Giugno 18, 2024
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Il Festival di Cannes 2023 è ufficialmente partito stasera con la premiere mondiale di Jeanne du Barry di Maïwenn, con la regista anche protagonista del film al fianco di Johnny Depp nel ruolo di re Luigi XV. La 76esima edizione della kermesse è pronta ad accogliere i più grandi nomi del cinema internazionale in Costa Azzurra, tra cui Harrison Ford, Leonardo Di Caprio e Phoebe Waller-Bridge. I film di maestri come Martin Scorsese, Wes Anderson e Ken Loach sono in anteprima al festival, insieme a molti altri. L’Italia spera nell’affermazione dei ben tre titoli tricolori in concorso: ‘Rapito’ di Marco Bellocchio, ‘Il sol dell’avvenire’ di Nanni Moretti e ‘La Chimera’ di Alice Rohrwacher.

Polemiche e scandali: il clima sul tappeto rosso

Nonostante la pandemia, il Festival di Cannes sembra essere tornato ad un clima di “normalità” grazie alla massiccia presenza di star e addetti ai lavori. Tuttavia, come da tradizione, non mancano le polemiche e gli scandali. Dalla minaccia di un black out da parte di chi protesta contro la riforma francese delle pensioni alle problematiche relative al ticketing per assicurarsi i posti in sala, tutto fa polemica. Il delegato generale Thierry Frémaux ha dovuto fronteggiarne diverse nelle settimane precedenti, come le recenti dichiarazioni di Adèle Haenel, attrice che nel 2019 era in concorso sulla Croisette con ‘Ritratto di una giovane in fiamme’ di Céline Sciamma, rilasciate in una lettera aperta a Télérama.

Il caso Johnny Depp

Una delle polemiche più accese riguarda la presenza in apertura di Johnny Depp, protagonista del celebre processo per “violenze domestiche” ai danni della ex moglie Amber Heard. Tuttavia, Frémaux ha difeso la sua scelta durante la conferenza stampa tenuta ieri, affermando di salvaguardare la libertà di pensiero, di parola e di azione all’interno di un quadro legale. L’assenza di registi “problematici” come Roman Polanski e Woody Allen è compensata da film diretti da due donne, che tuttavia portano con sé ulteriori polemiche.

Le polemiche di ‘Le retour’ e ‘L’éte dernier’

In primo luogo, c’è ‘Le retour’ di Catherine Corsini, annunciato in gara solamente dopo qualche giorno rispetto alla conferenza ufficiale che svelava il programma del Festival. Sulla pellicola è stata ipotizzata l’accusa di “molestie” a danni di attori minorenni “costretti” a recitare una scena di masturbazione “inizialmente non prevista”, ma la produzione del film e la stessa Corsini negano che le cose siano andate effettivamente così. In secondo luogo, ‘L’éte dernier’ di Catherine Breillat, che tratta l’argomento di un’affermata

Cristina Ferrari

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