Marzo 2, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Siamo nella calda estate del 2022 e si discute di una legge che alla fine non sarà approvata.
Questa legge è il DDL ZAN e, come è giusto che sia ha vari sostenitori. Ma ad un certo punto
succede l’impensabile Alessandra Mussolini, colei con il cognome più italico che esista, posta su
Instagram una foto con un arcobaleno disegnato sul volto, a sostegno di questa legge che va a
tutelare i diritti delle persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.

Cavolo pensai, se addirittura Mussolini arriva a dare sostengo alla comunità LGBTQ+ c’è speranza per tutti in questo mondo

Ma come uno dei più vecchi proverbi insegna, non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco.
Alessandra Mussolini non è per niente cambiata, purtroppo gli strascichi che il nonno gli ha lasciato
sono presenti più che mai.
Partiamo dalla notizia e poi ci ricolleghiamo al discorso.
La nostra cara Mussolini, colei che il mese scorso decise di protestare contro l’etichettature delle
bevande alcoliche bevendosi a canna una bottiglia di vino al Parlamento Europeo, ha deciso di
dare ancora show.
Ormai il Parlamento Europeo è il suo parco giochi, come si dice a Roma se la canta e se la sona
senza problema.

Inizia il suo intervento a Strasburgo, davanti a tutti i giornalisti, annunciando un gravissimo malefatto:

“Voglio denunciare quello che sta succedendo, io è da ieri che sto tentando, per lavoro, di aprire
un account Instagram con ‘Alessandra Mussolini’. E me lo blocca. Ho dovuto fare una foto, per far
vedere un codice e la faccia mia, lo hanno visto e hanno mandato uno screenshot, dicendo che
non lo accettano per la policy della community”

E fin qua, vittimismo all’italiana, Instagram cattivo blocca un cognome comune, anche se proprio
comune non è, e lo fa perché Meta è di sinistra, politicamente corretto e censuratore.

Ma qualcosa non torna, basta andare su Instagram e ricercare i profili a nome Alessandra Mussolini: ne troveremo più di uno.

Come prima opzione ci uscirà un profilo della Mussolini, con 55k di follower (quindi direi non
proprio aperto ieri) con tanto di spunta blu! Poi ci saranno una miriade di profili con pochi followers a nome Alessandra Mussolini, quindi la vedo dura che il profilo le sia stato negato per colpa del cognome. Credo semplicemente che sia stato fatto per evitare un altro profilo fake, proprio per la tutela del suo
nome. Anche se Andreotti ci insegna che a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso si
indovina…

Mussolini, Instagram e il vittimismo all'italiana: è stata davvero censurata? E cosa c'entrano Gramsci e Berlinguer?

E qui mi sorge il dubbio, non è che l’eurodeputata Alessandra Mussolini abbia provato ad attirare l’attenzione sul suo nuovo profilo istituzionale in vista delle europee?

Sicuramente non lo potremo mai sapere, ma il tarlo nell’orecchio mi è venuto. P.S. Ad oggi il profilo conta circa 300 followers, diciamo che non è stata proprio una tattica azzeccata.

Analizzata la prima parte del discorso, andiamo nella parte saliente, quella, a mio avviso, davvero grave:

“A quel punto, ho provato a farlo con Alessandra Gramsci, e me lo prendono. Ho provato con
Alessandra Berlinguer, e me lo prendono. Con Alessandra Mussolini, no. Ma io non mi cambio il
cognome per Instagram. Questo è un pregiudizio che diventa violenza”

E qui si torna alla parte iniziale dell’articolo, il lupo perde il pelo ma non il vizio. La redenzione della
Mussolini è durata poco, nei momenti di apparente difficoltà esce la vera natura. E sicuramente un
profilo Instagram non aperto è un momento di grandissima difficoltà.

La Mussolini paragona il suo cognome a Gramsci e Berlinguer

continuando questo processo che sta portando avanti il governo di normalizzazione del fascismo.
Ho studiato a lungo sia il pensiero che la vita dei due politici di sinistra e non trovo motivi per cui il
loro cognome debba essere censurato. Non trovo responsabilità di morti nei loro nomi, non trovo
antisemitismo causato dai loro nomi, non riesco a ricondurre la parola fascismo ai loro nomi.

Ma come si possano minimamente comparare i vissuti di Gramsci e Berlinguer con il vissuto di
Benito Mussolini?

Mi domando come sia possibile che nessuna testata giornalistica abbia fatto emergere questo
tema, come sia possibile che nessuno si indigni per l’accostamento di questi due nomi a quello
Mussolini?

Ho paura che ormai gran parte della società stia andando verso un accondiscenda depenalizzante nei confronti del fascismo, abbassando la guardia solo perché un fenomeno ormai “vecchio”

Ma il fascismo mai è morto e mai morirà, questo governo sta rivedendo tutta la direzione Rai per
controllare l’informazione pubblica, ha messo un tariffario sulle opere d’arte per controllare il lavoro
di studiosi e ricercatori, rimuove intellettuali da convegni solo per idee contrastanti a quelle
dominanti (il caso Rovelli insegna), un governo che vuole reinserire la leva obbligatoria.

Siamo il paese che meno ha fatto i conti con la propria storia e più si va avanti, più ciò emerge.

Cristian Morgante

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