Maggio 25, 2022
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Negli Stati Uniti l’aborto è diventato legale nel 1973, con la sentenza Roe vs Wade, quando la Corte Suprema decise di riconoscere il diritto della donna texana Norma McCorvey ad interrompere la gravidanza. Prima di ciò ogni stato prendeva le sue decisioni indipendentemente e, se si ribaltasse questa sentenza, c’è il grosso rischio che si ritorni alle condizioni precedenti.

Questo martedì è trapelata una bozza che confermava la decisione della Corte Suprema di ribaltare la sentenza Roe vs Wade

Il giornale online statunitense Politico ha ottenuto e pubblicato la bozza riguardante un’opinione di maggioranza circa il ribaltamento della Roe. La bozza in questione, scritta dal giudice Alito, spiega, in sostanza, come questa sentenza sia costituzionalmente infondata e, quindi, da annullare.

Da qui è iniziata la “guerra” tra i conservatori (maggiormente repubblicani) contro l’aborto e i liberali pro aborto (maggiormente democratici). Migliaia di persone sono già scese in piazza a protestare davanti alla corte.

Il presidente americano Joe Biden insieme a moltissimi altri governatori hanno risposto a questo come una decisione estremamente radicale, “un abominio” come affermato dal senatore di New York Chuck Schumer e molti altri accusano la Corte di ignorare anni di lotte per il raggiungimento di un diritto importantissimo per le donne.

Ma la casa dei leader Repubblicani risponde dicendo che è una decisione mirata a proteggere uno dei nostri diritti più preziosi: “il diritto alla vita“.

La decisione finale, però, si aspetta a giugno se non agli inizi di luglio. Il presidente Biden ha dichiarato che se ribaltassero effetitvamente la sentenza Roe vs Wade, la protezione circa il diritto delle donne di scegliere per il proprio corpo ricadrebbe sulle decisioni dei leader ufficiali di ogni stato.

E perché ciò sarebbe un vero e proprio disastro? Perché, a causa del possibile ribaltamento della sentenza, sarebbero già almeno 13 gli stati a rendere immediatamente l’aborto illegale. In altri cinque stati sono presenti da decenni leggi sull’aborto ‘invalidate’ da Roe vs Wade e, quindi, c’è il rischio che potrebbero rinascere. 14 stati potrebbero vietare l’aborto persino prima della viabilità fetale.

Questo ribaltamento rappresenterebbe una grossa sconfitta per tutti quei liberali che volevano garantire il diritto di scelta alle donne dopo anni di battaglie e conflitti.

Ma l’affossamento della sentenza Roe vs Wade potrebbe essere solo l’inizio di altre catastrofi

La rappresentante Alexandra Ocasio Cortez è stata la prima a rispondere su un post di twitter che questo affossamento avrebbe grossi e gravi ripercussioni anche sui diritti gay, poiché non si andrebbe solo contro l aborto ma anche contro il diritto alla privacy su cui si basa proprio Roe, che include matrimoni gay e diritti civili. Per questo il senatore Bernie Sanders ha dichiarato:

“Il Congresso deve approvare una legislazione che codifichi Roe vs Wade come la legge del paese in questo paese ORA”.

Ma cosa pensano, in generale, gli americani sul diritto dell’aborto?

Secondo il New York Times, alcuni studi mostrano come la maggior parte degli americani crede che l’aborto debba essere legale in tutti i casi se non nella maggior parte. Nonostante ciò, il futuro di questo importante diritto potrebbe avere complicazioni in alcuni stati se si abrogasse la sentenza Roe vs Wade .

In questi stati la maggior parte della popolazione ritiene che l’aborto debba essere totalmente illegale. Qui esistono, infatti, delle leggi specifiche, le cosiddette trigger laws, che potrebbero rendere l’aborto immediatamente illegale in questi stati.

Negli stati dove ci si aspetta delle restrizioni per quanto riguarda l’aborto, la popolazione è generalmente più divisiva. In questi, infatti, si stima una media del 49% di adulti che affermano che l’aborto debba essere legale nella maggior parte, se non in tutti i casi, e un 45% di persone che dichiarano il contrario.

In generale, negli Stati Uniti, si stima che il 54% supportano il diritto d’aborto contro il 41% che si oppone.

È più che evidente che tutto sia ridotto ad una questione puramente politica. Se si vietasse l’aborto in quegli stati già fortemente conservatori si rafforzerebbe il loro status quo politico. Ma in altri stati, delle eventuali battaglie contro le restrizioni sull’aborto potrebbero portare dei seri rischi ai conservatori, persino in quegli stati con governatori repubblicani.

Questo perché l’America è estremamente divisiva in moltissime questioni. E lo si può immaginare essendo uno stato estremamente grande e vario.

Ma se venisse abrogata la Roe vs Wade, come cambierebbero i numeri sull’aborto negli USA?

Molte donne, come già si faceva, potrebbero abortire in altri modi, per esempio andare negli stati nel quale l’aborto sia legale, oppure ordinare delle pillole abortive online. Un’esempio lo si ha avuto in Texas, dove l’aborto è vietato dopo le sei settimane dal concepimento, di conseguenza molte donne sono andate in altri stati oppure hanno ordinato pillole abortive per posta.

Senza Roe vs Wade probabilmente le donne dovranno viaggiare più lontano per raggiungere uno stato in cui si possa praticare legalmente l’aborto.

È importante anche evidenziare che la maggior parte delle donne che abortiscono sono povere.

Per questo molte non potrebbero permettersi dei viaggi lunghi, come al contrario donne di classe sociale più alta avrebbero tutta la libertà per farlo.

Secondo la legge corrente, negli USA, si stima che una donna su quattro si aspetti di abortire almeno una volta nella vita. Questo include donne di qualsiasi classe sociale. Le statistiche ci mostrano che le donne negli Stati Uniti che abortiscono sono tendenzialmente donne non sposate, sulla 20ina, a basso reddito, che hanno già un figlio e che abitano in uno stato filo-democratico. E sono anche, per lo più, donne di pelle scura.

E rispetto al resto del mondo?

Gli Stati Uniti sarebbero uno dei pochi stati ad imporre delle restrizioni circa il diritto d’aborto, invece che smantellarle. Solo tre stati al mondo lo hanno fatto dal 1994: la Polonia, El Salvador e Nicaragua.

66 paesi in tutto il mondo proibiscono l’aborto a meno che la vita della donna sia in pericolo di vita. Senza la sentenza Roe molti stati degli Stati Uniti si allineerebbero con questi paesi.

Ma questo quando potrebbe succedere?

Per ora nulla è ancora certo, questa era solo una bozza non certo una decisione finale. Ci vorrà un mese se non poco più per sapere la decisione finale della Corte Suprema e potrebbe anche essere diversa da quella che sta circolando oggi.

Si spera fortemente che la Corte Suprema faccia la scelta giusta, poiché il diritto d’aborto è un diritto dell’umanità. Nel 2022 vedere ancora queste situazioni mi sembra ignobile. Il corpo è della donna e sceglie la donna. Su questo non c’è proprio nulla da discutere. E vedere persone, i soliti potenti, che si permettono di prendere decisioni di questo tipo mi fa inorridire.

Sembra un mondo che sta andando alla deriva. Ma la gente… non resterà a guardare. Le donne non resteranno a guardare.

Di questo ne sono più che sicura.

Alexa Panno

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