Febbraio 25, 2024
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Ilaria Salis è una maestra elementare milanese e militante antifascista che è stata arrestata a Budapest, Ungheria, il 11 febbraio 2023. Salis, all’età di 39 anni, è stata accusata di aver attaccato due neonazisti durante una protesta contro il “Giorno dell’onore” nella capitale ungherese. Dopo quasi un anno di detenzione in un carcere di massima sicurezza, il suo processo è iniziato ma è stato immediatamente rinviato al 24 maggio. Salis è apparsa in tribunale incatenata, con manette ai polsi e caviglie legate da ceppi di cuoio con lucchetti.

Ilaria Salis è stata presentata in aula durante il suo processo in Ungheria in condizioni che hanno destato notevole preoccupazione e scandalo

È stata portata in tribunale incatenata, con le mani e i piedi ammanettati. Queste misure restrittive hanno incluso l’uso di ceppi di cuoio con lucchetti. La sua apparizione in questa condizione ha sollevato critiche riguardo al trattamento dei detenuti e al rispetto dei diritti umani. In particolare in relazione alle normative dell’Unione Europea.

Ilaria Salis

Le condizioni della detenzione di Salis e il suo trattamento in tribunale hanno suscitato scalpore e indignazione. Il caso ha attirato l’attenzione di Amnesty International, che sottolinea la controversia sulla possibile applicazione di misure alternative alla detenzione, come gli arresti domiciliari, in base alla normativa europea.

Il padre di Salis, Roberto Salis, ha denunciato pubblicamente le condizioni in cui si trova sua figlia, descrivendole come disumane e incompatibili con il rispetto dei diritti umani. Ha anche invocato un intervento del governo italiano e dei canali diplomatici per aiutare sua figlia.

La situazione di Salis ha ricevuto l’attenzione di vari politici italiani

Tra questi, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha chiesto al governo ungherese di vigilare e intervenire per garantire il rispetto dei diritti di Salis come previsto dalle normative dell’UE. Anche diversi membri del Parlamento italiano hanno espresso la loro solidarietà e hanno chiesto un’azione più decisa da parte del governo italiano.

Il Commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, ha dichiarato che la Commissione Europea è pronta ad aiutare l’Italia in relazione al caso, sebbene non conosca i dettagli specifici. Questa vicenda ha sollevato dibattiti e critiche riguardo al rispetto dello stato di diritto e della dignità umana da parte delle autorità ungheresi.

Francesca Rampazzo

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