Aprile 17, 2024
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Addio a Navalny: la Russia che lotta per la libertà dice addio al suo eroe tra commozione e protesta. In una fredda mattina di marzo, la comunità di Maryino, un distretto periferico di Mosca, ha visto un’insolita effervescenza. Nonostante la distanza dal centro cittadino, una folla di persone si è radunata per un ultimo tributo ad Alexei Navalny, il dissidente russo recentemente scomparso. La piccola chiesa dell’Icona della Madre di Dio si è trovata al centro dell’attenzione, circondata da anonime torri residenziali, mentre all’interno si svolgeva il rito religioso ortodosso per i funerali di Navalny.

La tensione e la speranza tra i partecipanti durante i funerali di Navalny

Tra le forze dell’ordine schierate in massa, si è sentito un palpabile senso di tensione, mitigato però dalla solennità del momento. I giovani, in particolare, sembravano portare il peso della speranza e del cambiamento, sentimenti che Navalny aveva ispirato durante la sua lotta per la trasparenza e la democrazia. “Sono qui perché rappresentava la speranza in un Paese diverso,” ha condiviso Irina, una giovane di 19 anni, riflettendo il senso di perdita e di ammirazione che molti provavano.

Nonostante gli avvertimenti di Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, riguardo la possibile illegalità di manifestazioni non autorizzate, il raduno ha assunto toni di protesta. Slogan come “la Russia sarà libera” e “una Russia senza Putin” hanno risuonato tra la folla, segnando l’evento non solo come un addio, ma anche come un momento di resistenza civile.

Le reazioni delle autorità e gli arresti

La risposta delle autorità è stata misurata; non si sono verificati scontri, anche se l’ong Ovd-Info ha riferito di arresti in 19 città diverse. Questi arresti hanno sollevato questioni riguardanti la libertà di espressione e il diritto di riunione pacifica, aspetti sempre più sotto pressione nella Russia di oggi.

Il passaggio della bara fuori dalla chiesa ha visto un mare di fiori lanciati in suo onore, un gesto che ha sottolineato il profondo impatto che Navalny ha avuto. Il momento più toccante è stato forse quando la folla ha attraversato il ponte Brateevskij, in una silenziosa marcia di solidarietà verso il cimitero di Borisovskoye.

L’addio si è concluso con un omaggio speciale da parte di Vladimir Kara-Murza

un altro oppositore politico incarcerato, che ha ribadito la forza dell’ideale per cui Navalny ha vissuto e per cui ora molti continuano a lottare: “Il futuro non può essere fermato da pallottole, veleni o prigioni”.

Questo articolo, che rispecchia la vita di un uomo e le speranze di un popolo, si conclude con una riflessione: il ricordo di Navalny e i valori per cui ha combattuto continueranno a vivere nelle azioni e nel cuore dei cittadini russi e di tutti coloro che aspirano a un mondo più giusto e trasparente.

Ginevra Leone

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