Marzo 2, 2024
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Ieri, lunedì 12 giugno 2023, è morto Silvio Berlusconi. Un giorno che entrerà nella storia, così come il soggetto stesso venuto a mancare. Nessuno può negare che Berlusconi abbia fatto la storia dello stato italiano… …ma come l’ha fatta realmente questa storia? È sicuramente un personaggio molto controverso, amato da molti e disprezzato da tanti altri. Come è stato visto Silvio Berlusconi dagli occhi di quelli più giovani? In particolare agli occhi della Gen Z? Che immagine ha avuto la mia generazione insieme a quelle più piccole di questo personaggio così importante nello scenario italiano?

Purtroppo, nella maggior parte dei più giovani non rimangono bei ricordi dell’ex presidente del consiglio

Nell’ultimo periodo, ciò che le giovanissime generazioni hanno potuto vedere e vivere di Silvio Berlusconi era prettamente sui canali social, come il suo arrivo su Tik Tok. Un fatto che molti hanno considerato esilarante e buffo, sotto molti aspetti. Si è, quindi, rimarcata ancora di più l’immagine buffa e divertente che la Gen Z aveva di lui. Ciò che si considerava quando si parlava di questo personaggio erano principalmente le gaffe e le parti “divertenti”. Non sento che sia stato considerato come una figura seria ma, piuttosto, come un personaggio spiritoso.

Non abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo prima come, invece, hanno fatto i millenials e, soprattutto, la generazione X insieme ai baby boomers. Loro hanno potuto toccare con mano i cambiamenti quasi utopici che Berlusconi ha fatto all’interno del paese in quegli anni. Hanno potuto godere di alcuni privilegi e del senso di cambiamento che questa persona stava portando. Già in quel periodo, però, l’arrivo di questo influentissimo personaggio ha creato uno spartiacque rilevante tra la popolazione. C’era chi lo amava e chi era ancora scettico… poiché vedere questa figura che riusciva a mettere insieme molti ambiti che prima sono sempre stati separati, metteva in dubbio molte persone. Per la prima volta, l’impresa, l’editoria, la politica, il calcio e la ricchezza vennero fuse insieme.

Una polarizzazione che è andata avanti con gli anni, soprattutto a causa del suo linguaggio forte, chiaro e, in molti aspetti, estremista (come definire comunisti tutti quelli che votavano la sinistra).

I millenials, in realtà, hanno vissuto Berlusconi in un contesto in cui era già stato metabolizzato. Probabilmente è stata la generazione più piegata al berlusconismo, per le sue riforme e le sue leggi.  E dopo il 1994, alla vincita delle elezioni, il berlusconismo non aveva diviso solo l’Italia, ma il mondo intero. Dal 2011 in poi la sua figura riesce a resistere per ancora molto tempo, meno influente, chiaramente, rispetto agli anni precedenti, ma sempre presente e con un messaggio ben chiaro. Il messaggio che ha portato avanti da quando è entrato nella politica italiana.

Chiaramente la poca influenza che ha avuto negli ultimi anni deriva, anche, dal fatto che le generazioni sono cambiate. Una persona non può avere lo stesso livello di influenza per tutta la vita. Le persone cambiano, così come la società. Si costruiscono e si portano avanti altri valori. E, da una parte, mi rincuora e mi da speranza che questi valori si distacchino non poco da quelli che portava avanti il Cavaliere.

Ultimamente, inoltre, si è generato quasi un senso di stanchezza nei confronti di quest’uomo. Negli ultimi anni, le generazioni più giovani lo hanno percepito come un personaggio che non si arrende all’evidenza dei fatti, che non si arrende al naturale e ineluttabile declino dell’età. Un uomo che persiste, cercando di rappresentare ciò che, in realtà, non può più rappresentare.

Negli ultimi anni la generazione Z, e non solo, lo ha percepito quasi come un essere immortale e onnipresente

Berlusconi ha portato cambiamenti importanti nello scenario italiano. Questo non lo nega nessuno. Ma era veramente giusto continuare a persistere in una società, per fortuna, cambiata rispetto a trent’anni fa?

A mio avviso, il fatto di continuare a persistere non ha fatto altro che peggiorare la sua immagine e, quindi, la sua reputazione soprattutto davanti agli occhi dei più giovani.

Nella nostra testa, si è creata un’immagine di un uomo che faceva di tutto pur di non essere lasciato da parte. Un uomo che voleva costantemente attenzione e che si parlasse sempre di lui. Un’immagine di un uomo spiritoso e divertente. Ma nulla di più.

Se pensavamo a Berlusconi, più di tutto, pensavamo a un meme

Certo, il rispetto per morte ci deve essere sempre. Eppure, da ieri sui social ci sono commenti pesanti e irrispettosi. E dobbiamo renderci conto che ora lui non è più qui per rispondere. Quindi diamoli almeno questo.  O, almeno, rimaniamo in silenzio. Anche nel rispetto di chi gli era vicino e della sua famiglia.

Si è chiuso un grosso capitolo della politica italiana e non solo.

La sua morte sarà una rinascita? A mio avviso non credo o, per lo meno, non nell’immediato. Berlusconi ha lasciato un paese ancora fortemente polarizzato, sotto tanti aspetti, e ci sono moltissime questioni da dibattere e lotte da portare avanti.

Siamo sempre li, a compiere piccoli passi, uno avanti e due indietro, uno avanti e due indietro… come un circolo vizioso che può finire definitivamente solo se quelle persone dalle menti più retrograde al potere (e non sono poche) svanissero da un momento all’altro.

Alexa Panno

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