Giugno 18, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Rinunciare ai sogni è un atto di resa, smettere di sperare è un gesto di disperazione. In questi tempi cupi, ci inculcano il contrario: mirano a plasmare una generazione svuotata di sogni sinceri, priva di qualsiasi ambizione che non sia modellata secondo canoni imposti, una generazione senza speranza, poiché la speranza, in quanto rivoluzionaria, sfida l’ordine stabilito e, di conseguenza, è pericolosa. Ti giudicano un insensato se non accetti di vivere con la schiena curva, lo sguardo fisso al terreno, senza mai alzare gli occhi al cielo, senza concederti il lusso di pensare al domani, poiché il domani, secondo loro, deve essere temuto.

E sulle nuove generazioni le critiche sono sempre più severe: li definiscono svogliati, individualisti, senza morale, debosciati, la peggiore delle generazioni. Tutto ciò non è vero, ma qualora lo fosse, anche in minima parte, chi ha cresciuto tale generazione? Le colpe dei padri ricadono sui figli? La verità, al contrario, è che ho fiducia in questa nuova generazione che si rivelerà, se non migliore, di certo più consapevole delle precedenti, a patto che non smettano mai di sognare. Perché è la capacità di sognare che ci distingue dagli altri esseri del creato, ed è tale capacità che forgia i grandi leader. In realtà, sono i sognatori che detengono il controllo del proprio destino.

Dunque, che questo 2024 semini dentro di voi la forza di non ascoltare chi prova a farvi abbassare la testa e la meravigliosa follia di non smettere mai di inseguire i vostri sogni. Attraverso le avversità arriverete alle stelle. Per aspera ad astra.

Giovanni Scafoglio

Rinunciare ai sogni è un atto di resa, smettere di sperare è un gesto di disperazione. Perché è la capacità di sognare che ci distingue.
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