Febbraio 25, 2024
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Censura e Sanremo sono stati negli anni spesso veri e propri sinonimi. Alcuni capolavori, ad esempio alcuni di Tenco, furono letteralmente massacrati da commissioni bigotte e bacchettone. Del resto è sempre stato così. Il Festival è una vera e propria dimensione alternativa, dove Vasco Rossi viene sorvegliato più strettamente di un gatto vicino a una gabbia di canarini, ogni allusione alla droga viene sterilizzata con una precisione chirurgica, trasformando potenti manifesti generazionali in innocue filastrocche su frutta e mezzi di trasporto. Per non parlare del sesso e dei suoi derivati!!! Ecco dieci canzoni famose censurate!

  1. “Donna Felicità” dei Nuovi Angeli, scritta da Roberto Vecchioni nel 1971, fu esclusa per via di versi ritenuti inquietanti dalla Commissione Selezionatrice riguardanti allusioni sessuali troppo esplicite.
  2. “4/3/1943” di Lucio Dalla, originariamente intitolata “Gesù bambino”, ha subito modifiche nel testo per attenuare riferimenti considerati inappropriati riguardanti una ragazza madre e il figlio di un soldato alleato.
  3. “I giorni dell’arcobaleno” di Nicola Di Bari, vincitrice nel 1972, fu oggetto di censura per i versi che parlavano della scoperta del sesso da parte di una ragazzina, modificati per attenuare il riferimento.
  4. “Un calcio alla città” di Domenico Modugno fu accusato di “istigazione all’assenteismo” per i suoi versi critici verso la vita da ufficio​​.
  5. “A me mi piace vivere alla grande” di Franco Fanigliulo nel 1979 vide la modifica di versi che facevano riferimento alla cocaina, cambiati in un testo più innocuo​​.
  6. “Voglio l’erba voglio” di Francesco Magni, presentata nel 1980, dovette cambiare versi che facevano allusione all’uso di droghe​​.
  7. “Vado al massimo” di Vasco Rossi, nel 1982, subì la modifica di versi che alludevano all’uso di droghe​​​​.
  8. “La visione” di Elio e le Storie Tese, presentata nel 1999, fu problematica per l’uso ripetuto di parole ritenute volgari e fu poco trasmessa dalle radio italiane​​.
  9. “Il vento” di Lucio Battisti, scritta per i Dik Dik e poi inserita nel suo primo album, non fu trasmessa dalla Rai a causa del suo tema sull’abbandono coniugale​​.
  10. Il caso di Madame nel 2023, dove il titolo originale della canzone “Puttana” fu cambiato in “Il bene nel male” per evitare controversie, pur mantenendo il testo in cui la parola è centrale​.

Luigi Tenco

Nel 1962 ebbe quasi tutte le canzoni del suo primo LP censurate dalla Commissione d’ascolto della RAI, con l’eccezione di “Angela” e “Mi sono innamorato di te”. Il clima di censura dell’epoca riguardava anche testi che alludevano a temi considerati inopportuni o che esprimevano critiche sociali e politiche​​. La canzone “Ciao amore ciao”, presentata da Tenco al festival di Sanremo del 1967, subì modifiche nel testo rispetto alle versioni originali che trattavano temi sociali e politici più esplicitamente. La versione presentata a Sanremo aveva adottato un approccio più poetico, focalizzandosi su temi come il lavoro e l’emigrazione, mantenendo comunque una forte carica critica​

“Il vento” di Lucio Battisti

una canzone che parlava di un abbandono coniugale, fu considerata troppo audace per gli anni ’60, tanto che la Rai decise di non trasmetterla. La sensibilità dell’epoca non permetteva di trattare apertamente relazioni coniugali fallite o di descrivere in maniera romantica l’abbandono.

“Vado al massimo” di Vasco Rossi

Nel 1982 Vasco fu un altro esempio di censura, questa volta per le allusioni alla droga contenute nel testo, che furono modificate per poter partecipare al Festival di Sanremo.

E’ un mondo rovinato da bigotti e bacchettoni che pregano e difendono la morale in pubblico ma peccano in privato, convinti che Dio abbia il dono dell’ubiquità ma non quello della vista.

Giovanni Scafoglio

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