dalle piccole-medio imprese affinché possa essere abbattuto lo skill gap in tema di cyber security. Un gap che non si affronta solo con le tecnologie all’avanguardia. Ma anche e soprattutto con la presenza di personale esperto e qualificato

Un’altra misura importante del piano nazionale di cybersicurezza, riguarda un progetto mirato a prevenire e arginare tutti i possibili attacchi cyber. In tal senso, c’è bisogno di sistemi di monitoraggio, rilevamento e analisi. Poi, c’è una sfida tesa a contrastare la disinformazione, poiché spesso le fake news diventano motivo di guerra cibernetica.

Ma affinché tutte queste misure possano avere seguito è necessaria una collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

In questo modo si potrà reagire tempestivamente alle minacce informatiche. Il settore dell’Information Security deve essere una priorità delle amministrazioni pubbliche e private. Altrimenti i dati dell’intero ecosistema saranno sempre più evanescenti.

Per essere un Paese realmente digitalizzato e al passo con l’evoluzione tecnologica, occorrono misure volte a difendere le architetture informatiche. Ma serve anche tanta consapevolezza verso una questione che richiede provvedimenti mirati e urgenti.

Emanuela Mostrato

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