Dicembre 4, 2021
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Spesso ripeto che bisogna leggere Dostoevskij poiché entrare nel mondo articolato e ricco della letteratura russa del XIX secolo è un’avventura entusiasmante che parte dalla grande madre Russia e, attraverso una poetica di tenebre e luce capace di insinuarsi in ogni piega dell’animo umano, ci porta come ultima tappa alla scoperta di noi stessi. Per tale motivo, oggi più che mai, Fëdor Dostoevskij è un moderno bicentenario.

I suoi personaggi tratteggiano le miserie del nostro tempo

Dostoevskij è perdizione, arriva talmente tanto a costringerci a guardarci allo specchio da rivelarci il nostro lato più inconfessato, spazzando via la polvere che ricopre i nostri demoni addormentati. Demoni nascosti al caldo pronti a tormentarci nei giorni bui in un modo talmente subdolo che non ammettiamo neanche a noi stessi la loro esistenza. Eppure esistono, e hanno fame. Del resto se Raskolnikov e il principe Myskin, ci affascinano tanto è perchè parlano di noi, con estremo realismo e devastante intensità. Chi ha il coraggio di negare che ci riconosciamo nei loro rimorsi, nei loro peccati di presunzione, negli istinti più biechi ma anche, a volte, nelle aspirazioni spirituali più alte, fin quasi a percepire il concetto stesso di sublime.

Come la scoperta dell’amore, o la scoperta del mare, scoprire Dostoevskij marca una data memorabile nelle vostre vite.

Borges

A 200 anni dalla sua nascita ecco i suoi Demoni che diventano le nostre Notti Bianche

Anno 2021, non è forse questo il mondo che stiamo vivendo? La dimensione umana nella quale cia siamo miseramete impaludati? Un mondo sempre più atomizzato e intriso di nevrosi “Dostoevskijane”, una società egocentrica sempre più chiusa in sé stessa. Il mondo dei valori mercificati, dell’immediatezza, della più profonda disperazione e della più brutale cattiveria. Nebbie che forse non spaventerebbero il grande scrittore russo, ma che forse gli fornirebbero l’ispirazione per scrivere altri capolavori.

Eppure leggere Fëdor Dostoevskij è la bellezza che ci salverà

Perchè impariamo o per quanto mi riguarda riscopriamo l’importanza di vivere al limite estremo di sé e degli altri, dell’essere sempre al limite in bilico tra bene e male. Sempre ad un passo sul confine che separa il credo dall’ateismo, il nichilismo dalla fede profonda. Con la sua scrittura Dostoevskij ci lascia una testimonianza di grande ricchezza, di potente penetrazione psichica che tratteggia i limiti della nostra vita e cosa accade quando questi limiti li forziamo, li oltrepassiamo quasi in preda a una febbre incurabile. dei limiti della nostra vita spirituale e sessuale che ha percepito e che ha descritto. È per questo motivo che oggi, in una società apparentemente senza valori, Dostoevskij, paradossalmente, è l’appiglio per poter zittire i nostri demoni poichè la sua scrittura così umana ci insegna che nulla conta se non la bellezza “poichè senza non potremmo più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui”.

Giovanni Scafoglio

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