Ottobre 6, 2022
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Cosa vuol dire essere una Persona Multipotenziale? Significa avere una personalità vulcanica e dai mille interessi. È la condizione di chi ama scoprire il “Nuovo”, dedicandosi a tematiche e attività differenti. Chi ha multipotenzialità, infatti, ha più di una vocazione, è una persona eclettica e curiosa. Piuttosto che dedicarsi ad unico settore, la persona multipotenziale preferisce esplorare e reinventarsi. Chi ha una mentalità versatile, infatti, si annoia della ripetizione, perché prova gioia solo nella continua scoperta. 

Non è detto che in ognuno di noi ci sia una precisa vocazione. Magari, è proprio quando si fa fatica a capire per cosa si è più inclini che si scopre di avere più attitudini.

Non è per tutti semplice maturare una preferenza professionale. E nessuno dice che bisogna averne una. Non c’è verità assoluta in tal senso. C’è chi può mal interpretare le personalità poliedriche. Chi ritiene che avere più potenzialità sia sinonimo di incertezza. Ma non è così. Semplicemente si possono avere spinte motivazionali differenti tra loro. Quel che conta è agire sempre in accordo ai propri desideri e valori.

Il concetto di Sé è ciò che determina la costruzione della propria carriera professionale. Sviluppo cognitivo, aspetti sociali e aspetti psicologici sono gli elementi che contribuiscono a formare l’identità vocazionale. Quest’ultima è intesa come l’insieme delle abilità, credenze e aspirazioni di autoefficacia del singolo. Tale identità può essere orientata verso uno o più settori professionali. Nel secondo caso, si tratta di una personalità che ha maturato più intelligenze. 

Le famose intelligenze multiple di Gardner, le quali ci insegnano che è bene educare le persone verso lo sviluppo di più capacità.

In questo modo, si abitua il singolo ad adattarsi a situazioni differenti e ad agire in modo diverso in base alle circostanze che si presentano. Talvolta può essere un “problema” avere competenze prettamente verticali. Non a caso, c’è una letteratura che conferma che le competenze trasversali siano un vantaggio per la propria crescita professionale. 

Bisogna anche sottolineare che gli attuali scenari lavorativi non biasimano più le carriere frammentate. Anzi, molti recruiter esperti affermano che in alcuni casi, conoscere chi ha percorsi non lineari è un’esperienza di arricchimento. Perché si tratta di personalità che hanno potuto sviluppare abilità diverse tra loro. E dunque, questa contaminazione di esperienze diventa un valore aggiunto.

Oggi, infatti, per poter aumentare le prospettive di crescita professionale non si può fare a meno delle transferable skills. Ovvero delle competenze trasferibili, tipiche delle persone che hanno multipotenzialità. Alcune di queste competenze sono: comunicazione, pensiero critico, abilità a lavorare in gruppo, creatività, spirito d’iniziativa.

Essere un Polymath

Negli attuali contesti lavorativi, essere idonei al lavoro equivale ad avere le competenze trasferibili. Poiché sono queste ultime a garantire la mobilitazione del personale. Un’azienda che punta al transfert delle conoscenze, è una realtà che promuove la multipotenzialità. Perché non intrappola le persone nel loro ruolo principale, ma consente loro di sviluppare nuove attitudini.

Polymath in greco vuol dire “che ha imparato molto”. Si riferisce ad una persona che eccelle in più discipline, dunque multipotenziale. Chi ha una mentalità polymath è in grado di generare innovazione attraverso l’unione di più competenze. Ed è questa la nuova concezione del lavoratore, che lo libera da un’idea meccanica e burocratica.

Per cui, niente timore se ci si accorge di essere un Polymath. Anzi,vuol dire che si incarna l’attuale espressione del lavoro. Un’espressione versatile, contaminata e mutevole.

Emanuela Mostrato

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