Febbraio 25, 2024
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Vittorio Sgarbi, attuale sottosegretario alla Cultura, sarebbe oggetto di un’indagine per il presunto reato di riciclaggio di beni culturali. Questa indagine fa seguito a un’altra per esportazione illecita di opere d’arte, avviata dalla Procura di Imperia, che si concentra su un dipinto attribuito a Rutilio Manetti, scomparso dal Castello di Buriasco nel 2013 e riapparso a Lucca nel 2021 come proprietà di Sgarbi. La Procura di Macerata avrebbe però confermato di avere trasmesso il fascicolo relativo a Sgarbi, e i carabinieri hanno sentito il restauratore e i titolari dell’impresa che avrebbe eseguito una copia dell’opera. Potrebbe dunque essere credibile la notizia che vedrebbe Vittorio Sgarbi indagato per furto di beni culturali.

L’avvocato di Sgarbi, Giampaolo Cicconi, ha sottolineato che non è stata ricevuta alcuna comunicazione di ipotesi di reato dalla Procura della Repubblica di Macerata

evidenziando la possibile violazione del segreto istruttorio. Sgarbi stesso ha negato di aver ricevuto qualsiasi avviso d’indagine e di aver commesso il furto, descrivendo le accuse come “fantasiose e ridicole” e affermando di essere vittima di una “aggressione politica” da parte dei media.

Inoltre, Sgarbi sostiene che l’opera in suo possesso è in buone condizioni e differisce da quella rubata, e che qualsiasi valutazione dovrebbe essere fatta sull’opera originale, esposta a Lucca, che lui considera diversa da quella rubata. Ha anche menzionato la possibile implicazione di restauratori e fotografi nelle accuse a suo carico.

Nel frattempo, diverse forze politiche, tra cui Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, hanno chiesto la revoca di Sgarbi dal suo incarico di sottosegretario, citando le gravi accuse a suo carico e la loro potenziale influenza sul ministero della Cultura.

Ricapitoliamo i fatti relativi all’accusa secondo la quale Vittorio Sgarbi sarebbe indagato per furto

L’indagine su Vittorio Sgarbi è complessa e coinvolge diverse accuse e sviluppi. Ecco un riassunto più dettagliato dei fatti con le relative fonti:

Indagine e accuse

  • Riciclaggio di Beni Culturali: Sgarbi è indagato dalla Procura di Macerata per il reato di riciclaggio di beni culturali, previsto dall’art. 518-sexies del codice penale. Questo reato punisce chi sostituisce o trasferisce beni culturali provenienti da delitto, ostacolando l’identificazione della loro provenienza delittuosa​​. Fonte Skytg24
  • Furto di Beni Culturali: Secondo Il Fatto Quotidiano, Sgarbi è indagato per furto di beni culturali. Il fascicolo riguarderebbe un dipinto attribuito a Rutilio Manetti, trafugato dal Castello di Buriasco nel 2013 e poi riapparso a Lucca nel 2021 come “inedito” di proprietà di Sgarbi​​. Fonte Ansa.

Sviluppi dell’Indagine

  • Procura di Imperia: L’inchiesta originaria sulla presunta esportazione illecita di un quadro all’estero, relativa al Valentin de Boulogne, è stata aperta dalla Procura di Imperia, poi trasferita a Macerata per competenza territoriale​​. Fonte SkyTg24
  • Coinvolgimento dei Carabinieri: I Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno inviato gli atti alla Procura di Macerata. Hanno anche sentito il restauratore e i titolari dell’impresa che avrebbero eseguito una copia dell’opera​​​​. Fonte Ansa.
  • Trasferimento del Fascicolo: Il fascicolo è stato trasferito alla Procura di Macerata, considerando il domicilio di Sgarbi a San Severino Marche​​​​. Fonte Ansa.

Reazioni e Difese

  • Sgarbi: Ha negato di aver ricevuto avvisi d’indagine e di aver commesso il furto, descrivendo le accuse come “fantasiose e ridicole”. Sostiene che l’opera in suo possesso è differente da quella rubata e che la sua provenienza è legittima​​​​.
  • Avvocato di Sgarbi: Giampaolo Cicconi, avvocato di Sgarbi, sottolinea la mancanza di comunicazione ufficiale dalla Procura e solleva preoccupazioni riguardo alla possibile violazione del segreto istruttorio​​.

Le reazioni politiche non sono mancate. Il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno chiesto la revoca di Sgarbi dal suo incarico di sottosegretario, citando le gravi accuse e il potenziale impatto sul ministero della Cultura​​.

Da parte sua Sgarbi ha affermato che l’opera in suo possesso è stata trovata in buone condizioni e che differisce da quella rubata. Mettendo, di fatto, in discussione anche il ruolo di restauratori e fotografi coinvolti nel caso​​.

Ginevra Leone

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