Aprile 17, 2024
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Machiavellismo, narcisismo e psicopatia sono i tratti comportamentali della personalità della triade oscura. Le persone che presentano questi tratti sono accomunate da atteggiamenti manipolatori, egoistici e ingannevoli. In psicologia, la triade oscura è associata perlopiù agli individui che ricoprono ruoli di leadership e di potere. Persone che pur di raggiungere i loro obiettivi sono disposte a tutto, anche a calpestare e a danneggiare gli altri. Parliamo di una personalità appunto oscura, cioè chiamata a riguardare solo i propri interessi a discapito del benessere altrui.

Le caratteristiche della triade oscura

Machiavellismo. Il termine si rifà indubbiamente allo storico Machiavelli e alla sua opera Il Principe, in cui descrive l’agire politico in modo amorale e cinico. Da qui l’aggettivo machiavellico che fa riferimento a capacità governative strategiche e spietate. Una personalità machiavellica agisce senza senso etico, è disposta a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di inseguire il fine, ovvero il potere e il guadagno personale. 

Per i machiavellici, l’uso della forza e della furbizia è necessario per raggirare gli altri facendo leva sulle loro emozioni. Sono individui estremamente razionali e per questo incapaci di provare empatia.

Narcisismo. Questo tratto indica un amor proprio appunto narcisistico, cioè tossico, nocivo. Lo psicoanalista Massimo Recalcati osserva: “Il mito di Narciso, svela la tendenza, profondamente distruttiva, dell’uomo a restare prigioniero dell’adorazione per il proprio Io”.

Il mito di Narciso è la massima rappresentazione della violenza umana, motivo per cui una personalità narcisistica è mossa dalla convinzione di superiorità e infallibilità. I narcisisti non accettano critiche, né dissensi. Sono refrattari al confronto, allo scambio di idee, perché si crogiolano nelle loro certezze. 

L’oscurità del narcisista si manifesta nella sua incapacità di accogliere l’alterità: l’ Altro non deve esistere, è una minaccia per la propria immagine. Non è un caso che Narciso è accecato dall’invidia, tende a individuare nel diverso gli aspetti più oscuri di sé stesso (in psicoanalisi questo processo si chiama proiezione).  

Psicopatia. Nella triade oscura, l’aspetto psicopatico è caratterizzato da comportamenti antisociali e devianti. Lo psicopatico è del tutto privo di sentimenti, non ha coscienza e dunque non prova rimorso per le sue azioni ingiuste e immorali. Si tratta di un personalità superba, scevra di qualunque capacità autocritica, manchevole di giudizio. Questo tipo di individuo è convinto di aver sempre ragione. “Il superbo non può sopportare la vista di altri che vantano maggior prestigio del suo”. 

La personalità psicopatica ha una predisposizione alla paranoia perché esprime un continuo bisogno di sentirsi al centro dell’attenzione. Lo psicopatico, così come il machiavellico e il narcisista, rinnega la relazione con l’Altro. 

La vita di queste tre personalità della triade oscura è profondamente egoriferita. Ovvero fa esclusivamente riferimento al proprio Io.

La triade oscura nelle organizzazioni

Questi tratti comportamentali negativi sono spesso intercettabili all’interno dei contesti organizzativi. I manager, i leader, i dirigenti incarnano solitamente personalità forti, carismatiche e influenti. Talvolta però, queste abilità non sono accompagnate da un’intelligenza emotiva. Si tratta di soggetti disposti a mettere in atto aguzze strategie al fine di ricoprire posizioni prestigiose.

Di contro però, provocano un clima di malessere e insoddisfazione, perché per quanto si ostinino a sembrare persone perbene, la loro oscurità si palesa quando strumentalizzano e mettono in cattiva luce gli altri. Per questi soggetti, lo scopo personale prevale su tutto e tutti. Persino sul senso etico, sulla coscienza, sul bene comune. 

Non appena si colgono questi segnali ostili e manipolatori bisogna allontanarsi da queste persone, senza temere conseguenze. Le personalità della triade oscura fanno leva sulla fragilità degli altri. In un primo momento cercano di costruire rapporti di fiducia, ma difatti, le loro intenzioni sono ingannevoli. La presenza di questi individui all’interno delle aziende è pericolosa perché può generare crisi aziendali.

Oggi più che mai, la leadership si basa sulla conoscenza e non sul controllo, sull’inclusione e non sull’esclusione. Chi non ha ancora colto i cambiamenti che attraversano il mondo del lavoro, e resta ancorato ai modelli tradizionali, rischia di restarne fuori. Le uniche organizzazioni di successo sono quelle in cui, giorno dopo giorno, si costruisce una cultura del lavoro positiva e attenta alla serenità dei singoli collaboratori.

Emanuela Mostrato

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