Aprile 17, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Sono volati 53 anni dall’ascesa al cielo di Jimi Hendrix. Divinità assoluta delle “Sei Corde”, il Dioniso del Rock, il cui virtuosismo riusciva a far vibrare le stelle stesse e ad accendere l’anima dei mortali con le sue note divine. Oggi, in tributo a questo semidio della musica, vi presento la “Playlist Epica” di Hendrix, un’epopea musicale di 10 brani che risveglieranno l’anima ribelle con la maestosità di un figlio di Zeus. Ogni canzone è un gioiello incastonato nella corona dell’immortalità di Hendrix, e ciascuna è avvolta da un aneddoto mitico.

La tua Playlist perfetta deve contenere almeno 10 brani di Jimi Hendrix

  1. Purple Haze: è l’emblema della sperimentazione sonora di Hendrix. Con la sua chitarra distorta e il testo evocativo, questa canzone rappresenta l’esplosione creativa che ha definito il sound di Hendrix. Il brano è diventato un inno generazionale nel 1967 e il testo è stato ispirato da un sogno in cui Hendrix camminava sul fondo dell’oceano.
  2. All Along the Watchtower: questa interpretazione di Hendrix di una canzone di Bob Dylan è un capolavoro di reinterpretazione musicale. La sua capacità di trasformare una canzone folk in un’epica ballata rock è semplicemente straordinaria. Dylan stesso ammise che la versione di Hendrix era superiore alla sua.
  3. Voodoo Child (Slight Return): è una dimostrazione del virtuosismo di Hendrix con la chitarra. Questo brano è un’odissea psichedelica che traforma l’originale blues rurale brutalizzandolo e rendendolo icona del suo genio musicale. Si narra che Jimi l’abbia registrato la parte principale della canzone in una sola take, dimostrando il suo incredibile talento.
  4. Little Wing: è un’ode alla bellezza e alla delicatezza, mostrando un lato più intimo di Hendrix. La sua chitarra crea un’atmosfera magica e commovente. Ascoltandola pare quasi di sentire una piccola ala sfiorarci il viso. Leggenda vuole che Hendrix abbia scritto questa canzone in onore di una donna che gli regalò un amuleto alato.
  5. Hey Joe: è la canzone che ha dato il via alla carriera di successo di Hendrix. La sua interpretazione incendiaria è stata un trampolino di lancio verso l’immortalità. È una cover di una canzone dei The Leaves. Unico singolo nella carriera di Hendrix ad entrare ai primi posti delle classifiche prima della sua prematura scomparsa.
  6. Foxey Lady: Questo brano è un inno all’energia e al fascino irresistibile di Hendrix. La sua chitarra urlante cattura perfettamente l’essenza del rock ‘n’ roll. Si dice che il titolo derivi da una misteriosa donna che Jimi conobbe durante un concerto. Oggi questo testo sarebbe censurato e tacciato di misoginia e maschilismo.
  7. Fire: è una festa sonora in cui Hendrix dimostra il suo talento eccezionale. La sua performance al Monterey Pop Festival, che incluse l’incendio della chitarra, è entrata nella leggenda nel 1967, creando uno degli episodi più iconici della storia della musica rock.
  8. Crosstown Traffic: Hendrix era noto per la sua sperimentazione, e “Crosstown Traffic” ne è un esempio perfetto. L’uso della kazoo aggiunge un tocco unico a questa canzone dando il caratteristico suono nasale del brano.
  9. The Wind Cries Mary: questo brano riflette il lato più introspettivo di Hendrix. La sua struggente melodia cattura le emozioni e la profondità del suo talento compositivo. La canzone prende il nome dalla fidanzata di Hendrix, Mary, con la quale ebbe un litigio e che lasciò la casa durante la registrazione. Questo è uno dei brani meno “coverizzati” dalla mano sinistra di Dio a causa della tecnica con il quale viene suonato ma anche per il tocco e l’intensità praticamente ineguagliabili.
  10. Bold as Love: è una dichiarazione d’amore alla musica e alla spiritualità. Hendrix era un appassionato di astrologia, e questa canzone riflette la sua profonda connessione con l’universo.
a 53 anni dalla sua scomparsa, ecco 10 brani di Jimi Hendrix che non possono mancare nella tua playlist musicale. Illustrazione di Giovanni Scafoglio con l'ausilio di Ai

La leggenda di Jimi Hendrix è una storia di sacrificio e maledizione, una tragedia scolpita nella pietra della mitologia musicale

Come Prometeo, che rubò il fuoco agli dèi per darlo agli umani, Hendrix ha sottratto il fuoco celestiale alle stelle e lo ha incanalato attraverso la sua chitarra donandolo a noi mortali. Ha regalato agli umani la capacità di volare nell’etere sonoro, di esplorare le profondità dell’anima, di danzare tra sfere celesti e buchi neri, per poi tornare ogni volta sulla “terza pietra dal sole”.

Come Prometeo, il destino di Hendrix è stato segnato da una maledizione. I grandi dèi della musica, gelosi della sua genialità, hanno reclamato il loro tributo troppo presto, portandoselo via dalle terre dei mortali. E maledetti siano per averci privato della sua collaborazione con il leggendario Miles Davis, che avrebbe potuto ridefinire le leggi del suono. Tutto ciò rimarrà qualcosa difficile anche solo da immaginare.

Jimi Hendrix il 18 settembre 1970 entra nel Club dei 27

Diventato una costellazione nell’eternità, una fiamma che brucia tra i soli senza tempo. La sua musica rimane un inno alla ribellione, un richiamo all’eternità, un testamento alla grandezza di un giovane dio reso immortale dalla morte stessa.

Giovanni Scafoglio

Leggi anche

Il Randagio Open call, la chiamata alle arti per fotografi e artisti. Lilin, Dario Fo, Mirko Viglino, Giovanni Scafoglio, Fotografia

Scopri il catalogo de Il Randagio Edizioni

Show Full Content
Previous In Iran il governo a un anno dalla morte di Mahsa Amini usa la violenza contro i manifestanti
Next Mattarella: “i migranti possono costituire un grande potenziale”
Close

NEXT STORY

Close

Sulle ex Br la Francia prende a schiaffi l’Italia

Marzo 28, 2023
Close