Maggio 25, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Non appena entrati da Piazza della Costituzione, si viene accolti da muri ricoperti dai lavori e contatti di illustratori da tutto il mondo.  Sembra quasi di entrare in un fumetto in continuo divenire, che prende la sua ispirazione dall’arte del collage.Si va dall’astratto, al gotico, ad atmosfere gaming, al disegno pittorico giapponese, perché per ogni storia c’è una illustrazione appropriata, come per ogni film c’è un’unica sceneggiatura. 

E i cattivi della storia?

Qual è il cattivo di cui avete più paura? Qual è il personaggio che ha riempito i vostri incubi? E quale potrebbe essere il vostro cattivo? Come lo disegnereste?

Questo è stato il focus de Illustrator Survival Corner con muri intonsi stavolta dedicati ad accogliere i disegni degli illustratori che si stanno immaginando i cattivi del futuro o una nuova versione di quelli del passato. Qui trovate quello che è successo.

Perché spesso si liquidano i cattivi della storia come quelli che devono avere la peggio, perchè antipatici, gelosi, avidi, perfidi, in poche parole tristi e soli perché in pochi sanno che i cattivi sono “i prigionieri di una tristezza da cui niente e nessuno potrà mai trarli in salvo” (Ivan Canu)

Mai come quest’anno la fiera si è fatta affascinare dalla dark side delle storie, anche ospitando case editrici come Pelledoca, specializzata in storie capaci di osare una nuova linea narrativa, fatta di racconti di paura, orrore, avventura, noir, thriller per i più piccoli e per quelli che piccoli non sono più, ma che non sono ancora grandi. 

Le storie parlano del mondo delle nostre paure, con un linguaggio quasi cinematografico, per farci capire che una volta che ci si è presi paura, poi passa, proprio come finisce un film.

Andate a vedere le novità sul sito, non ve ne pentirete, nemmeno se siete adulti.

La mostra degli illustratori

L’ultimo giorno, poco prima di rientrare a casa, facendo l’ultimo giro tra i muri ricoperti dagli illustratori, mi sono fermata alla mostra dedicata ai vincitori del 2022 e il lavoro che mi ha affascinato di più è questo che vedete nelle foto qui sotto, di Chen Yinju di Taipei. A prima vista sembra semplicemente un disegno a carboncino su carta, ma standoci davanti sembra quasi vivo, sembra che stia per muoversi da un momento all’altro.

In realtà lo fa, seguendo il movimento della luce circostante

Le ombre, quasi impercettibili, creano una tridimensionalità morbida e avvicinandosi sempre di più si ha la sensazione quasi di farne parte. E in un momento fulmineo mi rendo conto che non è altro che la sintesi grafica di quello che proviamo leggendo le storie degli altri. veniamo coinvolti a poco a poco nel corso della lettura. 

Più ci immergiamo, più siamo nella storia, più siamo la storia. E vediamo i personaggio creati per il lettore muovesi, sullo sfondo proprio come questi disegni neri ritagliati e incollati sul fondo bianco. Un collage di immagini che possono essere attaccate e staccate, messe di fianco le une alle altre o allontanate.

Il disegno evoca storie gotiche, di quelle che abbiamo letto o inventato durante i pigiama party alle medie o alle superiori (io me le inventavo di sana pianta e le raccontavo durante i viaggi in Inghilterra a Londra. Città perfetta per le storie gotiche), quelle che fanno paura, quelle che non fanno dormire. Quello che Lovecraft voleva esattamente che succedesse leggendo I miti di Cthulhu. 

Ma perché allora abbiamo paura delle storie di paura?

“E’ difficile morire di paura, a meno che non si abbia un vizio cardiaco congenito”

Maura Isle, Rizzoli&Isle

Adoro Maura Isle, la secchiona che è in me ci si identifica perfettamente e lo sceneggiatore di questa fortunata serie poliziesca, ha centrato il punto: la paura non uccide. Allora perché abbiamo paura dei cattivi? Perché le storie horror e thriller ci fanno paura? Credo che la risposta stia nel fatto che rendano reale il pericolo e ci si possa sentire in pericolo, che con sé porta altri fattori come il dolore, il non riuscire a reagire, a non salvarsi, la tortura, l’incapacità di reagire mentalmente ad una situazione critica. 

Poi perché tutti abbiamo avuto paura o abbiamo paura, ma se abbiamo letto le storie giuste, quelle che ce la spiegano,

anche da adulti, allora possiamo elaborare soluzioni, ci facciamo la nostra valigia d’emergenza da usare in caso di pericolo o di trauma.

Ci danno gli strumenti per imparare ad affrontare ciò che succede fuori e dentro di noi.

Sono dei veri e propri laboratori delle emozioni umane: perché il mostro e il cattivo nella realtà diventano a volte le botte, a volte “le parole dette senza umiltà” (non ringrazierò mai abbastanza Elisa per quella canzone), quelle dette con cattiveria o leggerezza, gli schiaffi che volano prima di pensare alle conseguenze e potrei continuare a lungo.

Le storie inventando nuovi cattivi e mostri ci insegnano che quello che categorizziamo come “male” ha le forme e manifestazioni più diverse, ma possiamo riconoscerle.

Se leggiamo abbastanza.

Federica Andreini

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