Luglio 14, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

È scomparso oggi Andrea Purgatori, un giornalista, sceneggiatore e autore di straordinario talento. La sua morte rappresenta una perdita significativa per il mondo dell’informazione e per coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui.

Un talentuoso giornalista che ha segnato la storia

Durante la sua carriera, Andrea Purgatori ha lasciato un segno indelebile nel campo del giornalismo. Il suo impegno nel portare alla luce la verità e affrontare tematiche complesse ha influenzato profondamente il panorama mediatico italiano. La sua passione per la professione e la sua dedizione nel raccontare storie hanno ispirato e continueranno ad ispirare le generazioni future di giornalisti.

Un giornalismo investigativo di eccellenza

Andrea Purgatori si è distinto per il suo giornalismo investigativo di alto livello. Le sue inchieste approfondite e i reportage accurati hanno gettato luce su storie complesse e importanti, sensibilizzando l’opinione pubblica su questioni di grande rilevanza. La sua ricerca costante della verità ha posto un nuovo standard nell’ambito del giornalismo investigativo italiano.

«Ciao Andrea», scrive Enrico Mentana, direttore del TgLa7, postando un primo piano di Purgatori. «Ciao Andrea, ci mancheranno il tuo rigore, la tua ironia, e quella tua voce che scuoteva l’anima», è l’omaggio del direttore de La Stampa Massimo Giannini. «Da oggi mi sento più solo – riflette Sigfrido Ranucci, curatore e conduttore di Report –. Ho perso un amico e un grandissimo giornalista d’inchiesta: Andrea #Purgatori. Senza il suo coraggio, senza le sue qualità molte nefandezze sarebbero rimaste oscure. Ci ritroveremo da qualche parte, sono sicuro. E saranno cazzi loro!! Riposa in pace». «Ciao Andrea. Ci hai insegnato soprattutto a non mollare mai a costo e sapendo di sbattere continuamente contro “il muro di gomma”. Che prima o poi cadrà», è il ricordo dell’inviato speciale di Avvenire Nello Scavo.

«Un esempio per tutti. Sempre in prima linea nella ricerca della verità sui misteri italiani, nella lotta per sconfiggere i muri di gomma della storia della Repubblica, in difesa della libertà di stampa. Andrea Purgatori è stato un giornalista d’inchiesta straordinario, un eccellente scrittore, autore, sceneggiatore, volto televisivo. La sua scomparsa improvvisa ci lascia attoniti, frastornati»: così scrivono in una nota Alessandra Costante e Vittorio di Trapani, segretaria generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, che poi aggiungono: «Il modo più giusto per onorare oggi la sua memoria è rinnovare l’impegno di tutte le croniste e i cronisti a continuare a indagare sui misteri d’Italia, a raccontarli, a cercare la verità. La Fnsi rivolge un commosso abbraccio ai colleghi de La7 e si stringe alla famiglia di Andrea».

La carriera

Inviato del Corriere della Sera dal 1976 al 2000, è noto per le inchieste e i reportage su casi scottanti del terrorismo internazionale e italiano negli anni di piombo e sullo stragismo, come il caso Moro e la strage di Ustica. Ha raccontato numerosi delitti di mafia dal 1982, fino alla cattura di Totò Riina. Ha realizzato reportage su molti conflitti, come la guerra in Libano del 1982, la guerra tra Iran e Iraq degli anni ottanta, la guerra del Golfo del 1991, l’Intifada e le rivolte in Tunisia e Algeria.

Si è occupato di terrorismo, intelligence, criminalità, ma la sua inchiesta più importante riguarda la strage di Ustica del 1980. Come scrive Paolo Conti che gli fu collega al quotidiano di via Solferino, «Andrea Purgatori ha svelato le bugie e le omissioni di chi portava avanti la tesi di una bomba esplosa a bordo dell’Itavia che il 27 giugno 1980 viaggiava con 81 persone a bordo rivelando come il disastro fosse stato causato dall’impatto con un missile. E rimanendo sempre al fianco dei familiari delle vittime e soprattutto garantendo la ricerca della verità. Per questo Purgatori-Ustica è diventato un vero sinonimo, un marchio professionale di straordinaria continuità, di desiderio di arrivare alla verità».

Docente di sceneggiatura, per il cinema ha scritto tra l’altro Il muro di gomma (1991) ispirato alla sua inchiesta sulla strage di Ustica, Il giudice ragazzino (1994), L’industriale (2011). Ha ottenuto tra gli altri il Nastro d’argento 1992 per il miglior soggetto con Il muro di gomma, il Premio Hemingway di giornalismo nel 1993, il Premio Crocodile – Altiero Spinelli per il giornalismo nel 1992, il Globo d’oro 1994 per la miglior sceneggiatura con Il giudice ragazzino e nel 2009, con Marco Risi e Jim Carrington, si è aggiudicato il premio Sergio Amidei per la miglior sceneggiatura internazionale con il film Fortapàsc. Impegnato anche nelle battaglie ambientaliste, dal 12 maggio 2014 al 15 giugno 2020 è stato presidente di Greenpeace Italia.

La passione per la verità e la dedizione al lavoro

La sete di verità di Andrea Purgatori è stata una costante nella sua carriera. Con tenacia e determinazione, ha sempre cercato di portare alla luce la verità nascosta e svelare storie importanti. La sua dedizione al lavoro e la sua volontà di affrontare tematiche complesse sono state una fonte d’ispirazione per i colleghi e per chiunque abbia avuto modo di lavorare con lui.

Un’eredità che ispirerà le future generazioni

Andrea Purgatori lascerà un’eredità duratura nel campo del giornalismo. Il suo impegno, la sua integrità e la sua passione per la verità saranno un faro per le future generazioni di giornalisti. La sua capacità di affrontare tematiche complesse e raccontare storie con rigore e verità continuerà a ispirare coloro che seguiranno le sue orme.

Cristina Ferrari

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