Aprile 17, 2024
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Prigioniero di questo Circo Legale Globale, Julian Assange, l’uomo dietro le quinte di WikiLeaks, si trova nel bel mezzo di uno spettacolo che nemmeno il più fantasioso dei clown potrebbe immaginare. Le prossime tre settimane si prospettano come un thriller giudiziario, con gli Stati Uniti e il Regno Unito che lottano per assicurarsi il loro pezzo di Assange, come se fosse l’ultimo dono nel negozio dei saldi di fine stagione.

Le autorità cercano di tranquillizzare l’opinione pubblica con promesse di un trattamento “conveniente”

Come se la detenzione di Assange fosse una sorta di pacchetto vacanza tutto compreso in una prigione di massima sicurezza Ma c’è un dettaglio che sembra sfuggire loro. La minaccia sottile di una condanna a morte che penzola sopra la testa di Assange come una spada di Damocle. L’Alta Corte britannica si trova ad essere l’anello principale di questo circo legale globale, dove si scontrano le argomentazioni della difesa di Assange e le lamentele degli Stati Uniti, che lo vedono come il nemico pubblico numero uno, più pericoloso di terrorista dell’Isis su un trapezio di un Circo.

La difesa, in un tentativo disperato di salvare il nostro eroe moderno, dipinge Assange come il paladino della verità, mentre gli Stati Uniti lo raffigurano come l’incarnazione di tutti i mali del mondo digitale. La verità, come al solito, si perde nel mezzo, come un clown che cerca di fare un trucco di magia troppo complicato.

Assange non è solo un personaggio di un dramma giudiziario

È anche un uomo, con una salute che si deteriora più velocemente di un gelato al sole. Le sue condizioni sono così precarie che partecipare alle udienze sarebbe più facile per lui se potesse semplicemente inviare un emoji di rifiuto via WhatsApp.

E mentre il mondo tiene il fiato sospeso, ci sono voci di un accordo dietro le quinte tra Assange e il governo americano. Un accordo che potrebbe significare il salvataggio di Assange da una condanna draconiana, ma anche la fine della sua lotta per la libertà di informazione. Come ogni buon finale di circo, resta da vedere se sarà un applauso o un silenzio imbarazzante a chiudere lo spettacolo.

In un mondo dove la giustizia sembra essere più un gioco di potere che una ricerca della verità, Assange è diventato il protagonista di un dramma che ha tenuto il mondo intero incollato alla loro poltrona. Resta solo da vedere se alla fine della giornata sarà il clown a sorridere o il pubblico a piangere.

Londra concede, dunque, ad Assange l’appello contro l’estradizione

Con l’appello contro l’estradizione concesso da Londra, Julian Assange si trova in una situazione più intricata di un labirinto con le indicazioni scritte in codice Morse. Ora, deve convincere il mondo che essere estradato negli Stati Uniti sarebbe come essere catapultato in un reality show di sopravvivenza senza la possibilità di premere il pulsante di emergenza. Ma ahimè, se questo tentativo non dovesse funzionare, Assange potrebbe finire come il protagonista di una puntata di “Prigioni nel Mondo: Edizione USA”, con condizioni di detenzione così dure che farebbe sembrare una gita al parco giochi un sogno irraggiungibile. E mentre il suo team legale tira fuori trucchi più strani di un mago in un circo itinerante, c’è ancora una fuga dietro l’angolo: la Corte europea dei diritti dell’uomo, l’ultima spiaggia per chiunque si trovi ad affrontare la burocrazia giudiziaria internazionale.

Purtroppo finché il mondo continua a giocare a nascondino con la giustizia, Assange potrebbe essere destinato a diventare l’ultima star del reality show più stravagante di tutti: “La Vita di Assange: Il Grande Fratello Giudiziario”.

Giovanni Scafoglio

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