Luglio 14, 2024
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Seguire le regole imposte dagli algoritmi quasi fosse una religione moderna. Cercare di avere più follower possibili e affidarsi ai guru dell’algoritmo che ci spiegano come diventare virali lavorando sulla quantità perché la qualità non conta. Bene. Tutto falso. Uno studio condotto dall’Università Sapienza di Roma ha messo in discussione una delle credenze più radicate nel mondo dei social media: il mito che un numero elevato di follower garantisca la viralità dei contenuti. E che siano “ganci”, “orari” e “quantità” a far diventare virale un contenuto. Magari affidandosi a piani editoriali realizzati in pochi minuti da una app generativa cialtronescamente indicata come intelligenza artificiale. Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS Nexus, ha analizzato l’attività su Facebook di oltre mille testate europee, con al vaglio circa 57 milioni di post pubblicati in un periodo di 15 anni. E hanno scoperto che la crescita del coinvolgimento da parte delle persone è indipendente dalla dimensione iniziale delle pagine.

Il vero paradigma nella viralità

Il team di ricercatori, guidato da Walter Quattrociocchi, responsabile del Centro per la Data Science e la Complessità per la Società presso il Dipartimento di Informatica della Sapienza Università di Roma, ha utilizzato la Legge di Gibrat come framework per l’analisi. La legge, tradizionalmente applicata per descrivere la crescita delle imprese, è stata utilizzata per esplorare le dinamiche di crescita dell’engagement sui social media. L’analisi ha incluso oltre 1.000 notiziari europei e ha scoperto che le dinamiche di crescita dell’engagement sono indipendenti dalla dimensione iniziale delle pagine.

Le conclusioni dello studio hanno importanti implicazioni per il marketing e la comunicazione online

Emanuele Sangiorgio, ricercatore dell’Università Sapienza di Roma e autore principale dello studio, ha sottolineato che “nel mondo dei social media, il potere dei contenuti di coinvolgere il pubblico non si basa sull’influenza tradizionale delle fonti di notizie”. Questo suggerisce che le strategie di marketing dovrebbero focalizzarsi sulla creazione di contenuti di alta qualità che possano attrarre e coinvolgere un pubblico specifico, piuttosto che cercare di aumentare indiscriminatamente il numero di follower.

Verso una nuova segmentazione del pubblico

Quattrociocchi ha spiegato che “è essenziale comprendere come fluiscono le informazioni e come il potere di influenza non sia approssimabile con il numero di follower”. Questa nuova comprensione della viralità suggerisce un cambiamento nelle strategie di pubblicità online, verso una segmentazione del pubblico basata sulla qualità dei follower. In pratica, questo significa che i brand dovrebbero cercare di costruire una base di follower coinvolti e attivi, piuttosto che puntare semplicemente ai grandi numeri.

Qualità vs quantità: il futuro dei social media

Il paradigma Ferragni, che implica che un elevato numero di follower sia sinonimo di successo e viralità, viene così demolito. Lo studio della Sapienza indica chiaramente che pochi follower, ma altamente coinvolti e di qualità, possono avere un impatto molto maggiore sulla diffusione dei contenuti. Questo rappresenta un cambiamento di paradigma che potrebbe rivoluzionare le strategie di social media marketing.

Per le aziende, questo significa che la strategia di social media marketing dovrebbe concentrarsi su:

  • Creazione di contenuti di alta qualità: contenuti che risuonano con il pubblico e stimolano l’interazione.
  • Engagement autentico: costruire relazioni genuine con i follower attraverso interazioni significative.
  • Segmentazione accurata del pubblico: identificare e targetizzare gruppi specifici di follower che sono più propensi a condividere e interagire con i contenuti.

Applicabilità dello studio su come diventare virali a InstagramX e TikTok

Instagram e TikTok, come Facebook, sono piattaforme che si basano fortemente sul coinvolgimento degli utenti. L’interazione attraverso like, commenti, condivisioni e visualizzazioni è fondamentale per la diffusione dei contenuti. Il concetto di viralità e l’algoritmo che privilegia contenuti che generano elevato engagement sono comuni a tutte queste piattaforme.

Importanza della qualità dei follower:

  • Su Instagram e TikTok, la qualità dei follower è altrettanto, se non più, cruciale rispetto alla quantità. I follower che interagiscono attivamente con i contenuti (commentano, condividono, mettono like) contribuiscono maggiormente alla viralità rispetto a un gran numero di follower passivi.
  • Gli influencer su queste piattaforme spesso cercano di costruire comunità di follower fedeli e coinvolti piuttosto che accumulare numeri elevati di follower.

Algoritmi di visualizzazione dei contenuti:

  • Gli algoritmi di Instagram e TikTok tendono a privilegiare contenuti che generano rapidamente alto engagement. Questo significa che contenuti di qualità, che attraggono interazioni significative da parte dei follower, hanno maggiori probabilità di essere spinti dagli algoritmi.
  • Come dimostrato nello studio, la crescita dell’engagement può essere indipendente dalla dimensione iniziale della base di follower, il che è rilevante anche per le dinamiche di Instagram e TikTok.

Targeting di pubblico e segmentazione:

  • La segmentazione del pubblico basata sulla qualità e l’interesse specifico dei follower è una strategia efficace su tutte le piattaforme. Creare contenuti mirati per un pubblico specifico e coinvolto può portare a una migliore performance rispetto a tentativi di raggiungere masse non targettizzate.
  • L’analisi della Sapienza suggerisce che comprendere le dinamiche di influenza e flusso di informazioni è essenziale, un concetto applicabile anche al marketing su Instagram e TikTok.

L’idolatria dell’algoritmo: i Guru degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, e nelle ultime settimane ancora di più, si è diffusa una tendenza tra i cosiddetti “guru” del marketing digitale e social media a suggerire strategie incentrate sull’aumento della quantità di contenuti. Questi esperti spesso promuovono l’idea che la produzione massiccia di post, video e aggiornamenti, alimentata da algoritmi e app generative basate su intelligenza artificiale, sia la chiave per ottenere visibilità e successo sui social media. Tuttavia, questa strategia presenta seri rischi e può avere conseguenze negative sia per i brand che per il pubblico.

I rischi di un approccio basato sulla quantità

Saturazione del Mercato:

La sovrabbondanza di contenuti può portare alla saturazione del mercato, rendendo sempre più difficile emergere e catturare l’attenzione del pubblico. In un contesto in cui ogni giorno vengono pubblicati milioni di contenuti, distinguersi diventa una sfida ardua.

Perdita di qualità e autenticità:

L’enfasi sulla quantità spesso va a discapito della qualità. Contenuti generati rapidamente con l’ausilio di IA possono mancare di autenticità, profondità e rilevanza. Questo può portare a un disinteresse da parte del pubblico, che percepisce la mancanza di genuinità.

Degrado dell’Engagement:

Contenuti di bassa qualità tendono a generare meno engagement. Gli utenti sono più inclini a interagire con post significativi e ben curati piuttosto che con contenuti superficiali e ripetitivi. Un basso tasso di engagement può influire negativamente sulla percezione del brand e sulla sua reputazione online.

Dipendenza da algoritmi e IA:

Affidarsi eccessivamente a strumenti generativi basati su IA può ridurre la capacità di creare contenuti originali e creativi. Gli algoritmi sono programmati per seguire schemi e tendenze esistenti, il che può limitare l’innovazione e la sperimentazione necessarie per distinguersi.

Alienazione del pubblico:

Il pubblico odierno è sempre più consapevole e critico. Gli utenti possono facilmente percepire quando un brand è più interessato alla quantità piuttosto che alla qualità. Questo può portare a un senso di alienazione e alla perdita di fiducia nei confronti del brand.

    Come diventare davvero virali: la via dell’equilibrio

    La soluzione non risiede in una dicotomia rigida tra quantità e qualità, ma piuttosto nel trovare un equilibrio. È fondamentale che i brand e i creatori di contenuti si concentrino su strategie che integrino la produzione di contenuti di alta qualità con un piano editoriale sostenibile. L’uso di strumenti di IA può essere utile, ma dovrebbe essere complementare e non sostitutivo della creatività umana e dell’autenticità. Inoltre non possiamo farci dettare da un algoritmo tempi, lunghezze e quantità dei contenuti perché l’algoritmo ha un solo interesse: tenerci il più possibile sulla sua piattaforma.

    Come diventare virali? E’ il segreto di Pulcinella. Bisogna lavorare sodo, sena improvvisazioni, scorciatoie e soprattutto producendo contenuti QUALITATIVI

    L’ossessione per la quantità a scapito della qualità è una strada rischiosa che può compromettere la reputazione e l’efficacia delle strategie di social media marketing. In un panorama digitale in continua evoluzione, la chiave del successo risiede nella capacità di creare contenuti autentici, coinvolgenti e di alta qualità che risuonino con il pubblico. Solo così si potrà costruire una comunità di follower fedeli e realmente coinvolti, in grado di sostenere e amplificare la voce del brand nel lungo termine. Tutto il resto è puro appiattimento e omologazione.

    Giovanni Scafoglio

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