Femminicidi in Italia nel 2024. Tutte le vittime di femminicidio

Femminicidi in Italia nel 2024. La lista aggiornata mensilmente di tutte le donne vittime di femminicidio nel nostro paese 25 novembre

La redazione di Ecorandagio ha deciso di continuare a monitorare i femminicidi in Italia e di inserirli in un elenco di vittime che sarà aggiornato mensilmente, includendo statistiche e nomi.

Femminicidi in Italia nel 2024

Gennaio: 7 vittime

  • Lunedì 1 Gennaio ROSA D’ASCENZO 71 anni, SANT’ORESTE (Roma)
    • Rosa D’Ascenzo è la prima vittima di femminicidio del 2024. Uccisa per mano del marito Giulio Camilli, di 73 anni. L’uomo porta la moglie in ospedale, dichiarando alle forze dell’ordine che è caduta dalle scale, probabilmente a causa di un malore. I medici riscontrano che le ferite non sono compatibili con la versione dell’uomo e chiamano i carabinieri. In realtà è stato Giulio a colpire Rosa a morte, utilizzando un utensile da cucina, molto probabilmente una padella.
  • Venerdì 5 Gennaio MARIA RUSS 54 anni e DELIA ZARNISCU 58 anni, NARO (Agrigento)
    • Marua Rus e Delia Zarniscu, sono morte lo stesso giorno, ma in due case diverse poco distanti tra loro. Per il delitto viene accusato un 24enne loro connazionale, Omar Edgar Nedelcov. Il ragazzo, dopo aver ucciso una delle due donne carbonizza il corpo, mentre sevizia l’altra.
  • Lunedì 8 Gennaio TERESA SARTORI 81 anni SARONNO (Varese)
    • Teresa è stata uccisa dal figlio Stefano rotondi, suo coinquilino e operaio di 54 anni. A dare l’allarme una vicina, entrata in casa per svolgere delle faccende domestiche. Teresa era in camera da letto, morta, suo figlio a pochi metri da lei impiccato. Lo stato di salute di Teresa era precario, si suppone che siano state proprio le difficili condizioni della vittima a scatenare il gesto.
  • Giovedì 11 Gennaio ESTER PALMIERI 38 anni, MONTALBANO DI VALFLORIANA (Trento)
    • Ester Palmieri, madre di tre bambini è vittima del marito 46enne, Igor Moser. Dopo aver ucciso la moglie, anche lui si toglie la vita, impiccandosi. Alla base della tragedia ci sono problemi coniugali: l’uomo non accetta la separazione e, al culmine dell’ennesimo litigio, decide di mettere fine alla sua famiglia. 
  • Venerdì 12 Gennaio ELISA SCAVONE 65 anni, TORINO
    • Elisa Scavone muore per mano dal marito, Lorenzo Sofia, ex gommista di 70 anni. Il decesso avviene due giorni dopo all’ospedale Molinette, nonostante i medici abbiano provato a salvarla asportandole la milza. Il marito, all’apice di una lite, accoltella Elisa più volte all’addome e alla schiena. Un taglio profondo raggiunge il diaframma e lo stomaco, uccidendola.
  • Lunedì 12 Gennaio ANNALISA RIZZO 43 anni, AGROPOLI (Salerno)
    • Annalisa Rizzo viene uccisa a coltellate in piena notte, al culmine di una lite con il marito. Vincenzo Carnicelli di 63 anni, poco dopo aver ucciso la moglie si toglie la vita, utilizzando la stessa arma. Nella casa, per tutto il corso della tragedia, è presente anche la figlia di 13 anni che, dormendo, non si è accorta di nulla.

Febbraio: 9 vittime

  • Mercoledì 7 Febbraio SANTINA DELAI 78 anni PUEGNANO SUL GARDA (Brescia)
    • Santina è vittima del figlio, Mauro Pedrotti di 54 anni. A dare l’allarme i vicini di casa, verso le 5 del mattino, insospettiti da rumori insoliti. Santina è nel corridoio, con uno strofinaccio stretto intorno al collo. Il primo ad essere sospettato è il figlio che confessa: il litigio è iniziato a causa della vendita della casa del figlio, lui non voleva. L’uomo ha tentato di nascondere il delitto, inscenando una rapina.
  • Giovedì 8 Febbraio EVA KAMINSHA 45 anni NAPOLI
    • Eva Kaminsha è vittima del marito Raffaele Pinto di 54 anni, guardia giurata di professione. Prima uccide la moglie con decine di coltellate, poi si barrica in casa sparando in aria dalla finestra. Quando capisce che per lui non c’è via d’uscita, si spara a sua volta, uccidendosi.
  • Domenica 11 Febbraio ANTONELLA SALAMONE 41 anni ALTAVILLA MILICIA (Palermo)
    • Antonella è stata uccisa dal marito, assieme ai figli Kevin ed Emanuel, di 16 e 5 anni. L’uomo molto religioso, ha confessato di aver agito perché percepiva della presenze demoniache in case. Un esorcismo, effettuato dal “soldato di Dio”, cos’ si fa chiamare sui social. Anche la figlia superstite diciassettenne avrebbe partecipato al rituale. Sarebbe stato il padre a plagiare l’intera famiglia nel credere che in casa ci fossero i demoni e i figli fossero “posseduti da Satana”. Solo Antonella Salamone si sarebbe opposta all’assassinio dei figli, per questo uccisa per prima: soffocata, poi data alle fiamme e infine smembrata.
  • Martedì 13 Febbraio NICOLETTA ZOMPARELLI 49 anni e RENÉE AMATO 19 anni, CISTERNA LATINA 
    • Nicoletta Zomparelli e sua figlia Renée Amato, sono le vittime del duplice delitto commesso da Cristian Sodano, finanziere di 27 anni. Il vero obiettivo è la seconda figlia Desirée, ex fidanzata di Cristian. I due hanno una lite, lui non accetta la rottura della relazione. La madre e la sorella intervengono, l’uomo prende la pistola e spara, uccidendo le due donne. Desirée si chiude in bagno e terrorizzata aspetta l’arrivo delle forze dell’ordine.
  • Mercoledì 14 Febbraio ALESSANDRA MAZZA 35 anni BOSCO DEI PRETI (Avellino)
    • Alessandra muore con un colpo di arma da fuoco. Ad imbracciare il fucile il padre, Costantino Mazza, dopo l’ennesimo litigio. L’uomo si è poi tolto la vita con la stessa arma. Il tutto è accaduto davanti alla moglie che nonostante il trauma è riuscita a chiamare aiuto e a dare l’allarme.  I corpi sono stati trovati all’esterno della casa, sotto il pergolato. Alessandra aveva 35 anni e soffriva di depressione, pare che in passato fosse stata sottoposta al trattamento sanitario obbligatorio.
  • Sabato 24 Febbraio MARIA ATZENI 77 anni SAN GAVINO (Cagliari)
    • Maria è stata uccisa dal figlio, Simone Uras di 43 anni. Prova a darsi alla fuga, ma i carabinieri lo fermano con gli abiti ancora sporchi di sangue, a bordo della sua auto. Il corpo della donna è stato trovato dall’altro figlio e presentava molti lividi, soprattutto in testa.
  • Lunedì 26 Febbraio MARIA BATTISTA FERREIRA 52 anni, FORNACI DI BARGA (Lucca)
    • Maria Battista Ferreista sta per separarsi dal marito, il 55enne Vittorio Pescaglini. La data è fissata per il 27 febbraio, ma l’uomo non l’accetta. Raggiunge la moglie in auto, all’uscita di un hotel e l’accoltella in strada. La donna prova a fuggire ma l’uomo la raggiunge e dopo averla accoltellata ancora, la lascia sul marciapiede. Inutili gli sforzi dei soccorritori, Maria muore e l’uomo si costituisce andando a piedi alla caserma più vicina.
  • Martedì 27 Febbraio SARA BURATIN 41 anni , BOVOLENTA (Padova)
    • Trovano Sara Buratin già morta, nel cortile dell’abitazione della madre, uccisa da numerose coltellate per mano del marito. Alberto Pittarello di 39 anni, operaio in uno stabilimento della zona, si toglie la vita poco dopo, lanciandosi nel fiume Bacciglione a bordo del suo furgone. Lasciano una figlia di 15 anni.

Marzo: 5 vittime

  • Sabato 16 Marzo ANIETA KATARZYNA DANEICZYK 50 anni, TAURISANO (Lecce)
    • Aneta muore con più di nove coltellate durante un litigio con il marito 57enne, Albano Galati. Sono prossimi alla separazione, già non vivono più insieme ma continuano a vedersi. Lui la raggiunge a casa, è in evidente stato di alterazione psicofisica. Inizia a picchiarla ma Aneta riesce a scappare e si rifugia a casa della vicina. Albano la insegue, la prende e la uccide. Si consegnerà spontaneamente alle forze dell’ordine, confessando il delitto.
  • Domenica 16 Marzo LI XUEMEI 37 anni, ROMA
    • Sono le 23.30 e Li Xuemei giace morta sul letto del suo appartamento. A dare l’allarme un vicino di casa, dopo aver sentito la donna litigare con suo marito, Yu Yang di 36 anni. Prima le urla, poi una coltellata all’addome e non c’è più nulla da fare. L’uomo scappa, lasciando sola nell’appartamento la loro bimba di 5 anni che, probabilmente ha assistito all’accaduto. Viene ritrovato poco dopo e arrestato.
  • Giovedì 28 Marzo JOY OMORAGBON 49 anni, COLOGNO AL SERIO (Bergamo)
    • Joy Omoragbon è sola in casa con Aimiose Osarumwense, suo marito. Scoppia una violenta lite domestica, di sicuro non la prima a sentire le testimonianze dei vicini di casa. A quanto pare il marito di Joy ha problemi di natura psichica, qualche anno prima ha fatto anche un TSO. Questa volta però il litigio ha un finale diverso, Aimiose prende un coltello e uccide sua moglie. Sono i vicini a chiamare le forze dell’ordine, ma al loro arrivo Joy giace in terra morta. Aimiose viene arrestato.
  • Sabato 30 Marzo MARGHERITA CANNONE 78 anni ALBANO (Roma)
    • Un proiettile risalente alla prima guerra mondiale ha stroncato la vita di Margherita. A sparare il marito, Antonio Pomilia, di 83 anni. Poi si è tolto la vita, sparandosi con la stessa arma. Entrambi erano malati oncologici gravi: lei, in fase di ripresa dopo una delicata operazione, lui aveva scoperto da poco di avere un cancro in fase terminale. Prima di sparare ad entrambi, l’uomo ha scritto un biglietto d’addio. Sono stati trovati a terra, accanto all’ingresso.
  • Domenica 31 Marzo PALMA ROMAGNOLI 86 anni CORRIDONIA (Macerata)
    • Della vita di Palma ha deciso il marito. La donna a letto da tanto tempo a causa di una malattia di Alzheimer. L’uomo di 86enne si occupava da sempre di lei, ma da come scritto nel suo diario, erano ormai insostenibile vedere la sofferenza della compagna. Così le spara con il fucile legalmente detenuto, poi rivolge l’arma verso se stesso. Palma muore sul colpo, il marito due giorni dopo in ospedale.

Aprile: 4 vittime

  • Mercoledì 3 Aprile SHUAI LI 45 anni LONATO DEL GARDA (Brescia)
    • Shuai Li è morta assieme al compagno, Christian Catalano di 49 anni. A lanciare l’allarme alcuni vicini, vedendo delle macchie di sangue sul balcone della villetta di campagna in cui abitava la coppia. Entrambi senza vestiti, lei sul letto, lui in bagno. Secondo le indagini del medico legale, Shuai è morta diverse ore prima dell’uomo a causa di tagli profondi ai polsi. Questo dimostrerebbe la colpevolezza del compagno, che si è poi tolto la vita tagliandosi la gola.
  • Giovedì 4 Aprile ANGELINA SOARES DE SOUZA 46 anni OSTIA (Roma)
    • Trovano Angelina morta alle prime ore del mattino, sul marciapiede, accanto al palazzo in cui era situato il suo appartamento, al quarto piano. Convive con il compagno 41enne, Dorin Nemtelea, originario della Moldavia. I sospetti ricadono subito sull’uomo che, con l’accusa di omicidio volontario, viene arrestato. In un primo momento riferisce alle autorità che Angelina si sarebbe buttata dal balcone in un tentativo di suicidio. Poche ore dopo ritratta, confessando di essere stato lui a lanciarla nel vuoto dopo averla strangolata.
  • Venerdì 5 Aprile AURIANE NATHALIE LAISNE 22 anni LA SALLE (Valle D’Aosta)
    • Auriane viene rinvenuta senza vita da alcuni escursionisti, all’interno di un’ex cappella diroccata, in un villaggio abbandonato. Era rannicchiata a terra, in posizione fetale, con molteplici lesioni d’arma da taglio sul corpo. Fatali quello all’addome e al collo. Il decesso però risale ad una settimana prima, probabilmente tra il 26 e il 27 marzo. Le forze dell’ordine iniziano la ricerca del compagno di Auriane, Teima Sohaib italo-egiziano di 21 anni. Dalle testimonianze si scopre che lei lo ha denunciato per atti di violenza nei mesi precedenti e gli è stato anche notificato dalla Magistratura francese un divieto di avvicinamento alla vittima. Auriane abita in Francia, al momento è in Italia per fare un giro sulle Alpi e campeggiare proprio insieme a lui. Il 10 aprile l’uomo viene fermato dalla Polizia francese a Grenoble e arrestato.
  • Sabato 6 Aprile NADIA GENTILI 70 anni GALLARATE (Varese)
    • Nadia viene trovata senza vita dal figlio nella sua casa, assieme al marito ed ex poliziotto Roberto Iuliano. La coppia sposata da 50 anni è affiatata, i vicini non hanno mai notato litigi o atti di violenza. Eppure secondo, la ricostruzione, sarebbe stato il marito a sparare a Nadia, per poi togliersi la vita. Il gesto risale ad alcuni giorni prima, la coppia da tempo non usciva dalla villa. Nonostante le diverse indagini, resta ancora all’oscuro la motivazione che ha spinto l’uomo a commettere l’omicidio-suicidio.

Maggio: 5 vittime

  • Mercoledì 15 Maggio LOREDANA MOLINARI 78 anni CHIARAVELLI (Ancona)
    • Loredana viene trovata in casa senza vita, morta a causa di ripetuti traumi cranici, inferti da un martello trovato accanto al suo corpo. A sferrare i colpi il figlio di 55 anni Maurizio Bucciarelli, trovato morto anche lui in una stanza diversa da quella della madre, ma senza segni di lesioni. Probabile causa del decesso l’ingestione di una sostanza tossica. I condomini non li vedevano da tempo, i corpi sono stati trovati solo dopo dieci giorni.
  • Giovedì 16 Maggio SILVANA BAGATTI 76 anni PARMA
    • Silvana ha perso la vita per mano del marito, Giorgio Miodini di 76 anni. Alle 8.30 di mattina parte un colpo di fucile e la donna muore all’istante. L’uomo si costituisce subito dopo, chiamando i carabinieri che lo arresteranno per omicidio volontario. Silvana era malata da tempo, non si muoveva dal letto e soffriva di una forte depressione. Da più di vent’anni il marito si occupava di lei e negli ultimi mesi aveva dato segno di nervosismo e stanchezza.
  • Giovedì 16 Maggio SOFIA STEFANI 33 anni ANZOLA DELL’EMILIA (Bologna)
    • Sofia muore per un colpo di pistola alla testa, partito per sbaglio dall’arma di un vigile, suo ex collega, il 63enne Giampiero Gualandi. L’uomo sostiene che in quel momento stava pulendo la pistola e non aveva nessuna intenzione di uccidere Sofia. Eppure Gualandi è commissario capo del comando di Anzola dell’Emilia, conosce bene le regole. Al momento dell’omicidio non aveva l’obbligo di avere l’arma con sé, perchè si trovava in ufficio e quindi non era quello il luogo idoneo per effettuare la pulizia. L’uomo viene arrestato per omicidio e durante le indagini si scopre che aveva una relazione con Sofia. Una relazione terminata e lui non lo accettava.
  • Lunedì 20 Maggio SAIDA HAMMOUDA 47 anni RICCÒ DEL GOLFO (La Spezia)
    • Saida viene uccisa con un coltello da cucina dal marito 50 anni, Hichem Ben Facroum. Ad aprile scorso, la donna lo ha denunciato per maltrattamenti e abusi, non solo su di lei, anche sulla figlia 12enne. Scatta per l’uomo un divieto di avvicinamento alla famiglia, ma non basta. Mentre la figlia e il fratello 17enne sono a scuola, Hichem fa irruzione nell’abitazione e accoltella Saida, poi con la stessa arma si toglie la vita.
  • Mercoledì 29 Maggio GIADA ZANOLA 34 anni VIGONZA (Padova)
    • Il corpo di Giada cade nel vuoto. Da un cavalcavia atterra sull’autostrada A4. Alcune macchine riescono a schivarlo, poi un camion lo travolge mortalmente. Sembra un suicidio, Giada madre di una bambino di tre anni, si è tolta la vita. Ma la svolta nelle indagini arriva in piena notte: gli agenti della Polstrada e della Squadra mobile della Questura, fermano Andrea Favero, il 39enne compagno di Giada. La coppia doveva sposarsi e all’ultimo momento lei annulla tutto, non se la sente. Aveva detto al compagno che voleva chiudere la storia, ma ad Andrea la sua decisione non è andata giù.

Giugno: 8 vittime

  • Venerdì 7 Giugno GERGANA KALTCHEVA TODOROVA 66 anni NETTUNO (Roma)
    • Gergana è stata uccisa con dei colpi di pistola, sparati dal compagno Raffaele Di Lelio, di 88 anni. L’uomo poi, spara a se stesso, togliendosi la vita. Forse una lite a detta dalle testimonianze dei vicini, ma la dinamica del caso è ancora da accertare. A trovare i corpi la mattina di quel venerdì è la loro collaboratrice domestica: sono riversi a terra, uno vicino all’altro, vestiti, con accanto anche la pistola.
  • Martedì 11 Giugno GIUSY LEVACOVICH 38 anni BUGGIANO (Pistoia)
    • Giusy viene trovata morta da uno dei suoi quattro figlio. Il suo corpo giace in un fosso, dietro un prefabbricato di un piccolo campo nomadi dove viveva. Sul collo diversi lividi fanno pensare ad uno strangolamento. I sospetti cadono sul marito, Marco Satori di 44 anni. Cercano di contattarlo, ma risulta irreperibile per ore fino quando lo rintracciano in un campo nomadi del Pratese. Verrà accompagnato nella sede del comando provinciale dei Carabinieri a Pistoia, per essere ascoltato, ma non verrà sottoposto a fermo. L’uomo si proclamò innocente, riferendo di non essere stato presente al campo nomadi quando la moglie era morta. Nel successivo autunno l’inchiesta per omicidio sarà archiviata. Dagli accertamenti si scoprirà che Giusy si è realmente suicidata. Gli investigatori trovarono diverse frasi che testimoniavano lo stato depressivo della vittima. Uno stato causato dal non essere riuscita ad emanciparsi dalla vita nomade.
  • Martedì 11 Giugno ANNA SVIRIDENKO 40 anni MODENA
    • Il corpo di Anna è rannicchiato nel retro di un furgone. Ha una busta in testa, non respira più, complice il filo elettrico plastificato stretto sul collo. Andrea Paltrinieri, il marito ingegnere di 48 anni, l’ha strangolata. Dopo averla riposta con cura sul veicolo, in piena notte, si presenta al comando dei carabinieri e si costituisce. La coppia era in causa per l’affidamento dei due figli, entrambi minori. La dottoressa 40enne aveva raggiunto importanti traguardi professionali in Austria e mirava all’affidamento esclusivo per trasferirsi. A quanto pare il tribunale di Innsbruck aveva accolto la sua richiesta solo poche ore prima della sua morte.
  • Venerdì 21 Giugno SERENELLA MUGNAI 72 anni AREZZO
    • Sparano a Serenella, perchè è malata, ha l’alzhaimer e prendersi cura di lei è troppo faticoso. Il marito 80enne, Alessandro Sacchi preme il grilletto perchè logorato dalla grave malattia della moglie. L’uomo chiama subito i soccorsi, ma ormai Serenella non c’è più.
  • Venerdì 21 Giugno IGNAZIA TUMATIS 59 anni CAGLIARI
    • Ignazia muore con più di dieci coltellate. La mano che sferra i colpi è del marito, Luciano Ellies di 77 anni. Tutto accade al culmine di una lite, scoppiata perché la donna rincasa più tardi del solito. “Mi ha riso in faccia, non ci ho visto più”, avrebbe detto l’uomo. Ma i problemi erano più radicati: la coppia da tempo non andava d’accordo, vivevano da separati in casa. Ad avvisare la polizia sono state le figlie della vittima, allertate dal padre stesso: ”Ho ucciso la mamma”.
  • Lunedì 24 Giugno MARIA TERESA FLORES CHAVEZ 65 anni AREZZO
    • Maria muore durante un litigio, per mano del nipote 17enne. Il ragazzo vive con lei dall’età di 13 anni, la donna aveva fatto di tutto per farlo venire in Italia ed offrirgli un futuro migliore. Come tutte le nonne, a volte era severa, lo rimproverava e spesso tra i due si innescava una furiosa lite. “Mia nonna non si sveglia”, dice in un primo momento il ragazzo chiamando il 112: prova a sviare le indagini, inscena una rapina, fa scomparire anche smartphone e altri oggetti di valore. Ma la scusa è debole e la ferita sul suo volto insospettisce subito la polizia. Confesserà poco dopo, ammettendo di averla strangolata prima a mani nude, poi con il filo del caricabatterie di un cellulare.
  • Venerdì 28 Giugno MARIA ORLANDO 79 anni BEINETTE (Cuneo)
    • Maria viene strangolata in casa, per mano del marito Ernesto Bellino di 75 anni. La donna è malata di Alzheimer da tempo e viene seguita da una badante. Sarà il marito a chiamare i carabinieri per confessare, sostenendo che non riesce più a prendersi cura di lei. L’uomo è in stato di arresto e si valuta la perizia psichiatrica, dato che già in passato è stato in cura per gravi disturbi mentali. La coppia ha un figlio 50enne che abita non lontano da casa loro.
  • Sabato29 Giugno ROSETTA ROMANO 73 anni MASCHITO (Potenza)
    • Rosetta perde la vita nel tardo pomeriggio di sabato. Ad ucciderla è suo marito, Vincenzo Urbisaglia di 81 anni, ex operatore ecologico in pensione. L’ha strangolata al culmine di una lite, confessa l’uomo durante il primo interrogatorio, sostenendo di volersi proteggere dalla moglie che tentava di avvelenarlo. Arrivato in stato confusionale e di agitazione, i carabinieri aprono un indagine sull’accaduto. L’uomo, detenuto nel carcere di Potenza, si suicida pochi giorni dopo nella propria cella.

Luglio: 5 vittime

  • Giovedì 4 Luglio MANUELA PIETRANGELI 50 anni ROMA
    • Manuela muore per strada, raggiunta da almeno due colpi partiti da un fucile a canne mozze. A sparare è l’ex compagno Gianluca Molinaro di 53 anni. La donna è appena uscita dalla casa di cura “Villa Sandra”, dove è impiegata come fisioterapista. Sta per raggiungere la sua automobile per andare a prendere il figlio di 9 anni a casa dei nonni. L’uomo la raggiunge a bordo di una vettura, l’avvicina, apre lo sportello e spara. Maria cade in terra, esanime sull’asfalto. L’uomo scappa, per circa un’ora vaga lungo le strade della periferia nord-ovest della Capitale, poi si costituisce alla caserma dei Carabinieri.
  • Venerdì 5 Luglio LORENA VEZZOSI 53 anni CASALMAGGIORE (Cremona)
    • Lorena viene estratta da un’auto inabissata nel Po. Di fianco al suo corpo giace senza vita anche quello dell’ex compagno di 55 anni Stefano Del Re. In un primo momento si ipotizza un incidente, ma le telecamere di sorveglianza mostrano l’auto partire dal parcheggio vicino all’ingresso del Parco Golena del Po e percorrere a forte velocità via Alzaia. Poi la vettura urta la passerella dell’attracco comunale e cade in acqua, fino ad affondare. Dopo ore di intervento dei vigili del fuoco, la vettura viene estratta e dagli esami si evince chiaramente che solo l’uomo è morto per annegamento. Molteplici segni di tagli sul corpo della donna, ritrovato solo con gli indumenti intimi, dimostrano che Lorena è già morta durante la folle corsa in macchina. Secondo le ricostruzioni i due ex coniugi sarebbero andati nel Casalasco per fare visita ai genitori di lui. L’uomo però, quando è salito a salutare i parenti, era solo. Nelle ore successive di loro si perdono le loro tracce, fino al rinvenimento nel Po. L’assassinio era premeditato e oltre a salutare per l’ultima volta i genitori, l’uomo ha passato del tempo anche con i figli. A quanto pare, la causa dei dissapori tra i due era proprio l’affidamento dei bambini.
  • Domenica 14 Luglio MARTA MARIA OHRYZKO 32 anni ISCHIA (Napoli)
    • Marta muore in un dirupo. La caviglia fratturata, non può muoversi. Chiede disperatamente aiuto per ore, scrive messaggi al suo compagno, Ilia Batrakov, 40enne russo, con cui aveva appena litigato:  “sono caduta”, è stato inviato alle 15.45 di sabato, seguito da altre suppliche fino alle 19.33: “Perdonami per tutto… aiutami per favore ad alzarmi… con questo mi salvi”. L’uomo decide di non aiutarla e attende la notte per andare a cercarla. La trova tra la vegetazione, ancora viva e decide che per punirla avrebbe dovuto passare la notte in quel fosso. Abuso di alcol, aggressioni, maltrattamenti, minacce, pugni, schiaffi e bruciature, violenze, solo in parte denunciate, che andavano avanti da un paio di anni e che si con eludono con la morte di Marta. Il compagno chiamerà infine i carabinieri, ma cancellerà le chat su WhatsApp, sperando di non essere inchiodato. Accusato di maltrattamenti contestati nella forma più afflittiva, quella che prevede la morte, sarà condannato tra i 12 ed i  24 anni di carcere.
  • Mercoledì 17 Luglio LAURA GUAZZOTTI  67 anni SAVONA
    • Laura muore per soldi, o più esattamente al culmine di una lite per soldi. A chiamare i soccorsi è il marito 67enne Maurizio Ferrigno. Fin dalle prime ricostruzioni, le dichiarazioni dell’uomo mostrano delle discrepanze e molte contraddizioni. L’uomo confesserà di aver colpito la moglie all’altezza del petto provocandole un malore. Il primo esame esterno, confermerà la dichiarazione, mostrando lividi e un ecchimosi sul petto.
  • Giovedì 18 Luglio FRANCESCA DEIDDA 42 anni SAN SPERATE (Cagliari)
    • Francesca è stata fatta a pezzi, i suoi resti nascosti in una borsa da palestra e abbandonati nei pressi del ponte romano, vicino alla vecchia Statale 125 Orientale sarda. L’accusa di omicidio e occultamento di cadavere è per il marito Igor Sollai, camionista 43enne, ora in prigione. L’uomo continua a negare ogni responsabilità, sostenendo che la moglie si sia allontanata volontariamente. Il loro matrimonio stava per finire, e alla scomparsa della donna, il 10 maggio del 2024, si era pensato ad una fuga, una pausa da quella situazione insostenibile. Ma, con il passare dei giorni, gli amici e i parenti non riescono a mettersi in contatto con lei e il 30 maggio partono le ricerche. È il fratello di Francesca, Andrea, a sporgere denuncia ai carabinieri, convinto che il marito abbia un ruolo centrale nella vicenda. L’uomo, infatti, avrebbe tentato di depistare chi cercava la moglie utilizzando il suo smartphone, ma commette diversi errori. Gli elementi raccolti sono indizi pesantissimi, che portato all’arresto dell’uomo, ora detenuto nel carcere di Uta.

Agosto: 7 vittime

  • Martedì 6 Agosto ANNA RITA MORELLI 72 anni ROMA
    • Anna Rita sta per divorziare dal marito, Domenico Ossoli di 73 anni. Ha avviato le pratiche per il divorzio, ma l’uomo ancora non riesce a sopportarlo. Già da quattro anni non stanno più insieme e Rita vive a Roma, lontana dal paese dove risiede, l’ormai di fatto, ex marito. La distanza non scoraggia l’uomo che all’alba parte in direzione della capitale, con il solo obiettivo di uccidere la compagna. Sa bene dove trovarla, nell’auto della donna ha nascosto un rilevatore gps, con il quale osserva i suoi spostamenti. La raggiunge mentre, a bordo di una panda rossa, Rita torna a casa dopo essere stata dal veterinario. L’uomo la ferma ed esplode un colpo che la uccide. I militari sono i primi ad accorrere sul posto, allertati da alcuni residenti che hanno sentito lo sparo. Trovano Domenico in una tabaccheria, mentre chiede di chiamare i carabinieri, farfugliando di aver ucciso sua moglie. Al termine di un lungo interrogatorio confessa e viene accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Anche i figli della coppia vengono interrogati: “piuttosto che concederle il divorzio l’ammazzo”, hanno testimoniato, confermando la sua gelosia ossessiva e immotivata. Eppure nessuno lo ha mai denunciato alle forze dell’ordine.
  • Venerdì 9 Agosto LUCIA FELICI 75anni CASTEL NUOVO DI PORTO (Roma)
    • Lucia muore strangolata dal marito, Carmine Alfano di 83 anni. Alle otto del mattino alcuni vicini sentono delle urla provenire dall’appartamento della coppia e chiamano i carabinieri. Arrivati sul posto trovano il corpo di Lucia a terra, già senza vita. Il marito, trovato in stato confusionale, è da subito il primo sospettato. Confesserà poco dopo, sostenendo che non voleva “più farla soffrire”. Lucia, però, non aveva di nessuna patologia particolare e resta il dubbio sul movente.
  • Domenica 11 Agosto ANA YULEISI MANYOMA 33 anni CASANOVA (Siena)
    • Ana muore con un colpo alla testa. A spararle in camera da letto, a distanza ravvicinata, è il compagno di 26 anni Fernando Porras Baoly. Trovato illegalmente in possesso di un fucile calibro 16 caricato a pallini, viene subito arrestato. Durante l’interrogatorio sostiene che il colpo sia partito per sbaglio. Eppure la tesi non convince gli investigatori che, in corso di indagini, scoprono altre accuse per l’uomo, indagato per maltrattamenti in famiglia, detenzione abusiva di munizioni e sostanze stupefacenti. In casa, al momento del delitto, si trovavano diverse persone, come la figlia di Ana di soli 10 anni.
  • Domenica 18 Agosto LORENA PAOLINI 53 anni ORTONA (Chieti)
    • Lorena muore per un malore. Almeno così sembra quando il marito, Andrea Cieri di 51 anni, chiama i soccorsi dicendo di aver trovato la moglie agonizzante sul divano. Durante l’autopsia i paramedici notano un solco sul collo, gli esami rilevano segni di soffocamento e lividi. L’ipotesi di un malore viene immediatamente scartata: Lorena è stata strangolata. L’arma del delitto sembra essere un guinzaglio. Secondo gli inquirenti la donna sarebbe stata aggredita alle spalle nella mattinata di domenica, mentre sbrigava le faccende. In casa, come testimoniato dai parenti più stretti della donna, in quel momento c’era la figlia più piccola che dormiva. Esclusa l’ipotesi di suicidio, il marito resta il principale indagato. Nonostante l’uomo si dichiari innocente, le indagini proseguono.
  • Lunedì 19 Agosto ANNA LUPO 82 anni COLLEGNO (Torino)
    • Anna muore in strada, raggiunta da due colpi di pistola. A sparare il compagno di 81 anni, Francesco Longhitano. Subito dopo l’uomo rivolge l’arma verso se stesso, mentre urla alla compagna di “avergli rovinato la vita” e si spara. Dalle indagini emerge una situazione molto tesa tra la coppia: continui litigi durante i quali il compagno di Anna da sempre in escandescenze, a causa di una depressione dovuta ad una malattia degenerativa che ha limitato la sua capacita di camminare. 
  • Lunedì 19 Agosto GIUSEPPINA ROCCA 66 anni RIVALTA BORMIDA (Alessandria)
    • Giuseppina (per tutti Pinuccia) muore per mano del marito Luciano Turco, di 67 anni. Con una calibro 22 spara alla moglie e al figlio Daniel di 44 anni, costretto sulla sedia a rotelle dopo un incidente in moto ne ’93. Dopo la strage l’uomo si è suicidato. A trovare i corpi è il fratello di Pinuccia, che come ogni giorno andava a casa della sorella a trovare il nipote. La coppia è separata da più di vent’anni, ormai vivono in due città diverse. Quel giorno l’uomo era andato a trovare il figlio, ma con se portava l’arma regolarmente detenuta e ha fatto fuoco appena entrato in casa. Con sei colpi il 67enne, ex operaio, ha compito un massacro e non ha lasciato nulla per giustificare il suo gesto.
  • Venerdì 30 Agosto GRAZIA FRANCO 83 anni BARI
    • Grazia muore per due colpi di pistola nel suo letto, dove era costretta da tempo a causa di una malattia. A sparare il marito Giovanni Buzzotta di 84 anni, con una delle sue pistole leggermente detenute. Dopo aver ucciso la moglie, si spara a sua volta. Ad accorgersi dell’accaduto il figlio 46enne della coppia.

Settembre: 10 vittime

  • Sabato 7 Settembre ANA CRISTINA DUARTE CORREIA 38 anni MONTE MAGGIORE AL METAURO (Pesaro e Urbino)
    • Ana perde la vita a causa delle numerose ferite inflitte da un coltello a serramanico. A compiere il gesto, davanti ai tre figli, è il marito 53enne Ezio Di Levrano. Una relazione durata quattordici anni e disseminata di episodi di violenza già noti alle forze dell’ordine, anche se mai denunciati. Ana tenta di andare via di casa, portando con se i suoi figli. Forse proprio questa la causa dello scoppio della lite che è degenerata. Mentre la figlia secondogenita soccorre la madre con un’asciugamano per tamponare le ferite, il figlio più grande cerca di mettere in salvo i fratelli. Riescono ad uscire di casa e si rifugiano da una coppia di vicini, gli stessi che daranno l’allarme. L’uomo si da alla fuga ma, prima dell’alba, le forze dell’ordine lo trovano nascosto nelle campagne vicine e lo arrestano.
  • Lunedì 9 Settembre PIERA EBE BERTINI  77 anni RAVENNA
    • Piera muore annegata in una vasca da bagno. A toglierle la vita il marito Ezio Giardi, ex bancario 78enne. Piera era malata da tempo, le era stato diagnosticato l’Alzheimer e il marito si prendeva cura di lei. “Nessuno altro potrebbe curarla come faccio io” diceva, e forse proprio in queste parole la ragione del gesto. Piera doveva essere trasferita in una clinica in cui potevano occuparsi di lei giorno e notte. Un’idea che Ezio non riusciva ad accettare e quindi ha pensato di porre fine in qualche modo a quel dolore. Sarà l’uomo stesso a contattare le forze dell’ordine, costituendosi dopo aver raccontato con lucidità e senza rabbia le ragioni del suo gesto.
  • Lunedì 9 Settembre FRANCESCA FERRIGNO 62 anni GELA (Caltanissetta)
    • Francesca viene raggiunta da un fendente alla gola. Muore sul colpo. A sferrare il colpo che l’ha uccisa è Filippo Tinnirello, suo figlio primogenito di 43anni.  Probabilmente la causa del gesto è da ricercasi nell’ennesimo litigio a causa dei problemi di tossicodipendenza del del figlio. Subito dopo l’efferato gesto, l’uomo si reca sotto shock al vicino distretto di polizia per costituirsi.
  • Giovedì 19 Settembre CRISTINA MARINI 79 anni SESTRI LEVANTE (Genova)
    • Cristina muore per un colpo di pistola, mentre una telecamera interna riprende i suoi ultimi attimi. Prova schiacciante per i carabinieri del nucleo investigativo di Genova che arrestano il marito 74enne, Giampaolo Bregante, con l’accusa di omicidio volontario. L’uomo, durante l’interrogatorio, racconta che Cristina soffriva di depressione: “Non voleva prendere le medicine e a causa dei suoi problemi mentali era sempre più aggressiva”. Da qui il motivo dei continui litigi e scontri in casa tra la coppia da diversi mesi.
  • Giovedì 19 Settembre MARIA CAMPAI 42 anni VIADANA (Mantova)
    • Maria perde la vita in un garage per mano di un ragazzo 17enne, R.B. Si sono conosciuti per caso su un sito di appuntamenti e quella sera si sarebbero incontrati. Maria raggiunge il ragazzo a casa e si appartano nel garage adibito a palestra. Dopo il rapporto sessuale il giovane la blocca dal collo e inizia a colpirla sul volto per farle perdere i sensi e infine strangolarla. Dopo averla uccisa a mani nude, nasconde il corpo della donna nel vicino giardino di una villa abbandonata, sotto un cumulo di foglie. Il giorno dopo e per la settimana a seguire, R.B. va a scuola, in palestra, cena con i genitori, la sua vita continua come se niente fosse. A denunciare la scomparsa di Maria e aiutare nelle indagini è sua sorella. Sapendo dell’incontro con il 17enne, segue il ragazzo e lo riprende. Poi consegna i video ai carabinieri che lo chiamano in centrale per fargli alcune domande. Basterà poco per far confessare R.B durante l’interrogatorio: “volevo scoprire che cosa si prova a uccidere”.
  • Domenica 22 Settembre LORETTA LEVRINI 80 anni SPEZZANO DI FIORANO (Modena)
    • Loretta viene ritrovata su suo letto senza vita, strangolata dopo diversi tentativi. Lorenzo Carbone, il figlio 50enne, scappa subito dopo aver ucciso la madre. Vaga una notte senza dormire per poi recarsi nuovamente davanti casa, dove confessa tutto ai giornalisti presenti sul posto che seguivano la vicenda. “Sono io quello che state cercando – una confessione in diretta che condanna Lorenzo –  non ce la facevo più con la mamma, non riuscivo a gestirla: tra demenza e Alzheimer a volte mi diceva cose… Mi faceva un po’ arrabbiare, ma non e’ che diventassi matto. E’ che ripeteva sempre le stesse cose. Perché hai fatto questo, perché hai fatto quello. Sto male”
  • Lunedì 23 Settembre ROUA NABI 34 anni TORINO
    • Roua muore per una coltellata. Solo una all’addome, inferta dall’ex marito Abdelkader Ben Alaya di 48 anni. Ad allertare i vicini, che daranno l’allarme, sono le urla della donna e dei suoi due figli adolescenti che assistono all’aggressione mortale. All’arrivo del 118 Roua respira ancora, ma morirà poco dopo in ospedale. Nel mentre l’uomo tenta la fuga, ma sarà rintracciato e arrestato dai militari. La coppia sposata era in procinto di separarsi. Roua aveva presentato una denuncia ai Carabinieri il precedente 30 giugno: “Mi maltrattava almeno due volte al mese. Mi lanciava piatti e sedie addosso, poi mi afferrava la testa e me la piegava, oppure mi piegava il braccio e me lo girava facendomi male. Mi ha anche detto che suo fratello sarebbe venuto in Italia e mi avrebbe ammazzato”. Accusato di violenze fisiche e verbali, per l’uomo fu disposta la detenzione in carcere. Dopo 12 giorni la modifica della misura cautelare in divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il dispositivo però, la sera del delitto, è fuori uso.
  • Mercoledì 25 Settembre GIUSI MASSETTI 43 anni e MARTINA GLEBONI 26 anni NUORO
    • Giusi muore insieme a sua figlia Martina. Roberto Gleboni spara alla sua famiglia nell’abitazione dove risiedono. Colpisce anche gli altri due figli di 14 e 10 anni che vengono ricoverati d’urgenza. In serata sarà attestata la morte celebrale del più piccolo, Francesco. Il 52enne, spara alla moglie al culmine di una lite. Quattro colpi, due alla testa e due al torace. Poi rivolge la semiautomatica 7,65 verso i figli, sparandogli in testa. Uscito dal portone del palazzo incontra per caso il proprietario di casa, Paolo Sanna, e spara anche lui al volto, uccidendolo. In tutta fretta si dirige verso l’abitazione della madre, Maria Esterina Riccardi di 83anni, le punta l’arma contro e spara ferendola al viso, fortunatamente in maniera non grave. In quella stessa stanza, davanti agli occhi di sua cosciente, l’uomo rivolgere verso di se la pistola e si toglie la vita. Una strage apparentemente incomprensibile, ma dalle prime indagini emergono i dissapori tra la coppia. Giusi voleva separarsi dal compagno troppo ossessivo e che reagiva in maniera spropositata anche per problemi banali: «Sono stanca di lui, sto bene da sola», avrebbe confidato a un’amica.
  • Sabato 28 Settembre LUCIA SALCONE 47 anni SAN SEVERO (Foggia)
    • Lucia brucia, imprigionata nel rogo che avvolge la sua Fiat 500, divampato dopo l’impatto contro un albero. Alla guida dell’auto il marito, Ciro Calandriello di 46 anni, che riesce a salvarsi riportando solo poche ustioni alle mani e alle braccia. Ma alcune tracce di benzina trovate nell’auto innescano i primi sospetti: cosa ci fa della benzina in un’auto che va a diesel? Inoltre, la velocità con cui procedevano non superava i 40 km orari, troppo moderata anche per far aprire l’airbag. Pochi elementi, ma determinanti, che portano il marito ad essere indagato a piede libero per omicidio volontario. Cosa ha causato l’incendio? Lucia potrebbe essere morta ancor prima dello schianto e forse l’incidente sarebbe stato un modo per “coprire” il femminicidio? Su queste ipotesi, però, gli investigatori non si sbilanciano. I dubbi saranno dipanati dai periti, che depositeranno le loro conclusioni entro 60 giorni.

Ottobre: 10 vittime

  • Domenica 6 Ottobre MARIA ARCANGELO TURTURO 60 anni GRAVINA IN PUGLIA (Bari)
    • Maria è distesa a terra, per strada, mentre suo marito seduto a cavalcioni la blocca e le schiaccia il torace. Giuseppe Lacarpia, 65 anni, avrebbe prima dato fuoco alla Fiat Panda su cui viaggiava con la moglie, per poi cercare di intrappolarla e bruciarla viva. Maria, nonostante le gravi ustioni, riesce a trascinarsi fuori dall’auto, provando a fuggire. È in quel momento che l’uomo si butta addosso e con tutto il suo peso la schiaccia, provocandole diverse fratture allo sterno e alle costole. Ferite che hanno causato la compressione del cuore e dopo in ospedale, la morte. Il 65enne prova a difendersi, sostiene che l’auto si è schiantata contro un muretto e che ha trascinato fuori la compagna, cercando di salvarla. Per sua sfortuna tutta la scena è stata ripresa da un gruppo di ragazzi passati per caso. Una prova schiacciante se aggiunta alla testimonianza della figlia di Maria, rimasta fino alla fine accanto alla madre, ad ascoltare le sue ultime parole: “Mi ha chiusa in macchina con le fiamme. Mi ha messo le mani alla gola, mi voleva uccidere”.  L’uomo era già stato in carcere 15 anni fa, con l’accusa di aver tentato di uccidere il figlio, intervenuto per sedare una lite tra i genitori. Dopo anni passati a infliggere numerose aggressioni fisiche e maltrattamenti nei confronti di Maria, Lacarpia viene accusato di omicidio aggravato e premeditato. Verrà recluso nel carcere di Bari dove si toglierà la vita.
  • Mercoledì 9 Ottobre ELEONORA TOCI 24 anni SAN FELICE A CANCELLO (Caserta)
    • Eleonora muore strangolata dal marito Lulzim Toci, di 30 anni. La donna dorme serena nel suo letto quando la furia del compagno la coglie di sorpresa. Prova a difendersi, ma non c’è nulla da fare. L’uomo, poi, esce di casa per dirigersi dal fratello e farsi accompagnare in ospedale. La cognata, insospettita dall’insolita visita, videochiama Eleonora ma a rispondere sono i suoi bambini di 4 e 6 anni. Mostrano il corpo senza vita della madre e dicono: ”È stato papà”. I carabinieri arrestano il 30enne, al momento detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dovrà risponderà all’accusa di omicidio aggravato.
  • Sabato 12 Ottobre FLAVIA MELLO AGONIGI 54 anni PONTEDERA (Pisa)
    • Flavia sembra scomparsa. Non si hanno sue notizie dalla notte del 12 ottobre. Iniziano le ricerche: dal suo pc vengono esaminate le ricerche di google maps, fino a rintracciare l’ultima. A quell’indirizzo è ferma la sua auto, proprio vicino alla casa di Kristian Emanuele Nannetti, 34 anni. Le ricerche continuano, è il 25 ottobre e il corpo senza vita di Flavia viene scoperto in una cisterna di in una cantina. Nel locale sovrastante dorme il presunto assassino, in un’abitazione senza corrente elettrica. L’uomo confessa subito il delitto e ora deve rispondere dei reati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il 34enne sarebbe entrato in contatto con la vittima attraverso un sito di incontri e l’avrebbe uccisa con quattro coltellate al fianco e alle spalle, al culmine di una lite scaturita da un disaccordo sul prezzo della prestazione.
  • Martedì 15 ottobre SILVIA NOWAK 58 anni CASTELLABATE  (Salerno)
    • Silvia scompare. La denuncia arriva dal marito 68enne Kai Dausel. Tre giorni dopo, il corpo semi carbonizzato della donna viene ritrovato in un area boschiva non lontano dall’abitazione della coppia. Dall’autopsia emerge che Silvia è stata uccisa con un corpo contundente che le ha sfondato il cranio, mentre altri tagli sono stati repertati su collo e bacino. Primo e unico sospettato è proprio il compagno: decisive le immagini delle telecamere di video sorveglianza che riprendono l’uomo uscire dall’abitazione il giorno della scomparsa della donna. L’uomo è in carcere al momento ma si dichiara innocente, le indagini sono ancora in corso.
  • Mercoledì 16 Ottobre PATRIZIA RUSSO 53 anni SOLERO (Alessandria)
    • Patrizia viene accoltellata mentre dorme per mano di Giovanni Salomone, il marito 61enne. Originaria di Agrigento, la coppia sembra all’apparenza affiatata, nessun litigio o tensione, nessuno sospetta una fine simile. Sarà l’uomo a chiamare i carabinieri per costituirsi e poco tempo dopo in cercare cercherà di togliersi la vita. Il gesto fallirà grazie all’intervento delle guardie carcerarie. Patrizia lascia due figli e tanti perché sulla sua morte, senza risposta.
  • Venerdì 18 Ottobre CAMELIA ION 56 anni CIVITAVECCHIA (Roma)
    • Camelia vive per strada, come ogni sera va alla stazione di Civitavecchia per cercare un posto dove passare la notte. Intorno alle due, il suo ex compagno 41enne, Lucian Tuduran la raggiunge. Prima aggredisce Camelia, poi la strangola, fine a toglierle la vita. Da tempo l’uomo la stalkerizzava e a seguito di una denuncia era stato provvisto di braccialetto elettronico. Purtroppo, quella notte, Maria non aveva con se il telefono che le forze dell’ordine le avevano dato per monitorare gli spostamenti dell’uomo. Non è riuscita neanche a chiedere aiuto. Il suo corpo è stato trovato poco dopo in un parcheggio accanto alla stazione.
  • Venerdì 18 Ottobre CELESTE RITA PALMIERI 56 anni SAN SEVERO (Foggia)
    • Rita esce dal supermercato e all’improvviso viene raggiunta dal marito, Mario Furio di 59 anni. La stava aspettando nel parcheggio, pronto a spararle in testa. Così muore Rita, per mano di un uomo da cui si voleva separare e che aveva denunciato più volte per stalking. Il compagno era provvisto di braccialetto elettronico che a quanto pare non ha funzionato correttamente, avvisando la donna della sua presenza solo pochi metri prima che la raggiungesse. L’uomo, agente della polizia penitenziaria in pensione, è poi tornato nella sua auto e rivolta l’arma verso se stesso ha fatto fuoco, uccidendosi.
  • Giovedì 24 Ottobre MARINA CAVALIERI 62 anni MEDESANO (Parma)
    • Marina muore con un colpo di fucile alla testa. Nessuno sente nulla. Il suo corpo verrà ritrovato giorni dopo da una nipote, nella sua abitazione. Iniziano le indagini ma del marito, Giovanni Vascelli di 65 anni, non c’è traccia. L’arma del delitto, una carabina di piccolo calibro regolarmente denunciata, apparterrebbe a lui rendendolo il principale indiziato. Dopo ore di ricerche, l’uomo viene rintracciato e fermato a Orbetello, in Toscana. Marina e il marito erano una coppia all’apparenza felice, insieme da più di 30 anni. Non sono ancora chiare le cause, ma il sospetto ricade su una folle gelosia.
  • Giovedì 24 Ottobre ANONIMO 69 anni MATERA
    • Silvia (nome di fantasia) perde la vita nella sua casa, per mano del marito di 77 anni. Soffocata dall’uomo che avrebbe dovuto prendersi cura di lei e che, subito dopo, tenta di togliersi la vita. Soccorso dai parenti sarà portato in ospedale dove, una volta fuori pericolo, ammetterà le proprie responsabilità.
  • Venerdì 25 Ottobre AURORA TILA 13 anni PIACENZA
    • Aurora si aggrappa alla ringhiera del balcone all’ottavo piano della palazzina in cui abita. Prova a reggersi con tutte le sue forza, ma qualcuno prende a pugni le sue mani, fino a quando, esausta, molla la presa. Precipita per 12 metri e muore. Diversi testimoni assistono alla scena e riescono ad identificare la persona con lei: è il suo ex fidanzato M.S. di 15 anni. Sarebbe stato lui a spingerla, forse al culmine di una lite, forse perché Aurora aveva troncato la relazione. M.S. non ammetterà la sua responsabilità, dirà anzi di averla aiutata e di aver assistito impotente all’accaduto. Ma la madre e la sorella di Aurora sanno che il ragazzo è pericoloso, da tempo maltrattava la figlia, a volte anche alzando le mani, la stalkerizzava, dormiva sul pianerottolo, si appostava sul tetto del palazzo pur di incontrarla. La madre di Aurora aveva tentato da tempo di allertare le autorità: ”Ho direttamente parlato con il servizio sociale, a cui ho dimostrato le mie paure e mi è stato risposto che erano infondate, che era un amore infantile”.

Novembre: 4 vittime

  • Sabato 9 Novembre MARIA ESTERINA RICCIARDI 84 anni NUORO
    • Maria Esterina è la madre dell’autore della strage di Nuoro, Roberto Gleboni. La donna, ferita gravemente nell’aggressione, è morta questa mattina all’ospedale San Francesco dopo settimane di cure intensive in rianimazione, diventando la sesta vittima della tragedia avvenuta lo scorso 25 settembre.
  • Giovedì 14 Novembre SILVANA LA ROCCA 73 anni MARINA DI LEPORANO (Taranto)
    • Silvana muore accoltellata più volte dal figlio Salvatore Dettori, ex sottufficiale della Marina militare di 46 anni. Trovano il corpo della donna nel giardino di casa, con lo sterno aperto e senza il cuore. Le accuse ricadranno sul figlio che confesserà di aver ucciso la madre perché non voleva ospitarlo a casa nonostante i suoi problemi economici. Non riusciva più a pagare le rate del mutuo e aveva accumulato un grosso debito. Ma l’uomo fornirà anche dichiarazioni contrastanti e alcune giudicate inverosimili, come quella di aver ammazzato la madre perché lo costringeva, «influenzata da altre persone», a mangiare «carne umana», ossia i resti del corpo di suo padre.
  • Lunedì 18 Novembre MARGHERITA COLOMBO 73 anni CASSINA VLVASSINA (Lecco)
    • Maria muore nella sua casa, per mano del figlio, il 48enne Corrado Paoli. L’uomo incosciente, era disteso a terra, accanto al divano dove giaceva il corpo senza vita della madre. A dare i sospetti sulla sua colpevolezza, alcuni vestiti della madre piegati ordinatamente sul letto, apparentemente l’abito che avrebbe indossato al suo funerale.
  • Martedì 18 Novembre LUISA TROMBETTA 80 anni TERRACINA (Latina)
    • Luisa muore soffocata dal marito 90enne Otello De Castris. Al principio una lite iniziata banalmente come tante altre, ma finita con una telefonata dell’uomo alla figlia: «Ho fatto una cosa brutta». Dopo aver comunicato l’assassinio di sua moglie, il marito di Luisa si siede davanti casa, su un muretto, in attesa delle forze dell’ordine.

Dicembre: 4 vittime

  • Domenica 1 Dicembre MARIA CRISTINA PUGLIESE 27 anni CALDIERO (Verona)
    • Maria Cristina si impicca nel bagno della propria abitazione. Almeno così sembra in principio. Eppure ci sono diversi elementi che non tornano agli investigatori in merito alla sua morte. Così il primo ad essere stato iscritto nel registro degli indagati è proprio il compagno, Marco Cristofori di 40 anni. È stato lui a dare l’allarme ai carabinieri dopo aver trovato il corpo senza vita della 27enne. Secondo la versione dell’uomo, la fidanzata madre di una bambina di cinque anni, avrebbe usato il tubo flessibile della doccia per impiccarsi. Ma la famiglia respinge categoricamente l’ipotesi che Maria Cristina volesse togliersi la vita. Parlano di una lite avvenuta la sera prima tra la coppia, di un tavolino rotto in casa e dell’amore di Maria Cristina per la vita e la sua bambina.
  • Mercoledì 4 Dicembre MARINA BASSOLI 64 anni ALTEDO (Bologna)
    • Marina muore uccisa a colpi di pistola. A sparare è suo marito, il 71enne Luciano Baraldi. L’uomo poi rivolge la pistola verso di se e si toglie la vita. Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di mercoledì, quando l’infermiera che si occupa di Marina trovi i corpi senza vita distesi sul divano. Accanto a loro un biglietto apparentemente scritto da entrambi, in cui spiegano il perché dell’estremo gesto, dettato dalle gravi condizioni di salute di Marina, destinate a peggiorare.
  • Lunedì 16 Dicembre ANTONELLA TARABRA 61 anni MONCALIERI (Torino)
    • Antonella viene uccisa a coltellate per mano del marito Emanuele Tuninetti, di 69 anni. L’uomo, poi, si suiciderà impiccandosi. La coppia viveva da sola in una casa in campagna, non avevano figli e il motivo del gesto resta tuttora sconosciuto.
  • Giovedì 19 Dicembre EMANUELA MASSICCI 45 anni RIPABERARDA (Ascoli Piceno)
    • Emanuela viene massacrata di botte dal marito Massimo Malavolta, operaio 48enne. L’uomo chiama il padre sostenendo che la compagna non si sente bene e che non riesce a respirare. Nel frattempo Emanuela muore a causa delle percosse. A questo punto il marito prende un coltello e si taglia i polsi. Ad aprire la porta, all’arrivo delle forze dell’ordine, saranno i figli della coppia, di 5 e 10 anni. Ricoverano il marito di Emanuela nel reparto di rianimazione all’ospedale di Ascoli Piceno. Non è in pericolo di vita e viene accusato di omicidio volontario. L’uomo aveva già dei precedenti per atti persecutori e percosse nei confronti di un’altra donna. Tuttavia non risultano denunce da parte della vittima nei confronti del marito, né segnalazioni o interventi da parte delle forze di polizia per liti o violenze in famiglia.

Questo elenco e le statistiche riportate in questo articolo evidenziano la gravità del problema della violenza di genere in Italia e l’importanza di adottare misure adeguate per prevenire tali crimini, proteggere le donne e perseguire i responsabili.

Non dobbiamo abbassare la guardia.

Elencare i femminicidi in Italia nel 2024 serve a vigilare e a non dimenticare le donne vittime di questa terribile barbarie.

Joyce Donnarumma

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