Dicembre 2, 2022
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Il laureato più giovane d’Italia: Nicola Vernola. Ha 20 anni ed è originario di Bari. Il neo dottore ha conseguito una laurea in Giurisprudenza presso l’Università Luiss di Roma. L’argomento della sua tesi è stato “La neutralità dell’Iva e le sue concrete applicazioni”. Un tema di diritto societario e tributario, per niente semplice, afferma la professoressa Livia Salvini. Eppure, Nicola ha affrontato il suo lavoro di tesi con la maturità di un ragazzo che sa bene cosa vuole.

La sua carriera universitaria è iniziata a 16 anni.

Qualcuno potrebbe pensare che il giovane studente abbia bruciato le tappe. Ma lui ha dichiarato di aver semplicemente seguito i suoi tempi.

Ho chiesto al laureato più giovane d’Italia di rispondere a qualche domanda. Con molto piacere, condivido di seguito una breve intervista fatta a Nicola Vernola. 

-Com’è sentirsi il più giovane laureato d’Italia? Questo titolo ti carica di aspettative o ti senti tranquillo?

-Di certo è un’emozione, sono giorni che certamente ricorderò con entusiasmo, ma mi sento tranquillo, carico di aspettative e di voglia di fare come sono sempre stato.

-Quali sono stati i fattori determinanti nel raggiungimento di un traguardo così importante alla tua età?

-Nella mia esperienza sono stati i legami ed in particolare il confronto con amici animati da un’ambizione che mi ha affascinato e contagiato, nonché il confronto con prospettive di vita ed esperienze diverse che mi ha insegnato a guardare sempre oltre l’orizzonte delle mie personali vedute. Tutto ciò mi ha arricchito tanto.

-Qualcuno ha scritto: “Tutto funziona secondo il nostro orologio”. Tu credi di essere nel tuo tempo oppure pensi di essere in anticipo?

-Concordo con la frase. Non ho mai corso oltre ciò che sentivo di dover fare, penso di essere nel mio tempo. Confrontarmi con persone che hanno condiviso le mie diverse fasi non mi ha mai fatto sentire fuori tempo o nel posto sbagliato.

-Il tuo percorso denota indubbiamente tenacia e determinazione. Chi ti ha ispirato di più nel temprare il tuo carattere?

-Non ho un modello di riferimento, cerco di imparare dalle persone che mi fanno stare bene ed in questo sono stato molto fortunato.

-Molti giovani alla tua età hanno paura del futuro e non riescono a coltivare passioni. Cosa suggerisci ai tuoi coetanei affinché possano credere di più in sé stessi ?

La fiducia in sé stessi si matura, a mio parere, attraverso fattori di matrice interna ed esterna. Sotto un profilo interno, facendo ciò che ci piace, fattore essenziale per ottenere risultati soddisfacenti senza avere una cattiva percezione dei sacrifici affrontati. Sotto un profilo esterno, come ho già sottolineato, i legami hanno un ruolo determinante perché supporto, affetto e confronto aiutano a coltivare interessi e passioni e a mettere a frutto il proprio valore.

-Quali sono i tuoi prossimi traguardi? Cosa sogni di essere “da grande”?

Non so ancora cosa farò nel prossimo futuro, “da grande” mi piacerebbe lavorare nel settore del diritto tributario sia sotto un profilo professionale che accademico.

Nicola Vernola è la testimonianza di come il confronto, i legami e l’affetto di chi ci circonda siano il propellente per coltivare una vocazione. È l’esempio dell’esistenza dell’incanto giovanile, fatto di progetti, sogni e ambizioni. 

Sono queste le storie da cui serve catturare l’ispirazione per ampliare il proprio raggio d’azione verso il bello e il buono della vita. 

Emanuela Mostrato

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