Marzo 8, 2021
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In seguito allo stato di emergenza da Coranavirus, le imprese e le aziende hanno adottato inevitabilmente nuove modalità di organizzazione del lavoro. Ormai, dal Marzo 2020 lo smart working è sulla cresta dell’onda. C’è però ancora confusione nel comprendere il reale significato di questo nuovo modo di gestire il lavoro. In tanti pensano che lavorare in smart working significhi semplicemente lavorare da casa, nei fatti però non è così. Anzi, è una modalità di lavoro flessibile,  che non pone vincoli riguardo al luogo di svolgimento della propria attività. La postazione lavorativa si delocalizza.

Lo smart working consente ai rapporti di lavoro di attuarsi in maniera intelligente, ovvero senza imposizioni di spazi e orari a cui il worker deve attenersi. Ciò però non vuol dire meno lavoro. Né lavoro superficiale. La produttività deve essere una prerogativa sia delle aziende che dei dipendenti, altrimenti il lavoro smart finisce per non apportare nessun beneficio in termini di efficienza lavorativa. Ed è proprio per questo che aziende e imprese stanno ottimizzando lo smart working attraverso l’impiego di tecnologie della comunicazione sempre più sofisticate. Ovviamente però, in alcuni casi, questa modalità di lavoro sta generando intoppi e difficoltà. 

Secondo un’indagine condotta da InfoJobs (2020) – piattaforma destinata alla ricerca del lavoro online – il 19% delle aziende non è soddisfatta dei risultati apportati dal lavoro flessibile.

Invece,  il 64% delle aziende dichiara che i dipendenti non sembrano riscontrare particolari criticità lavorando in modalità smart. Tuttavia, al di là dei dati e delle ricerche, sicuramente lo smart working comporta sia dei punti di forza che di debolezza. Tra i vantaggi vi è la possibilità di conciliare la sfera privata con quella lavorativa, godendo così di un tempo più gestibile. Niente corse per raggiungere il luogo di lavoro, niente ansia di poter tardare, niente traffico. Il tempo, in un certo senso, si dilata e si riesce a godere di più dei propri affetti.

Lo smart working è sulla cresta dell’onda. È una modalità di lavoro flessibile che non pone vincoli riguardo al luogo di svolgimento della propria attività.

Eppure,  per quanto possa essere favorevole lavorare in autonomia e senza l’occhio critico del capo, molti aspetti “umani” sono trascurati e questo genera negli individui delle fratture interiori, delle mancanze. Spesso anche inconsciamente. La frenesia di una giornata lavorativa d’altronde non è poi così male. Ci rende più socializzati, ci mette in contatto fisico e non virtuale con chi ci circonda. Un saluto all’amico collega, un caffè al bar prima di salire in ufficio, quattro chiacchiere con il passante che ti dà il buongiorno.

Momenti semplici, ma che corredano la nostra vita quotidiana di relazioni, sorrisi ed emozioni.

In fondo la vita di ognuno di noi ruota intorno al senso comune e il senso comune è pregno di abitudini che una volta scompigliate, scompigliano anche noi. Per quanto lo smart working possa essere efficace e per quanto possa far guadagnare del tempo per se stessi, genera effetti negativi a livello psico – sociale. In un’epoca progressivamente moderna e veicolata dall’utilizzo massiccio di tecnologie, rinunciare alla socialità di una ordinaria giornata lavorativa non è del tutto un beneficio. Rischiamo di assistere a un’ intensificazione della disattenzione civile. Tale comportamento – teorizzato dal sociologo Erving Goffman – implica il disinteresse verso l’Altro: vuol dire guardare senza vedere. Ma che senso avrebbe vivere nella totale disaffezione ?

Il progresso ci pone davanti continue sfide e ci sentiamo quasi in dovere di stare al passo con le mutazioni sociali, culturali e tecnologiche. È fondamentale però, non dimenticare che prima di essere lavoratori, siamo persone, non macchine. Il futuro – richiamando il pensiero del sociologo Franco Ferrarotti (2020) – non appartiene alla tecnica, ma all’iniziativa umana. Ecco perchè senza il progresso umanistico ed emotivo non ha ragion d’essere nessuna evoluzione tecnicistica.

Emanuela Mostrato

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