Maggio 20, 2024
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In Iran oltre 200 studentesse di quattordici diverse scuole femminili sono state avvelenate con composti chimici. Il motivo è un tentativo intimidatorio per tenere le ragazze lontano dall’istruzione.

Qualcuno vuole chiudere le scuole femminili

Dall’inizio di dicembre sono state più di 200 le bambine di circa 10 anni avvelenate a scuola. I casi di avvelenamento sono stati riscontrati in 12 scuole a Qom e Borujerd, a Sud di Teheran. Il viceministro della Salute iraniano, Youness Panahi, ha ammesso che dietro quei casi c’è stata la mano di qualcuno che ha intenzione di far chiudere le scuole femminili.

Un evento che rimanda a ciò che stà già sta avvenendo in Afghanistan

Secondo il viceministro iraniano, gli avvelenamenti seriali sarebbero causati da «composti chimici facilmente disponibili». Ciò escluderebbe che le sostanze usate potessero provenire da ambienti militari. Alla luce dei primi elementi emersi dalle indagini del ministero dell’Istruzione e l’intelligence iraniana, il viceministro iraniano alla Salute ha dichiarato:

«È emerso che alcuni individui volevano che tutte le scuole, soprattutto quelle femminili, fossero chiuse».

Al momento non risultano arresti.

La vicenda ha destato polemiche e sdegno a livello internazionale ma anche all’interno dello stesso Paese. In Iran, infatti, un gruppo di genitori avrebbe avviato una protesta lo scorso 14 febbraio chiedendo spiegazioni di quanto accaduto alle proprie figlie.

le 200 bambine avvelenate a scuola in Iran rappresentano un’escalation

Dalla morte misteriosa della giovanissima Mahsa Amini dopo un arresto dalla “polizia morale” di Teheran lo scorso settembre, il Paese protesta contro il regime e la tensione continua a crescere giorno dopo giorno così come i casi di violazione dei diritti civili da parte del governo iraniano.

Fonti iraniane molto attendibili danno però notizie diverse: gli avvelenatori sarebbero legati al governo

A differenza di quanto riportato dalla maggior parte dei media italiani, l’avvelenamento non sarebbe intento di estremisti religiosi ma un vero atto punitivo da parte del governo iraniano.

“Iran non è un paese fortemente religioso, non esiste un gruppo religioso estremista così forte. Non siano in Afghanistan. Se non c’è il permesso da parte del proprio “Hhamenei” nessuno fa nulla poichè il sistema di sicurezza del regime è fortissimo”.

Come riprova di quanto affermato dalle nostre fonti, ad oggi non risulterebbero arresti. Fatto alquanto strano in un regime come quello iraniano.

Francesca Rampazzo

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