Maggio 20, 2024
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Quindici anni fa, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, una tragedia ha colpito il cuore dell’Italia. Il terremoto de L’Aquila, un evento sismico devastante, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione, dolore, e perdita. Mentre L’Aquila e i comuni limitrofi si preparano a commemorare questo triste anniversario, ci fermiamo a riflettere su quanto accaduto quella notte e sul lungo cammino di ricostruzione intrapreso da allora. Ma a che punto siamo con la ricostruzione? E chi ha pagato per le gravi negligenze?

La terra ha tremato poco dopo la mezzanotte, con una magnitudo di 6.3 Mw, centrando la città dell’Aquila e altri 56 comuni dell’Abruzzo

In pochi istanti, migliaia di edifici storici e case sono crollati o sono stati gravemente danneggiati, lasciando 309 vittime e oltre 1.500 feriti. Circa 65.000 persone hanno perso la loro casa, costrette ad affrontare il freddo e la disperazione nelle tendopoli allestite in fretta.

Oltre al dolore immediato per le vite perdute, il terremoto ha scosso profondamente le fondamenta della comunità, mettendo a dura prova la resilienza e la solidarietà degli aquilani. Nei giorni e nei mesi successivi, il mondo ha assistito a una delle più complesse operazioni di soccorso e ricostruzione, un impegno che continua ancora oggi, con il lavoro incessante per ripristinare il patrimonio culturale e riedificare le infrastrutture cittadine.

Il 15° anniversario del sisma è un momento di profonda riflessione per tutta la nazione. L’Aquila ricorda con una serie di eventi che abbracciano incontri culturali, commemorazioni religiose, concerti, e iniziative di solidarietà. Al centro di tutto, la fiaccolata del 5 aprile e la lettura dei nomi delle vittime al Parco della Memoria, atti di commemorazione che uniscono la comunità nel ricordo e nella speranza.

Quest’anno, il programma delle commemorazioni riflette un forte desiderio di mantenere viva la memoria, ma anche di guardare al futuro con determinazione. Dall’incontro con gli studenti all’inaugurazione di opere d’arte, dalla proiezione di film alla celebrazione di messe in suffragio, ogni evento è un tassello di un mosaico di resilienza, memoria e rinascita.

A quindici anni dal terremoto de L’Aquila a che punto è la ricostruzione?

A quindici anni dal sisma del 6 aprile 2009, la ricostruzione de L’Aquila ha compiuto passi significativi, ma alcune aree rimangono in fase di completamento. La ricostruzione si è concentrata maggiormente sul centro della città, evidenziando una rinascita e un miglioramento notevoli sia in termini estetici che funzionali. Comuni nel cratere del sisma, avendo avuto la possibilità di prendere decisioni in modo autonomo, si trovano in una fase più avanzata del processo di ricostruzione rispetto ad alcune frazioni dell’Aquila, che continuano a risentire di ritardi​.

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila (USRA), attivo nel monitoraggio e nella gestione degli interventi, non ha fornito dettagli aggiornati specifici sul sito al momento della consultazione, ma continua a essere il punto di riferimento principale per tutte le informazioni e gli aggiornamenti riguardanti la ricostruzione sia privata che pubblica nella città e nei comuni colpiti dal sisma​.

Resta che dopo 15 anni, nel cratere dell’Aquila, la ricostruzione privata, intesa come consegna delle case, è al 75%, con previsioni di completamento entro due anni. Tuttavia, per quanto riguarda l’assegnazione dei finanziamenti, siamo all’86%, con stime di tre o quattro anni per completare questo processo.

A che punto sono i processi legati al terremoto de L’Aquila?

Le cause legali e le indagini legate al terremoto de L’Aquila del 2009 hanno portato a diverse condanne e risarcimenti significativi negli anni. Recentemente, sono stati emessi ulteriori giudizi che coinvolgono enti governativi e individuali per le loro responsabilità nel disastro.

Una delle sentenze più recenti riguarda il risarcimento di 6 milioni di euro a 20 parti civili, deciso dal Tribunale civile dell’Aquila. Questa sentenza è legata alle rassicurazioni date dall’ex vice capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, prima del sisma, che avevano indotto la popolazione a rimanere nelle proprie case. De Bernardinis era già stato condannato a 2 anni di reclusione in precedenza. Questo risarcimento segue un’altra sentenza che aveva imposto un risarcimento di 8 milioni di euro a 30 parti civili per motivi simili​.

La Corte di Cassazione ha inoltre confermato le condanne relative al crollo della Casa dello Studente, avvenuto durante il terremoto, marcando un punto importante nel riconoscimento delle responsabilità legate ai danni e alle perdite di vite umane causate dal sisma.

Questi giudizi rappresentano soltanto una parte delle numerose cause legali che sono state avviate a seguito del terremoto de L’Aquila. Essi sottolineano le conseguenze legali di lungo termine che possono seguire disastri naturali di tale entità, in particolare quando emergono questioni di negligenza o malgestione da parte delle autorità o di altri attori coinvolti. Queste sentenze riflettono anche l’impegno continuo verso la ricerca di giustizia e il riconoscimento del dolore e delle perdite subite dalle vittime e dai loro familiari.

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