Agosto 4, 2021
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Il tempo è l’unica possibilità che abbiamo per vivere. Il tempo è una misteriosa dimensione che viene data in dono ad ognuno sin dal momento della nascita o forse ancor prima. Si viene al mondo, e da lì inizia il proprio tempo. Arriva un momento però, in cui le scansioni temporali non sono più vissute in maniera inconsapevole, come succede da bambini. Ad un certo punto della propria vita, si diventa consapevoli dell’incertezza del tempo e della sua finitudine. Ed è così che si presenta l’ambivalenza tra un presente incerto e un futuro oscuro

Il passato, invece, è il tempo già vissuto e come afferma il filosofo Henri Bergson, è l’unico tempo che ci appartiene.

L’ansia di un presente incerto e di un futuro ignoto

Oggi, più di ogni altro ieri vissuto, siamo tutti vittime della precarietà della condizione umana. Siamo posti di fronte ad una realtà che ci spaventa, che mette in disordine il nostro presente. Nessuno ha scelto di essere attaccato da un nemico sconosciuto. Eppure, esiste questo mostro che ci vuole distanti l’uno con l’altro e ci obbliga a fare i conti con il nostro tempo. Si ha la sensazione di essere intrappolati in un “presentismo forzato”, ovvero in un presente incerto che non ci dà il coraggio di progettare il futuro. Si ha paura del domani, perché l’oggi è privo di certezze. In tanti si chiedono quando andrà via questo virus da Covid-19, altri si domandano cosa ne sarà del proprio futuro. Altri ancora, sono “aggrediti” da un’ansia che non consente loro di vivere serenamente.

Il tempo si, è sempre stato ineffabile, e bene ce lo insegna Marcel Proust che con l’opera “Alla ricerca del tempo perduto”(1913) risponde alla contingenza del tempo attraverso un tempo interiore e soggettivo. Oggi, però, questo tempo risulta essere più effimero del solito, e così ci sfugge dalle mani il valore del presente. Ma allora come reagire a questo “caos calmo”? Marcel Proust, per esempio, ci esorta a ‹‹rompere l’incanto che tiene prigioniere le cose››. Per cui, spetta solo a noi liberarci dalle catene che ci impediscono di affrontare con entusiasmo il presente. Nonostante i chiaro scuri della vita, malgrado gli incidenti di percorso, non esiste tempo che non valga la pena di essere vissuto. Perché il tempo è tutto ciò che abbiamo.

Per tale ragione, siamo tutti chiamati a rendere il proprio presente solido e stabile. Restare inermi ad osservare lo scorrere del tempo non può aiutare a sistemare la condizione di ognuno. Occorre reagire, mostrarsi forti di fronte all’incertezza del tempo. Bisogna dunque, costruire le basi per un futuro sicuro, un futuro che abbia dei punti di riferimento autentici.

A tal proposito, non si può non ricordare il sociologo Zygmunt Bauman. Di certo, egli percepirebbe ancora i postumi della modernità liquida e inviterebbe i singoli individui a ricercare la solidità. Bauman, infatti, avverte nell’uomo liquido la tendenza a vivere il presente con superficialità, senza pensare al futuro. Motivo per cui, ritiene che l’unica strada per sconfiggere le paure, sia la costruzione di un futuro solido. Scegliere la durevolezza, quindi. può essere la soluzione per sbarazzarsi dall’ansia di un tempo vacillante.

Bisogna imparare a vivere il tempo della durata, così come lo intende Bergson, fatto di momenti relativi e non assoluti. Soprattutto nei periodi di crisi e smarrimento, serve trovare la forza per credere in un futuro diverso, privo di ombre. In fondo siamo al mondo anche per attraversare il dolore, senza mai dimenticare il valore che il tempo ha nella nostra esistenza. Un valore tanto impercettibile quanto prezioso.

Il filosofo Seneca, ci rende coscienti di questo valore nell’espressione latina “cotidie morimur”, la quale indica che ogni giorno perdiamo un pezzo della nostra vita. Ed è proprio perché ogni giorno passato, è uno in meno, che non bisogna sciupare i nostri giorni.

La vita fugge e non s’arresta un’ora”, così recita un sonetto del poeta Francesco Petrarca, e allora in questa corsa non ci resta altro che avere cura della nostra vita. Per quanto incerta si mostri, abbiamo il dovere di superare l’ambivalenza tra un presente incerto e un futuro oscuro. Abbiamo il dovere di raccogliere i cocci, sognando e pianificando un futuro migliore.

Emanuela Mostrato

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