Maggio 20, 2024
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Il nuovo condono edilizio 2024 introduce delle novità significative per quanto riguarda la regolarizzazione degli abusi edilizi, ponendo dei limiti specifici e offrendo la possibilità di sanare determinate violazioni urbanistiche.

Uno degli aspetti fondamentali da comprendere è la differenza tra il condono edilizio e la sanatoria edilizia

Mentre il condono edilizio è una legge speciale che permette di esonerare gli abusi su alcune opere ultimate entro una data precisa, la sanatoria edilizia consente di rimediare a violazioni tramite il pagamento di una sanzione, seguendo un procedimento amministrativo consentito dalla normativa urbanistica vigente​.

Le tipologie di sanatoria edilizia variano a seconda delle caratteristiche dell’intervento realizzato senza autorizzazione, distinguendosi tra opere edilizie minori (come la sostituzione di infissi o la realizzazione di recinzioni) e opere edilizie maggiori (come interventi di ristrutturazione e ampliamento che modificano la volumetria o la destinazione d’uso dell’immobile)​.

Per poter accedere alla sanatoria edilizia, è necessario presentare un’istanza all’autorità competente, che può essere il Comune o la Regione, a seconda delle norme locali. Questa istanza deve includere documentazione tecnica relativa all’opera abusiva, una dichiarazione di conformità degli impianti (se prevista dalle norme locali), e il pagamento di un contributo di sanatoria, il cui ammontare è determinato dalla tipologia dell’opera abusiva e dalle tariffe stabilite localmente​ .

La normativa del 2024 pone limiti significativi alle possibilità di sanatoria, richiedendo la considerazione di eventuali vincoli paesaggistici e imponendo limiti di cubatura specifici. Ad esempio, per gli ampliamenti, non è possibile sanare interventi che hanno comportato una maggiorazione superiore al 30% rispetto al volume iniziale, o un ampliamento superiore ai 750 metri cubi. Per le nuove costruzioni residenziali, è possibile sanare solo quelle che non superano i 3.000 metri cubi nel loro insieme e i 750 metri cubi nella singola richiesta di titolo abilitativo edilizio.

Il condono edilizio 2024, quindi, offre un’opportunità per regolarizzare alcune situazioni abitative illecite, ma con criteri e limiti ben definiti che devono essere attentamente valutati dagli interessati

È importante consultare un professionista del settore per comprendere appieno le implicazioni della nuova normativa e per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti necessari per accedere alla sanatoria o al condono edilizio​.

Il nuovo piano di condono edilizio per il 2024 è stato proposto da Matteo Salvini, leader della Lega. Questo piano si concentra su abusi edilizi “minori” e ha come obiettivo quello di permettere a milioni di cittadini di vendere o affittare le loro proprietà, regolarizzando opere realizzate senza i dovuti permessi. Salvini ha specificato che il condono non riguarderà costruzioni in zone protette o abusi maggiori, ma piuttosto piccole irregolarità come difformità su pareti, cantine, verande e box​.

Le immancabili polemiche

ci sono state diverse polemiche riguardo alla proposta di condono edilizio per il 2024 avanzata da Matteo Salvini. L’obiettivo dichiarato di questa proposta è di regolarizzare alcune centinaia di migliaia di piccole irregolarità architettoniche, edilizie e urbanistiche che, secondo Salvini, stanno intasando gli uffici tecnici dei comuni di mezza Italia, con il fine di reperire risorse aggiuntive per le casse dello Stato​​.

Le critiche hanno sollevato questioni riguardanti il potenziale impatto sulla legalità e sull’abusivismo edilizio. L’opposizione ha espresso preoccupazioni sull’effetto criminogeno di tale proposta, temendo che possa incentivare ulteriormente l’abusivismo edilizio. In particolare, Angelo Bonelli dei Verdi ha definito la proposta “criminogena” e ha avvertito che l’annuncio di condoni edilizi in passato ha sempre portato a una ripresa dell’abusivismo edilizio. Francesco Boccia del Partito Democratico ha criticato le parole di Salvini come un tentativo di acquisire consenso a breve termine, sottolineando che tali proposte servono più a beneficiare direttamente gli interessati che a riempire le casse pubbliche

Meloni: non conosco la norma salva-case di Salvini

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto la mossa dell’alleato di Governo con freddezza: «Salvini mi accennò qualcosa diverso tempo fa, poi ho visto che oggi ha ribadito che sta lavorando a questa norma ma non la conosco, non sono in grado esprimere giudizio. Ho letto il comunicato del ministero dei Trasporti che parla di sanare piccole difformità interne – ha detto la premier, ospite di “Porta a porta” -, cioè se hai alzato un tramezzo per fare due stanze dove ce ne era una. Se è questo parliamone, è ragionevole, ma non posso ragionevolmente commentare una norma che non ho letto».

Ginevra Leone

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