Luglio 14, 2024
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Morgan, nome d’arte di Marco Castoldi, è finito al centro di un caso giudiziario che lo vede accusato di stalking e diffamazione. Le accuse sono state mosse da Angelica Schiatti, una musicista che ha frequentato per pochi mesi. Dopo la fine della loro storia, la donna sostiene che Morgan abbia iniziato a perseguitarla, minacciarla di revenge porn e diffamarla tramite messaggi sui social media, spingendola a presentare denuncia presso la Procura della Repubblica di Monza. La competenza territoriale ha poi trasferito il caso a Lecco, dove il processo è iniziato il 12 dicembre 2023. Gli avvocati di Morgan hanno difeso il cantautore sostenendo che le accuse sono infondate, in quanto la donna aveva bloccato Morgan sui social subito dopo la fine della relazione, rendendo impossibile qualsiasi comportamento persecutorio. Morgan ha dichiarato pubblicamente di non aver commesso altro reato se non quello di essersi innamorato, esprimendo il suo malessere per la situazione, di non essere uno stalker ma ha al contempo offerto 15.000 ad Angelica Schiatti per chiudere la faccenda. Cifra rifiutata dalla ragazza. Il processo è stato rinviato a febbraio 2024. Ma ciò che ci interessa in questo articolo è analizzare la sua comunicazione e la risposta a questa indagine e alle accuse mosse verso di lui evidenziandone la tossicità, la violenza e le minacce celate.

La risposta di Morgan alle accuse di essere uno stalker

In risposta a tutto ciò Morgan pubblica un post Instagram sotto forma di “nota” e si lascia andare a uno stream of consciousness criptico ma comunque di impatto. “Bestie violenti e misantropi untori e boia stiano da parte di starfuckers e mafiosi” Non c’è una direzione precisa nel messaggio di Morgan, ma il sottotesto parlerebbe chiaro: in tutta questa vicenda lui sarebbe l’angelo, mentre tutte le persone attorno, mostri

“Bestie violente e misantropi untori e boia stiano dalla parte di starfuckers e mafiosi. Esseri umani, persone civili, non violenti, persone dotate di anima, stiano con me. Nessuna guerra ai mostri però, mi raccomando. I mostri hanno un dispositivo di autopunizione, quindi non dovremo fare nulla.”

Analizziamo il testo dal punto di vista della comunicazione ricordando che Morgan è accusato di essere uno stalker

Demonizzazione e deumanizzazione

“Bestie violente”, “misantropi”, “untori” e “boia”: utilizzare questi termini estremamente negativi per descrivere chi si oppone a lui, ha l’effetto di demonizzare e disumanizzare gli altri, compresa la presunta vittima. Questo crea un’immagine di estrema malvagità e crudeltà, distorcendo la percezione del pubblico nei confronti della parte che lo accusa perché parte lesa.

Divisione e polarizzazione

“Stiano dalla parte di starfuckers e mafiosi”: Associando la vittima a termini come “starfuckers” e “mafiosi”, Morgan polarizza ulteriormente la situazione, mettendo chiunque non sia dalla sua parte in una luce estremamente negativa e criminosa. Questo non solo scredita la vittima, ma crea una divisione netta e aggressiva tra “buoni” e “cattivi”. Attenzione, Il termine “starfuckers” è un’espressione volgare e dispregiativa usata per descrivere persone che cercano di ottenere favori, fama o riconoscimento attraverso relazioni sessuali con celebrità o persone famose. Questo termine è spesso utilizzato per sminuire o denigrare tali persone, implicando che le loro azioni siano motivate esclusivamente dall’opportunismo.

Colpevolizzazione della vittima

Contrapposizione tra “bestie violente” e “persone dotate di anima”: Morgan si pone come il leader morale e positivo, mentre dipinge la vittima e chi la sostiene come privi di umanità e moralità. Questo sposta la colpa dalla sua condotta alla vittima, insinuando che le sue azioni siano non solo ingiustificate, ma moralmente riprovevoli.

Manipolazione emotiva

“Esseri umani, persone civili, non violenti, persone dotate di anima”: utilizzando questi termini positivi per descrivere se stesso e i suoi sostenitori, Morgan manipola le emozioni del pubblico per ottenere supporto. Questo linguaggio crea un contrasto fortemente manipolativo con i termini negativi usati per descrivere la vittima.

Apparente invito alla nonviolenza

“Nessuna guerra ai mostri però, mi raccomando”: Questa frase sembra un invito alla nonviolenza, ma l’effetto è vanificato dal tono aggressivo e denigratorio del resto del messaggio. Implica che il male (la vittima e chi la sostiene) si autodistruggerà, togliendo la responsabilità di qualsiasi azione diretta contro di loro.

Svalutazione e minaccia velata:

“I mostri hanno un dispositivo di autopunizione”: suggerire che la vittima e chi la sostiene sono “mostri” che si autopuniranno insinua una minaccia velata, lasciando intendere che subiranno conseguenze senza bisogno di interventi diretti. Questo aumenta la pressione psicologica sulla vittima, creando un’atmosfera di intimidazione.

Morgan ha accompagnato questo post con una descrizione

“Questa è una società che ha perso il senno. La gogna mediatica contro uno, sempre il solito, ma perché non mi lasciate stare? Ma lo capite che il perseguitato sono io o vi è così difficile fare due più due e che siamo di fronte ad una persona che vuole il successo sfruttando la notorietà altrui? E poi perché non lasciate che siano i giudici a giudicare? Perché sostituirvi ai tribunali e addirittura condannare prima che ci sia un processo? Questo è oltre che anticostituzionale infimo civilmente e culturalmente . Qualcuno se ne rende conto o siamo completamente alla deriva, senza un barlume di dignità e di maturità civile ? Non si condannano le persone, lo fanno i tribunali non i giornalisti non gli opinionisti. Perché è anticostituzionale. E non si dà manforte agli untori, non siamo nel medioevo, non è pensabile che si riproponga il tribunale dell’inquisizione. Datevi una calmata tutti quanti e ripristinate un comportamento degno di una società evoluta che ha superato queste brutture. Parlano di violenza dei soggetti che praticano la violenza? E vi sembra che possa pretendere di parlare di quali diritti chi non rispetta nessuna regola comportamentale? Non siamo nel farwest, ci sono dei diritti che voi state totalmente cancellando, dei diritti inviolabili che voi distruggete per affermare quali diritti? Possono esserci dei diritti in uno Stato che non è di diritto? Non direi. Non si licenzia una persona innocente fino a prova contraria. Sembrate tutti invasati, giudicate, insultate, licenziate, diffamate, sembrate tutti senza la minima intelligenza, peggio di quanto si potesse mai immaginare, ma che diavolo volete dalla mia vita? Mi perseguitate e mi chiamate stalker? Ma che vuole sta gente da me? Brillino di luce propria se ne hanno, e lascino in pace chi hanno torturato e ingannato. E voi tutti non giudicate senza sapere assolutamente nulla, fatelo fare ai giudici.”

Analisi del testo

Rispetto a quanto già scritto precedentemente, questo testo evidenzia anche lo stato emotivo di Morgan che basandosi su questo testo potrebbe apparire, dal punto di vista della comunicazione:

  1. Difensivo: Morgan si pone in una posizione di difesa costante, cercando di proteggere la propria reputazione e ribaltare le accuse di stalking. Questo atteggiamento è evidente nei suoi attacchi verso la presunta vittima e i media.
  2. Frustrato e arrabbiato: la frustrazione e la rabbia emergono chiaramente dalle sue parole, specialmente quando accusa gli altri di persecuzione e di mancanza di comprensione. La sua ripetuta domanda “Perché non mi lasciate stare?” e l’uso di termini forti come “invasati” e “diffamate” indicano un alto livello di irritazione.
  3. Vittimistico: Morgan si ritrae costantemente come una vittima di ingiustizie, tanto da ribaltare le accuse di stalking e presentarsi come perseguitato. Questo stato vittimistico è evidenziato dalle sue accuse di essere sotto una “gogna mediatica” e di essere perseguitato senza motivo.
  4. Paranoico: l’uso di riferimenti storici come “tribunale dell’inquisizione” e “medioevo” suggerisce una visione del mondo in cui sente di essere ingiustamente attaccato da tutti i fronti. Questa paranoia è amplificata dalla convinzione che ci sia una cospirazione contro di lui.
  5. Manipolativo: c’è un chiaro tentativo di manipolare l’opinione pubblica e ottenere supporto emotivo, enfatizzando la propria innocenza e moralità mentre demonizza gli altri. Questo è evidente nel modo in cui cerca di distogliere l’attenzione dalle accuse e di dipingere se stesso come una figura moralmente superiore.
  6. Disperato: la richiesta di lasciare che siano i giudici a giudicare e il tono generale delle sue dichiarazioni suggeriscono un senso di disperazione nel cercare di fermare la “persecuzione” percepita. La sua insistenza sulla sua innocenza “fino a prova contraria” evidenzia il suo desiderio di essere visto come vittima di un errore giudiziario.

Morale della favola anche per il suddetto artista è sempre colpa della vittima che se l’è cercata e ora lo perseguita, in pratica la vittima, il buono, è lui. Poveretto. Sic!

Giovanni Scafoglio

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