Maggio 14, 2021
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Per somministrare le dosi del vaccino agli italiani verranno isolati inizialmente 300 luoghi, poi nella fase di massa si arriverà a oltre 1.500 gazebo che, secondo il progetto di Boeri, saranno a forma di fiore e costruiti con materiali riciclati e biodegradabili.

L’idea della primula come simbolo per la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 viene da Pier Paolo Pasolini.

Un paese di temporali e di primule, che raccoglie gli scritti dell’intellettuale tra il 1945 e il 1951, è il libro che ha ispirato l’architetto Stefano Boeri, ideatore del simbolo della campagna vaccinale.

Ma Pasolini a parte, su Le primule di Boeri c’è ancora molto da capire

Non si capisce quanto costino, quando saranno pronti, come si integreranno al lavoro di ospedali e studi medici e che fine faranno. E se si tratti della campagna di comunicazione ufficiale o solo dell’immagine coordinata.

Ma simo sicuri che il messaggio sia quello giusto?

Sorvolando sul triste topic della “rinascita primaverile” per una campagna che (dovrebbe) partire in pieno inverno e di cui si sa ancora troppo poco non è esattamente la più potente. Con buona pace di Sergio Endrigo.

Ma il punto non è questo. E’ evidente che ci sia molta confusione sui vaccini (decisamente troppa) e che abbiamo un grosso problema di sfiducia e potenziale bassa adesione alla vaccinazione. Quello che manca è un’informazine chiara, senza margini di interpretazioni dietrologiche, se so vuol puntare sui vaccini il messaggio deve essere rassicurante e puntare sul concetto di responsabilità civile e di amore verso gli altri.

Ma ora non vorrei addentrarmi sui vaccini ma restare centrato su questi gazebo

Quanto costeranno? Che fine faranno, fra qualche mese? Le ricicleremo, le useremo per altri scopi, le dimenticheremo da qualche parte, le regaleremo, ci metteremo la sagra delle salsicce? L’architetto Boeri assicura la biodegradabilità di ogni componente ma il punto vero saranno l’uso, la gestione e la destinazione. Non vorrei fossimo di fronte a un potenziale, ennesimo, inaccettabile, spreco di denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato meglio.

stiamo elaborando un budget e anche la scheda del costo di realizzazione delle strutture. Pensiamo che ci saranno molte persone e molte aziende che svolgeranno questa funzione pro bono come ha fatto l’architetto Boeri. Molti ci regaleranno il frutto del loro ingegno affinché gli italiani si possano vaccinare

questa la risposta. Praticamente non ha risposto!

Intanto le Regioni hanno già preso posizione rifiutando i padiglioni evidenziando il rischio di focolai e menzogne eco-friendly

Nelle sale d’attesa 20 persone sosteranno in 40 mq stando a una distanza pericolosa per le norme anti Covid. 1 unico bagno per 18 operatori sanitari e un ritmo di vaccinazione a dir poco lento.

Abbiamo in ogni città caserme praticamente inutilizzate, strutture militari come tende da campo che potrebbero essere utilizzate senza costi eccessivi. Personalmente non si riesce a capire il senso di tutta questa storia e soprattutto dove sia il buon senso. Perchè è il buon senso che continua a mancare in questa classe politica. Eppure basterebbe guardarsi intorno e vedere come la Germania, per fare un esempio:grandi strutture fieristiche, ex-aeroporti, strutture industriali, ex-scuole, municipi, sono stati messi a disposizione della popolazione.

Adesso la palla passerà a Draghi ormai già in odore di santità, intanto le regioni ribadiscono: “Abbiamo le nostre strutture e 1.500 farmacie pronte, ci servono vaccini e non primule” dicono dalla Regione Lazio. «Non stiamo aspettando nessuna primula, casomai altre dosi» fa eco Toti della Liguria.

Ma di fatto il progetto delle primule di Boeri e Arcuri va avanti…

…sperando di non restare con una primula in mano cantando “Maledetta primavera”.

Giovanni Scafoglio

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