Febbraio 25, 2024
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Gigi Riva, una leggenda del calcio italiano e simbolo dello sport nazionale, si è spento il 22 gennaio 2024 all’età di 79 anni. Nato a Leggiuno, in provincia di Varese, Riva ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio, tanto a livello di club con il Cagliari quanto con la nazionale italiana.

La carriera di Gigi Riva è stata costellata di successi e momenti memorabili

Con il Cagliari, ha vinto lo storico scudetto nella stagione 1969-1970, segnando 21 gol. È stato capocannoniere della Serie A in tre occasioni (1967, 1969, 1970), e ha concluso la sua carriera nel club con 315 presenze e 164 gol. In nazionale, è stato il miglior marcatore azzurro di tutti i tempi con 35 gol in 42 partite, un record che testimonia la sua eccezionale capacità realizzativa. Ha contribuito significativamente alla conquista del titolo di campione d’Europa nel 1968 e al secondo posto nel Campionato del Mondo del 1970 in Messico, dove si impose come uno dei migliori attaccanti del torneo.

Riva era noto non solo per le sue prodezze sul campo, ma anche per il suo forte legame con la Sardegna e il Cagliari, rifiutando offerte più lucrative da club del nord Italia per rimanere fedele alla sua squadra del cuore. Questa scelta di fedeltà al Cagliari lo ha reso una vera bandiera per il club e un esempio di lealtà nello sport.

Dopo il ritiro, Riva non ha mai abbandonato il mondo del calcio

Ha ricoperto il ruolo di presidente onorario del Cagliari Calcio e ha lavorato con la nazionale italiana in qualità di team manager, partecipando anche alla vittoriosa spedizione al Campionato del Mondo 2006 in Germania.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nel mondo del calcio, come testimoniato dalle emozionate reazioni di grandi figure come Dino Zoff e Arrigo Sacchi, che hanno espresso il loro dolore e la loro gratitudine per aver condiviso momenti significativi con lui.

Riva è deceduto all’ospedale Brotzu di Cagliari a causa di complicazioni legate a un infarto. Nel suo ultimo giorno, ha rifiutato un intervento di angioplastica coronarica, preferendo consultarsi con la sua famiglia prima di prendere una decisione. Nonostante le manovre rianimatorie, il suo cuore ha smesso di battere nel tardo pomeriggio, lasciando un’eredità sportiva e umana che sarà ricordata per sempre.

La redazione

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