Aprile 17, 2024
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Il mondo dell’ingegneria alimentare ha aperto una nuova frontiere. Un team di ricercatori della Yonsei University in Corea del Sud sta sviluppando un cibo ibrido che incorpora cellule di muscolo e grasso bovino all’interno dei chicchi di riso. Questa ricerca rappresenta un significativo passo avanti verso l’obiettivo di produrre alimenti sostenibili e nutrizionalmente ricchi, offrendo una soluzione potenziale ai crescenti problemi di sicurezza alimentare e impatto ambientale associati alla produzione tradizionale di carne. In pratica sarebbe nato un nuovo cibo ibrido con carne coltivata inserita nei chicchi di riso.

Carne coltivata inserita nei chicchi di riso

Utilizzando la struttura porosa e organizzata dei chicchi di riso come impalcatura, i ricercatori hanno creato un ambiente ottimale per la crescita tridimensionale delle cellule bovine, mimando l’ambiente cellulare naturale. Per facilitare l’adesione delle cellule bovine ai chicchi di riso, questi sono stati preliminarmente rivestiti con gelatina di pesce, un materiale edibile e comunemente impiegato in cucina. Successivamente, le cellule di muscolo e di grasso bovino sono state “seminate” sui chicchi di riso, che sono stati poi lasciati crescere in colture di petri per un periodo compreso tra i 9 e gli 11 giorni.

Il prodotto finale si è rivelato non solo sicuro per il consumo umano e a basso rischio allergenico, ma anche nutrizionalmente superiore al riso tradizionale, con un contenuto proteico più elevato dell’8% e un contenuto di grassi maggiore del 7%. Questo cibo ibrido presenta un sapore unico, che varia a seconda della predominanza di cellule muscolari o di grasso: ricorda il manzo e la mandorla in presenza di una maggiore quantità di cellule muscolari, mentre assume note di cocco, burro e panna quando è arricchito di grasso bovino.

Oltre ai vantaggi nutrizionali, l’ibrido riso-carne proposto dai ricercatori sudcoreani presenta notevoli benefici ambientali

La produzione di carne tradizionale è notoriamente associata a un elevato consumo di risorse, come acqua e terreni, e a significative emissioni di gas serra. Il riso ibrido, al contrario, promette di ridurre drasticamente l’impatto ambientale: per ogni 100 grammi di proteine prodotte, il rilascio di CO2 sarebbe inferiore a 6,27 kg, contro i 49,89 kg della carne bovina tradizionale. Inoltre, il costo di produzione del riso ibrido sarebbe notevolmente inferiore, rendendolo una soluzione potenzialmente più accessibile e sostenibile.

Tuttavia, emergono dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di questo innovativo cibo ibrido, soprattutto considerando le elevate emissioni di metano legate alla coltivazione del riso e gli interrogativi ancora aperti sull’impatto ambientale complessivo della carne coltivata. Nonostante ciò, il potenziale di questo prodotto per offrire una soluzione nutriente e a basso impatto ambientale è indiscutibile. Applicazioni future potrebbero includere l’uso nello spazio, per fornire agli astronauta un’alimentazione ricca e sostenibile durante le missioni di lunga durata, nonché in contesti di emergenza alimentare o in situazioni di grave malnutrizione.

La notizia della carne coltivata nei chicchi di riso ha sollevato diverse reazioni tra esponenti politici e associazioni in Italia, con un dibattito che si estende oltre i confini nazionali

Attualmente è bene ricordare che il governo italiano, attraverso un disegno di legge, ha vietato la produzione e commercializzazione di carne coltivata, sostenendo di voler tutelare la salute umana, gli interessi dei cittadini e preservare il patrimonio agroalimentare italiano. Questa decisione ha sollevato preoccupazioni in merito alla possibilità che l’Italia rimanga isolata rispetto alle innovazioni nel settore alimentare e blocchi lo sviluppo sostenibile, come evidenziato dalle critiche provenienti dall’Alleanza Italiana per le Proteine Complementari e da studi che dimostrano i benefici ambientali della carne coltivata​.

Il WWF Italia ha definito tale legge “inutile, ideologica e dannosa”, criticando la decisione di adeguarsi alle richieste di enti specifici piuttosto che seguire le indicazioni del mondo scientifico e degli organismi internazionali come l’OMS o la FAO, i quali sostengono l’importanza di investire nella ricerca sulla carne coltivata come alternativa agli allevamenti intensivi.

La posizione dell’Italia contrasta con quella di altri paesi europei

Molti paesi stanno investendo significativamente nella ricerca e sviluppo di proteine sostenibili, inclusa la carne coltivata. Ad esempio, i Paesi Bassi hanno annunciato finanziamenti pubblici per la ricerca in questo settore, mentre il governo del Regno Unito e quello danese hanno presentato piani nazionali per supportare l’industria dei prodotti vegetali e delle proteine sostenibili​.

Cristina Ferrari

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