Marzo 2, 2024
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Cormac McCarthy, celebre scrittore americano e vincitore del premio Pulitzer, ci ha lasciati all’età di 89 anni. McCarthy è stato un autore di grande fama, noto soprattutto per opere letterarie di successo come “La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”.

La notizia della sua morte è stata annunciata da Knopf, la sua casa editrice, attraverso un comunicato breve ma toccante

McCarthy è stato un autore enigmatico, con un’incredibile abilità nel ritrarre il Sud Ovest americano. Opere come “La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”, sono state trasposte con maestria dai fratelli Coen nel mondo del cinema diventando dei veri capolavori.

McCarthy era noto per il suo stile narrativo che affrontava il lato oscuro dell’esistenza umana, esplorando temi di violenza, cannibalismo, stupri e necrofilia. In una delle sue rare interviste, aveva dichiarato: “Non esiste vita senza spargimento di sangue”. Era convinto che l’idea di una coesistenza armoniosa tra gli individui fosse sopravvalutata, sostenendo che migliorare la condizione umana fosse un’illusione.

Come uno scrittore “invisibile”, McCarthy veniva paragonato ad autori come Thomas Pynchon e J.D. Salinger. Molto apprezzato anche da critici dai gusti più raffinati. Come Harold Bloom, che lo inseriva tra i “Fantastici Quattro” della letteratura americana insieme a Don DeLillo, Philip Roth e lo stesso Pynchon. I protagonisti dei suoi romanzi erano spesso degli emarginati, in sintonia con la sua stessa natura.

Nonostante il suo stile di scrittura di nicchia, McCarthy ha ottenuto un riconoscimento universale

un risultato eccezionale per un autore considerato di nicchia. Il suo romanzo “Cavalli selvaggi” del 1992 gli valse il National Book Award, mentre “La Strada” del 2006 gli fece guadagnare direttamente il prestigioso Premio Pulitzer. Entrambi i romanzi hanno ottenuto grande successo e sono stati acclamati dalla critica.

Cormac McCarthy, nato nel 1933, ha vissuto gran parte della sua vita in una zona remota del Nuovo Messico, a Tusuque, insieme alla moglie Jennifer Winkley e al figlio John. Questo luogo isolato, situato non lontano da Santa Fe e incluso nel registro dei luoghi storici degli Stati Uniti, sembrava essere la dimora ideale per un autore come McCarthy, che trovava ispirazione nella solitudine e nella bellezza selvaggia del paesaggio.

Di recente, il suo ultimo romanzo, “Il Passeggero”, è stato pubblicato in italiano da Einaudi

Il libro narra la storia di un sub che indaga su un disastro aereo e sul mistero di un decimo passeggero scomparso. Questa opera ha evocato in molti la grandezza di un capolavoro antico come “Meridiano di Sangue”, definito da Bloom come “il più grande libro singolo dai tempi di “Montre Morivo” di Faulkner”.

McCarthy è stato amato dai critici per la sua straordinaria abilità nel rendere la lingua inglese elevata, attingendo a fonti letterarie come Shakespeare, Melville, Conrad e persino la Bibbia. Tuttavia, alcuni hanno espresso preoccupazione per l’eccessiva presenza di violenza nelle sue opere.

Lo scrittore di Santa Fe ha iniziato la sua carriera nel 1965 con il romanzo “Il Guardiano del Frutteto”. Tuttavia, è stato con la Trilogia della Frontiera, introdotta in Italia da Baricco e che include “Cavalli selvaggi”, che McCarthy ha raggiunto la maturità come scrittore.

“Stella Maris” rappresenta il suo ultimo lavoro ancora inedito nel nostro Paese

Il romanzo narra la storia di una giovane matematica ricoverata in una struttura psichiatrica che rifiuta categoricamente di parlare del suo fratello. Una scena particolare del libro descrive come la protagonista abbia cercato di consegnare alla receptionist una borsa piena di banconote da cento dollari, per un totale di circa quarantamila.

Con la morte di Cormac McCarthy, il mondo della letteratura perde uno dei suoi più grandi maestri. La sua eredità rimarrà per sempre nelle sue opere, che continuano a incantare lettori di tutto il mondo.

Cristina Ferrari

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