Giugno 18, 2024
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L’individualismo che caratterizza la nostra società, ovvero la spasmodica attenzione all’Io piuttosto che al Noi, è la causa delle passioni tristi. Con questa espressione Spinoza fa riferimento alle emozioni negative, quali l’odio, la rassegnazione, il cinismo, la paura, il nichilismo. Sono passioni tristi perché distolgono lo sguardo dal bene comune, perché provocano un costante senso di impotenza e insoddisfazione. L’unico modo per allontanare questi sentimenti negativi è pensare a una società alternativa, facendo spazio a emozioni trasformative. Il passaggio dalle passioni tristi alle passioni gioiose è possibile solo se ci accorge della gioia di vivere nonostante le pieghe della vita. 

Le passioni gioiose trasformano la sofferenza in una forza motrice

Permettere alle passioni gioiose di farsi spazio nella propria vita significa non consentire al dolore di annientarci. La gioia di vivere, infatti, focalizza lo sguardo sul bello e sul bene. L’amore, l’altruismo, la condivisione, la commozione sono passioni gioiose perché arrecano benessere interiore, equilibrio, apertura al Nuovo. Invece, le emozioni negative rendono le persone insicure, continuamente sotto pressione e sulla difensiva. 

Chi permette alle passioni tristi di padroneggiare, vive la vita come una perenne minaccia. Il reale pericolo, in realtà, è l’Io che si crogiola nel disincanto e nella frammentazione del futuro. Motivo per cui, bisognerebbe riappropriarsi del diritto di avere ideali, di credere nella costruzione di un futuro in cui possano dominare le passioni gioiose, quelle che rendono la vita carezzevole e non ostile.

Trasformare le passioni negative in gioiose significa trasformare l’esperienza del dolore in possibilità. Vuol dire credere nel desiderio di vivere e di farlo dispiegando emozioni positive. 

La sfida educativa del presente è quella di educare all’idea di futuro, piuttosto che vivere in un eterno presente che arreca null’altro che incertezza. Educare all’ambizione e non al narcisismo, che è terreno fertile per le passioni tristi.

L’individualismo, l’autoreferenzialità, la ricerca effimera del piacere e del consumo rendono l’uomo “nauseato” – come direbbe Sartre. Non a caso, per il filosofo Sartre la nausea è la scoperta del nulla, è una condizione di smarrimento dinanzi a una realtà liquida, priva di significato. Ed è la stessa condizione che si palesa quando le persone si lasciano dominare dalle passioni tristi.

L’Umanesimo come alternativa alle emozioni negative

L’alternativa che Sartre trova alla nausea è l’Umanesimo, cioè il superamento del negativo, la valorizzazione dell’uomo, l’apertura al futuro. Possiamo dunque affermare che l’umanesimo è la soluzione alle emozioni negative. Il rimedio contro tutti i mali del mondo.

Rincorrere la perfettibilità, agire solo per raggiungere l’utile per sé, intendere la vita come un nemico da cui doversi difendere per poter arrivare nei punti più alti della scala sociale, rende le persone svuotate d’amore. E perciò incapaci di tessere legami sinceri, incapaci di credere in una parola amica. 

Non è forse liberatorio far evolvere le passioni tristi in passioni gioiose affinché il proprio sguardo sul mondo possa essere fiducioso?

Fiducia deriva dal latino fides e significa credenza, promessa

Ecco, tutti dovremmo promettere di avere fede – cioè fiducia – nelle passioni gioiose. Perché sono le uniche in grado di autodeterminarci, di farci sentire liberi e lontani dalla tossicità della società consumistica e performante. 

‹‹Dov’è finito il buon senso, dove la passione sociale? Perché in molti sembrano così felici di vivere in una selfish community, una società in cui trionfano cinismo, indifferenza e cecità?›› (Paolo Crepet, Prendetevi la luna).

Non si può essere felici di abitare una società egoista e indifferente. Si può essere solo nauseati.

E allora confidiamo in una rivoluzione educativa che possa condurre alla creazione di una società alternativa, cioè mossa dalla danza delle passioni gioiose.

Emanuela Mostrato

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