Maggio 14, 2021
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Giotto e gli Uffizi celebrano Dante grazie a due capolavori della pittura medievale. Il celebre Polittico di Badia di Giotto e il ‘San Francesco riceve le Stimmate’ del Maestro della Croce 434 ed una tela del 1854 di Annibale Gatti ‘Dante in esilio’. Queste opere, custodite a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, verranno concesse in prestito dal museo in occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri per il progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente.

Si tratta di tre mostre

che vogliono omaggiare il Sommo Poeta attraverso differenti prospettive organizzate da Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla cultura e dal MAR – Museo d’Arte della cittàdi Ravenna. A testimonianza del profondo legame tra Firenze, città natale del sommo poeta, e Ravenna, la città che fu il suo ‘ultimo rifugio’ e che ne conserva le spoglie, la Galleria degli Uffizi e il Comune di Ravenna hanno infatti firmato unaccordodi collaborazionepluriennale: nel 2021 i primi prestiti del museo fiorentino alla mostra Le Arti al tempo dell’esilio.

Altri seguiranno con cadenza annuale, in occasione di ogni settembre dantesco, cui si aggiungerà il deposito a lungo termine di alcune opere che saranno parte integrante del progetto Casa Dante.


La mostra Le Arti al tempo dell’’esilio,

curata di Massimo Medica, direttore dei Musei civici d’Arte Antica di Bologna, ed allestita dal 6 marzo al 4 luglio 2021 nella chiesa di San Romualdo a Ravenna, potrà contare su due capolavori degli Uffizi.
Il Polittico di Badia diGiotto e un dipinto a tempera e oro su tavola del Maestro della Croce 434, San Francesco riceve le stimmate, databile intorno al 1250.

Giotto e gli Uffizi celebrano Dante  in occasione del Settecentesimo anniversario della morte. Due suoi capolavori in mostra a Ravenna
Giotto e gli Uffizi celebrano Dante


Le opere presenti in questa prima sezione costituiscono la necessaria premessa per affrontare i temi dell’esposizione, incentrata soprattutto sul periodo dell’esilio del poeta. Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa, Ravenna, sono alcune delle città che Dante ebbe occasione di visitare in questi anni: quali opere ebbe occasione di vedere? seguendo le peregrinazioni del poeta, la mostra intende ripercorrere un ideale itinerario di immagini, una sorta di mappa delle sue conoscenze artistiche.

Nelle opere di Dante e in particolare nella Commedia, infatti, la forza delle immagini e l’esperienza visiva ricoprono un ruolo centrale.


Per la ricostruzione del ‘viaggio’ dantesco attraverso opere d’arte riconducibili ai luoghi dell’esilio, è necessario partire da Firenze, dove tutto ha inizio.

L’’origine fiorentina del poeta

gli permise, infatti, di conoscere l’incalzante rivoluzione artistica nella sua città natale,che troverà proprio con Giotto, nella scoperta del vero e nella certezza dello spazio misurabile, una dimensione universale e nazionale, così come lo stesso Dante sperimentava in quegli anni conla sua ricerca del “volgare illustre” quale lingua per l’intera penisola italiana.

Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt:

“”La collaborazione istituzionale tra gli Uffizi e Ravenna, in casi di progetti importanti come questo, pone in primo piano il territorio e la sua storia, ne esalta i valori, promuove la conoscenza e, non ultimo, diventa un ingranaggio fondamentale della ripresa dopo la pandemia. Il volgare fiorentino è diventato lingua letteraria nazionale grazie a Dante, Giotto ha diffuso in tutta Italia una forma espressiva nuova e radicale, alla base di ogni sviluppo artistico successivo: solo riallacciandoci a quegli esempi coraggiosi di apertura possiamo fare del nostro patrimonio una forza sociale per l’intero Paese”.”

Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
tel +39 0544 482775 | 482487
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
www.mar.ra.it


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