Dicembre 8, 2023
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Ah, l’Italia, terra di sole, pasta, vino e… …lotte per difendere il cristianesimo dalle feste pagane. Peccato che poi chi lotti per non togliere i crocefissi dalle scuole o contro Halloween, abbia in casa un albero di Natale, un Babbo natale e festeggi feste pagane senza saperlo. Dire di no ad Halloween è un’idiozia colma di ignoranza perché allora bisognerebbe dire no al Natale, alla Pasqua, all’epifania e al culto dei morti.

Quando il Cristianesimo fece il suo ingresso nell’affascinante e variegato mosaico delle tradizioni religiose italiane, non si limitò a bussare alla porta

Se fosse stata una persona in carne ed ossa avrebbe detto più o meno cosi: “Ehi, voi pagani, siete carini con tutte le vostre festività e credenze, ma cosa ne direste di una piccola ristrutturazione religiosa?”. Così iniziò una delle più grandi opere di edilizia religiosa di tutti i tempi, trasformando le feste pagane in celebrazioni cristiane, o almeno ci hanno provato.

L’arrivo del Cristianesimo in Italia fu un po’ come se un franchise di fast food decidesse di aprire un ristorante in una città nota per la sua cucina tradizionale. Non importa quanto deliziosa sia la pizza, quando sei cresciuto a pane e pasta, può sembrare un po’ fuori posto. Eppure, il Cristianesimo non si lasciò scoraggiare. Dall’Epifania a Pasqua, passando per Halloween e Natale, nessuna festa era troppo sacra o troppo pagana per non essere trasformata in una celebrazione cristiana. Ma cominciamo dal principio: il sincretismo religioso.

Il sincretismo religioso

E’ la pratica di adottata dal cristianesimo di combinare o unire elementi di diverse tradizioni religiose o credenze, creando una nuova forma di culto o celebrazione che incorpora aspetti delle religioni precedenti. In questo contesto, il sincretismo religioso si riferisce all’adattamento di una festa pagana al Cristianesimo, mantenendo talvolta elementi delle celebrazioni originali ma conferendo loro un significato cristiano.

Natale

La festa del Natale, celebrata il 25 dicembre, è stata sovrapposta alla festa del solstizio d’inverno, un’antica celebrazione pagana che onorava la rinascita del sole. La Chiesa cristiana scelse questa data per commemorare la nascita di Gesù Cristo. E’ importante precisare che Il culto del dio Sole, noto come “Sol Invictus,” era una religione popolare nell’Impero Romano. Sol Invictus era spesso associato all’imperatore e alla sua autorità. Si credeva che il sole fosse un simbolo di potere e invincibilità. Costantino, prima della sua conversione al Cristianesimo, era devoto al culto del sole.

Dopo la sua conversione al Cristianesimo e il suo Editto di Milano, Costantino sostenne attivamente il Cristianesimo e giocò un ruolo cruciale nella promozione e nell’approvazione del Cristianesimo all’interno dell’Impero Romano. La sua conversione e il suo sostegno al Cristianesimo ebbero un impatto significativo sulla storia della religione cristiana e sulla sua diffusione in tutto l’Impero Romano.

Pasqua

La Pasqua cristiana, che celebra la risurrezione di Gesù, è stata collegata alla festa ebraica di Pesach (Pasqua ebraica) e a festività pagane legate alla primavera e alla rinascita. Il termine “Pasqua” deriva dall’ebraico “Pesach.”

Beltane e Walpurgisnacht

Queste festività pagane erano legate al fuoco e alla celebrazione della primavera. La notte di Walpurgisnacht (30 aprile) è stata associata al culto di Santa Walpurga, e Beltane è stato sovrapposto con la celebrazione cristiana della Festa di Santa Maria di Magdala il 1º maggio.

Feste solstiziali ed equinoziali

Molte culture pagane celebravano i solstizi d’estate e d’inverno, così come gli equinozi di primavera e autunno. Alcune di queste festività sono state integrate nelle celebrazioni cristiane o trasformate in festività come il Natale e la Pasqua.

No ad Halloween perché pagano? Allora no anche all’albero di Natale, a Babbo Natale e alla Befana

Il termine “Befana” sembra derivare dalla parola “epifania,” il nome stesso della festa. Alcuni studiosi suggeriscono che la figura della Befana abbia radici pagane, collegandola a divinità e figure della fertilità, come la dea romana Strenia o le antiche festività romane del Saturnalia. Nella tradizione cristiana, si dice che la Befana sia una vecchia signora che portava doni ai pastori e ai Magi quando partirono alla ricerca di Gesù. Tuttavia, la Befana giunse troppo tardi e non riuscì a trovare il Bambino Gesù, motivo per cui è spesso raffigurata come una figura triste alla ricerca di Gesù. Resta che dal punto di vista iconografico sia molto simile a una strega con tanto di scopa da cavalcare. Di certo non la figura più vicina al cristianesimo.

L’albero di Natale

In molte culture antiche, l’uso di rami e alberi durante il solstizio d’inverno (che cade vicino al periodo natalizio) simboleggiava la rinascita, la vita eterna e la fertilità. Alcune antiche tradizioni europee coinvolgevano la decorazione di alberi con frutta, fiori e candele per celebrare il solstizio d’inverno. Nell’antica Germania (barbara), l’usanza di decorare alberi con oggetti come mele, noci e dolci durante il periodo natalizio era diffusa. Questi alberi venivano chiamati “Paradise Trees” (Alberi del Paradiso) e facevano parte delle celebrazioni natalizie.

San Bonifacio è accreditato per aver convertito tribù germaniche al Cristianesimo e per aver tagliato un albero sacro, un albero di quercia, per dimostrare la superiorità del Cristianesimo. Al suo posto, un piccolo abete sarebbe cresciuto, diventando un simbolo cristiano. Durante il Medioevo, la rappresentazione di alberi come parte delle rappresentazioni teatrali delle storie bibliche contribuì a diffondere l’uso degli alberi nelle celebrazioni natalizie.

Gli immigrati europei portarono con sé le loro tradizioni natalizie, compreso l’uso dell’albero di Natale, nelle colonie americane durante il XVII secolo. La tradizione dell’albero di Natale crebbe gradualmente in popolarità negli Stati Uniti. Per poi tornare in Europa e, nel tardo dopoguerra in Italia, nella forma che oggi conosciamo.

Babbo Natale

Babbo Natale ha radici in diverse leggende, tradizioni e figure storiche. San Nicola di Mira: San Nicola, un vescovo cristiano del IV secolo originario di Mira (nell’attuale Turchia), è considerato uno dei precursori di Babbo Natale. La sua festa, il 6 dicembre, è tradizionalmente un giorno in cui si scambiano regali in molte culture europee. San Nicola è noto per la sua generosità e il suo aiuto ai bisognosi, il che ha contribuito a plasmare l’immagine di un personaggio benefico e donatore.

Padre Inverno: In alcune culture dell’Europa settentrionale, esisteva una figura chiamata “Padre Inverno” o “Vecchio Inverno,” spesso rappresentato come un anziano con un lungo mantello bianco e barba, che portava doni durante la stagione invernale.

Il folclore nordico: Nella mitologia nordica, esisteva una figura chiamata “Odino” (o “Wodan” in alcune culture germaniche) che viaggiava attraverso il cielo durante il periodo invernale. Questa figura ha influenzato alcune rappresentazioni di Babbo Natale volante con le renne.

Clement Clarke Moore: Nel 1822, Clement Clarke Moore scrisse “A Visit from St. Nicholas” (noto anche come “The Night Before Christmas”), un poema popolare che ha contribuito a plasmare l’immagine moderna di Babbo Natale. Nel poema, Babbo Natale è descritto come un uomo allegro con un pancione, vestito di pelliccia e con una slitta trainata da renne.

Cosa c’è di più pagano della Coca Cola?

L’immagine di Babbo Natale è stata ulteriormente diffusa e popolarizzata attraverso illustrazioni, pubblicità e campagne di marketing, specialmente dalla Coca-Cola Company nel 1930. La Coca-Cola ha creato un’iconica immagine di Babbo Natale in abiti rossi e bianchi, che ha contribuito a definire l’aspetto moderno del personaggio.

Ognissanti e il Giorno dei Morti sono festività cristiane che hanno radici nelle tradizioni pagane

L’origine di Ognissanti risale al VII secolo, quando il Papa Bonifacio IV istituì la festa per onorare tutti i martiri cristiani, incluso il Pantheon di Roma, che fu convertito in una chiesa cristiana dedicata a Santa Maria e ai Martiri. Questa festa poteva essere vista come un tentativo di cristianizzare le antiche celebrazioni romane dei morti e delle divinità. In precedenza, le culture pagane dell’antica Roma e di altre società avevano celebrazioni per onorare gli antenati defunti e le divinità degli inferi.

Ognissanti veniva celebrato in maggio, ma in seguito fu spostato al 1º novembre, vicino alla festività celtica di Samhain, probabilmente per sovrapporre le celebrazioni cristiane alle tradizioni pagane esistenti.

Giorno dei Morti

Le radici delle celebrazioni dei defunti possono essere rintracciate in numerose culture antiche, in cui venivano onorati i morti, spesso in connessione con riti di transizione tra i vivi e i morti. In alcune culture, si credeva che durante un certo periodo dell’anno, i morti potessero tornare tra i vivi. Il Giorno dei Morti, noto come All Souls’ Day, è stato istituito dalla Chiesa cattolica nel X secolo. La sua istituzione ufficiale è attribuita a San Odilone, abate dell’abbazia di Cluny in Francia, che lo introdusse nell’XI secolo. Questa festività fu destinata a pregare per le anime dei defunti e per i fedeli che non erano considerati santi, contribuendo a cristianizzare le antiche credenze legate ai morti.

No ad Halloween perché festa pagana e lontana dalle tradizioni cristiane

La prossima volta che sentite qualcuno lamentarsi dell’origine pagana di Halloween, offrite un caloroso applauso sarcastico e chiedete loro se a casa hanno il Presepe o l’albero di Natale, il bambin Gesù o Babbo Natale e cosa ne pensano della Befana.

E mentre loro rifiutano di godersi prelibatezze o di indossare costumi divertenti, festeggiate il vostro senso dell’umorismo, con una risata perché, alla fine, l’ironia è la vera lingua universale delle festività e, forse, una delle caratteristiche più antiche degli italiani.

Buon Halloween, amici, e che un pizzico di cinismo pagano sia con voi!

Giovanni Scafoglio

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