Ottobre 6, 2022
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Quello che è successo alcuni giorni fa, durante la 94º edizione degli Oscar può dare molti spunti di riflessione su diversi argomenti. Ma prima ricapitoliamo cosa è accaduto.


Durante il monologo del comico Chris Rock in cui avrebbe annunciato il vincitore del miglior documentario, il commediante fa una battuta in cui dice di non vedere l’ora di vedere Pinkett Smith in «Soldato Jane 2» citando il film in cui Demi Moore si arruola nella Marina Militare e si rasa i capelli a zero. Battuta che dovrebbe essere divertente se non fosse che Jada Pinkett Smith (moglie dell’attore Will Smith presente in sala) ha i capelli rasati perché soffre da anni di Alopecia.

Lo schiaffo di Will Smith

L’attore si alza e raggiunge il comico sul paco dandogli uno schiaffo in mondovisione e intimandogli più volte «Lascia il nome di mia moglie fuori dalla tua fottuta bocca». Ora, a mio modesto parere, hanno sbagliato entrambi. Chris Rock con la sua battuta fuori luogo,  infelice e soprattutto figlia di una comicità ormai vecchia, perché voleva fare una satira /Blackhumor senza riuscirci, colpendo Jada Pinkett-Smith sfiorando il Bullismo, dimostrando in questa occasione di non esser stato un comico abile con le parole per farlo, come ad esempio Ricky Gervais le cui battute sono ben più taglienti, ad esempio durante il monologo ai Golden Globes 2020. Divagazioni su Gervais a parte e tornando nel merito della questione,  Rock ha dimostrato di avere dei grossi limiti da questo punto di vista.

Dall’altro lato abbiamo Will Smith

L’attore alla violenza verbale ha risposto con la violenza fisica, passando dalla parte del torto, quello schiaffo è figlio di una cultura patriarcale, pregno di mascolinità tossica derivante da una cavalleria ottocentesca del “devo difendere mia moglie e la mia famiglia perché sono io l’uomo”. Credo che l’attore sarebbe potuto intervenire dicendo “Chris Rock so che sei un comico, ma quella battuta era veramente infelice e fuori luogo e dice molto di te non come comico ma come persona”.

Avrebbe fatto la figura del signore usando la stessa arma del comico, la parola

Ovviamente quanto accaduto è molto polarizzante, c’è chi condanna questa forma di violenza, c’è chi dice che ha fatto bene, poi c’è uno spettro di persone che non solo approva questo gesto ma addirittura lo romanticizza con frasi del tipo “finalmente un uomo che difende la propria donna”, “allora ci sono ancora gli uomini di una volta”. A mio avviso, tali affermazioni sono molto preoccupanti perché dimostrano che c’è un’enorme fetta di popolazione ancora attaccata agli stereotipi di genere. Ciò limita soprattutto le donne, perché sono ancora viste come creature fragili, incapaci di difendersi da sole, mandando in fumo anni e anni di femminismo, girl power e me too.

Altra conseguenza è che a causa del gesto di Smith, la becera Poco battuta di Rock passa in secondo piano

Eppure entrambe sono violenza, una fisica, l’altra verbale il che dimostra che ancora non si equiparano queste due forme di violenza. Anche questo un problema su cui riflettere perché entrambe hanno la stessa capacità di danno.

Emmanuel Oduntan

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