Ottobre 25, 2021
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La cultura 4.0 è quella che stiamo vivendo. É la cultura che dell’alta digitalizzazione, dei processi sempre più sofisticati e automatizzati. Tutti gli strumenti smart che circondano i nostri giorni sono figli dell’industria 4.0. L’industria che ha stravolto ogni spazio della vita sociale, elevandolo ad uno stato tecnologico. Ed è grazie alla cultura 4.0 che lo spazio dei beni culturali può essere valorizzato e conservato. Insomma, la cultura 4.0 rilancia l’accesso al patrimonio culturale.

Il sistema digitale svolge un ruolo cruciale nel garantire un equo accesso al patrimonio artistico. Non sempre però, le istituzioni sono pronte ad accogliere i cambiamenti tecnologici. Molti centri museali, per esempio, risultano essere impreparati alla cultura digitale. Di conseguenza, provocano l’insoddisfazione di visitatori e turisti. Difatti, il pubblico dei beni culturali non è più quello di un tempo. Nel senso che non si accontenta più delle tradizionali forme di fruizione dell’Arte.

Le persone cercano ovunque il supporto di un mezzo tecnologico che possa agevolare qualsiasi tipo di esperienza. 

Cultura e turismo 4.0 come chiave di rilancio del patrimonio artistico e culturale

Cultura e turismo 4.0 rappresentano la possibilità di riqualificare il patrimonio culturale. Come? Attraverso la promozione di strategie innovative. Strategie che possano reinventare le esperienze artistiche del singolo. A tal proposito, le imprese, le scuole e le università sono chiamate a perseguire le sfide dell’industria 4.0. La loro cooperazione è fondamentale al fine di tutelare la valorizzazione dell’eredità culturale. Il digitale può e deve essere la chiave di rilancio della cultura e del turismo.

Ma perché questo accada, bisogna offrire esperienze di fruizione stimolanti ed intelligenti.

Beninteso, ci sono due filoni contrapposti in merito all’arte veicolata dal digitale. Ovvero, c’è che crede nella potenzialità della tecnologia e chi invece, afferma che il digitale faccia smarrire all’Arte la propria “aura mistica” (per dirla alla Walter Benjamin). Tuttavia, oltre questo schieramento, bisogna pensare che i tempi sono cambiati. I visitatori vogliono sentirsi protagonisti della fruizione culturale. Vogliono godere di un momento culturale personalizzato. Ma se gli investimenti digitali scarseggiano, tutto ciò non può accadere. Anzi, si rischia di annientare il patrimonio artistico del Paese.

Ecco che torna centrale l’obiettivo del turismo 4.0: quello di garantire ai soggetti esperienze artistiche immersive e reali.

Un modello di Arte veicolata dalla cultura 4.0: Sirena digitale

La cultura 4.0 consente di valorizzare e conservare i beni culturali. La cultura 4.0 rilancia l’accesso al patrimonio culturale. Francesca Fariello, Napoli, sirena digitale

Un esempio emblematico di questo tipo di esperienza è il progetto Sirena digitale. Un progetto che nasce con l’intento di valorizzare il patrimonio musicale partenopeo. Sirena digitale è un’artista interattiva che sotto forma di ologramma interpreta i brani della Canzone Classica Napoletana.

La Sirena è stata installata al Museo MANN di Napoli e rappresenta un vera rivoluzione museale. L’ascolto dei brani della Sirena digitale è disponibile anche attraverso un’App che prende il suo nome. Dunque, la fruizione è sia collettiva che individuale. 

Pertanto, la cultura 4.0 per poter esplodere ha bisogno di progetti come questo. C’è bisogno di nuove sfide, nuove soluzioni. La tradizione per poter essere conservata necessita di scorciatoie digitali. Senza dimenticare che l’accesso ai beni culturali diviene più equo. Soprattutto in presenza di soggetti svantaggiati, i quali hanno il diritto di godere di un’esperienza ad hoc. 

A tal proposito, l’articolo 12 del documento “La Convenzione di Faro”, espone il bisogno di “promuovere azioni per migliorare l’accesso all’eredità culturale, in particolare per i giovani e le persone svantaggiate al fine di aumentare la consapevolezza sul sul valore”.

Speriamo allora che saranno sempre di più le istituzioni che risponderanno a questo bisogno. Tradizione e innovazione possono e devono fondersi al fine di promuovere un democratico accesso ai beni culturali. 

Emanuela Mostrato

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