Giugno 30, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

È risaputo ormai, che per poter fare colpo durante i colloqui di lavoro, è essenziale allenare le proprie abilità relazionali e comportamentali. Ma, come scoprire le proprie soft skills? Per molti giovani, che stanno cercando l’occupazione desiderata, questa domanda è un cruccio. E a questi stessi ragazzi, voglio dire di non sentirsi sbagliati e soprattutto di non avere paura di avere paura. Sentirsi inadeguati è umano, soprattutto quando il Pianeta del lavoro è  ancora ignoto. Nel momento in cui si finiscono gli studi, si ci sente come buttati fuori da una bolla di vetro e catapultati nel tanto temuto mondo delle responsabilità.

“Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia”.

Queste parole appartengono al filosofo Goethe e a chiunque scelga con coraggio di cominciare. Cominciare a conoscersi, cominciare ad inseguire un progetto, cominciare a formarsi per ricoprire il lavoro dei sogni. Ogni nuovo inizio presuppone paure, ma l’importante è che le insicurezze siano un motivo in più per non mollare. Quindi, se si ha paura di cominciare a farsi spazio in un settore professionale, l’unico modo per superare il limite è iniziare. Sarà l’audacia a fare la differenza. 

Ovvero, la capacità di mettersi in gioco, di esporsi e di rischiare con fervore. Con la voglia di chi con determinazione coltiva passione e talento. Certo, perché non basta rischiare, bisogna farlo con cognizione di causa. Ed ecco che lo studio di anni e anni, sarà d’aiuto nell’avere una forma mentis predisposta ad immagazzinare il Nuovo: nuove informazioni, nuove pratiche, nuove metodologie di lavoro.  

Ma allora, come fare a capire quali sono le proprie soft skills?

Iniziando, per esempio, ad interrogarsi su cosa si ama fare. Lo psicanalista Raffaele Morelli, sostiene che quando i suoi pazienti, si crogiolano nei problemi, interviene con una domanda: “Cosa ti piace fare?”. Una domanda apparentemente inopportuna, ma non lo è. Perché è proprio nel momento in cui siamo obnubilati dai problemi, che serve allontanarli con attività che ci fanno stare bene. Finché saremo concentrati su ciò che non va, sarà complicato attrarre a noi l’energia positiva.

Quindi, il primo passo è scovare dentro sé un talento e/o una passione.

Attenzione, il talento è una predisposizione spontanea del nostro Essere. Mentre, la passione afferisce a qualcosa che ci affascina, che appunto ci appassiona, ma che richiede maggiore studio.

Poi, serve capire come ci descrivono gli Altri: parenti, amici, conoscenti. Chi fa parte della nostra vita ha sicuramente un identikit della nostra personalità, un’idea di come siamo. E quasi sempre, le idee che abbiamo di noi, sono il riflesso delle percezioni altrui (sociologia docet). Quindi, se non sappiamo come rappresentarci, chiediamo a qualcuno l’opinione che ha di noi. In questo modo, sarà più semplice intercettare le caratteristiche salienti della nostra personalità.

Una volta definiti i tratti caratteriali che più ci contraddistinguono, sarà utile fare una presentazione di noi davanti ad uno specchio. Così facendo si allenano l’esposizione, la consapevolezza e la capacità persuasiva.

Un’altra azione da fare è leggere, leggere tanto. Ritagliarsi uno spazio di tempo dedicato alla lettura è fondamentale non solo per arricchire la conoscenza, ma anche per allenare le capacità riflessive, linguistiche e di immedesimazione nei panni altrui. I romanzi, soprattutto, rappresentano uno dei migliori espedienti per imparare a conoscere le proprie emozioni e per coltivare l’intelligenza emotiva.

E poi, serve mettersi sempre alla prova, reinventarsi, sperimentare. Magari cimentandosi in un hobby, in uno sport, in attività creative (disegno, pittura, giochi orientati alla formazione).

Gli strumenti che oggi si hanno a disposizione per affinare le competenze trasversali sono tantissimi. Bisogna solo farne tesoro, informarsi e prendere parte alle tante occasioni di scambio tra mondo formativo e mondo del lavoro.

La fortuna non sempre piove dal cielo. Bisogna anche sapere come e dove andarla a cercare.

Emanuela Mostrato

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