Luglio 14, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Sono stato alcuni giorni in Molise, a Colletorto per la precisione. Sono stati giorni di fuga dal caos
cittadino, giorni di riflessione e di ruralità piena. Il seguente testo è stato scritto prima di questa
pausa di riflessione molisana e prima del secondo video di Fanpage; lascerò alla fine ulteriori
riflessioni che confermeranno le teorie già esposte ma amplieranno il discorso. Il tema è Il fascismo è davvero alle porte? E se si, la colpa di chi è?

Intanto puoi vedere e ascoltare il mio intervento qui

Noi siamo qui per rivendicare un cambio di paradigma: cosa hanno in comune l’inchiesta di Fanpage, l’avanzata dell’estrema destra e le aggressioni in parlamento? Il Fascismo è alle porte?

Abbiamo assistito al comportamento coatto del potere nel ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a una irreversibile degradazione che, inevitabilmente, riflette il totale fallimento del neo-liberalismo.

Con il tempo ha iniziato a farsi sempre più spazio la retorica del voto utile, un voto temporaneo per arginare un imminente pericolo reazionario. Tuttavia, anche qui, l’inganno elettorale è evidente. L’ala progressista dello status quo in questi anni non è stata in grado di rispettare la promessa di miglioramento sociale, consolidando le offerte politiche ingiuste del capitalismo contemporaneo. Offerte politiche macchiate di finto progressismo che, alimentando il malcontento generale, hanno favorito l’avanzata di una destra sempre più estrema.

Ma l’elettore della destra non è, o almeno non sempre, la persona rozza, analfabeta, razzista o omofoba che spesso si descrive

L’elettore di destra, o di questa destra, è una persona che ha paura del proprio futuro, un futuro dettato da un modello economico che condanna le nostre vite a una precarietà continua. La destra è più abile a dare queste risposte immediate, è più abile a intercettare quella paura che accomuna ognuno di noi, non solo l’elettore di destra.

Ma questo giustifica le aggressioni fasciste? No, non riusciamo e nemmeno vogliamo giustificare tutto ciò. E se è vero che la sinistra parlamentare ha fallito, resta comunque nella coscienza di ognuno scegliere come comportarsi. Per primi ammettiamo la nostra disillusione nelle istituzioni, la nostra stanchezza e il nostro fastidio verso rappresentanti che non hanno occhi e orecchie per un paese che sta sprofondando sempre più in un vortice di violenza. Avere sotto gli occhi un deputato della Lega, Iezzi, che aggredisce un altro deputato dell’opposizione ci spaventa.

Il motto del governo è Dio, patria e famiglia

Lo stesso governo che decanta questi ideali ha aggredito un parlamentare per una bandiera tricolore, lo stesso governo che decanta questi ideali vuole creare regioni di serie A e regioni di serie B. Benvenga patria e famiglia, ma a quanto pare vale solo da Roma in su.

Ci sorprendiamo dell’inchiesta di Fanpage? No, assolutamente no. Oltre al fastidio (ma anche al timore) che percepiamo nel vedere braccia tese che inneggiano al duce, saluti con avambracci tesi e canti fascisti, ci ritroviamo anche ad ascoltare dichiarazioni folli. Si offre una parte del compenso del servizio civile a una organizzazione politica giovanile, ci si dichiara a favore dell’aborto ma solo se stuprata da un nigeriano. Nonostante questa inchiesta possa sembrare così plateale, quello di cui tratta lo vediamo, ascoltiamo e viviamo quotidianamente: si chiede di riporre una decima sulla scheda elettorale, di rimuovere il tema dell’aborto dal G7, si richiede il Premierato con lo scopo di accentrare i poteri su una persona sola. In un paese dove Vannacci prende 500 mila preferenze tutto ciò è più che accettato.

Cosa possiamo fare? Odiare

Odiare chi schernisce l’aborto e mette i pro-vita dentro i consultori, odiare chi non riesce a dire che in Palestina c’è un genocidio, odiare chi vuole creare l’autonomia differenziata, odiare chi vuole il premierato, odiare chi alza il braccio teso, odiare chi supporta gli Stati Generali della Natalità, odiare chi finanzia i Family Day. Organizziamoci, impadroniamoci di ogni ramo del sapere e lottiamo con gli oppressi, con chi vive o sopravvive ai margini, per non lasciare via di scampo a un ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.

Facciamo della nostra esistenza una lotta continua, schieriamoci contro chi vuole dettare legge sui nostri corpi, su chi giudica le nostre scelte, su chi ci vuole in silenzio e accondiscendenti. Contro chi mira alla nostra dignità di essere persone e di vivere in un Paese che si definisce come uno, democratico e fondato sul lavoro. E se da giovani la speranza di credere a queste parole ci viene costantemente minata, dobbiamo ribellarci, perché vale la pena lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena vivere. Abbiamo bisogno di innamorarci di un ideale, crederci e coltivarlo. Per noi, per il nostro futuro. E mentre vi ritrovate a Colle Oppio noi prendiamo esempio dalla Salis, ora libera e fonte d’ispirazione per tutte e tutti noi.

Ora inserisco alcune riflessioni a margine, carico dell’esperienza molisana e di un periodo più ampio dalla prima inchiesta

A Colletorto tutto sembra immobile, c’è un fiume non balneabile e una distesa infinita di ulivi. C’era una piscina a San Giuliano di Puglia, un paese vicino, ma è stata chiusa dopo il Covid poiché mancavano i finanziamenti. Per una persona di città non è un luogo attraente, è un luogo dove, come ben dice la nonna di Rosaria, non si fanno più figli.

Eppure, dopo tutte queste notizie, quel luogo è stata una boccata d’aria fresca, quel luogo è una bolla rispetto al caos capitalista con cui dobbiamo continuamente convivere. Forse è questo il luogo che ognuno di noi dovrebbe ricercare almeno idealmente. Quando ti senti in diritto di affermare che esiste una razza nera, una razza ebraica e una razza italica dovresti ricercare la tua pace interiore. Nei campi comunitari, oltre a insegnare la lotta greco-romana, si dovrebbe avere uno spazio di riflessione per capire se essere di destra significa davvero questo.

Ma continuo a ribadirlo, la colpa non è solo di giovani fascisti o di vecchi fascisti che li avvicinano, la colpa è soprattutto di chi non riesce a inserirli in un contesto differente

Non parlo di classe sociale, Flaminia Pace proviene da una buonissima famiglia eppure sta là, parlo di ideali che non si riescono a diffondere perché forse la classe politica parlamentare nemmeno ci crede più.

Ieri, alla visione del filmato, era presente Francesco Silvestri, capogruppo dei 5 stelle alla Camera. A un certo punto interviene chiedendo come ci si può aspettare una reazione da parte di Giorgia Meloni quando lei ha sempre parlato alla pancia delle persone

In quel momento mi si è annebbiata un pochino la vista, i 5 stelle sono quelli dell’uno vale uno, sono quelli dei Decreti Sicurezza con Salvini e ora si lamentano che la Meloni parla alla pancia delle persone? La colpa è totalmente la loro, ed è la loro come è del PD e delle altre forze di opposizione. A Firenze avevamo Nardella, quota PD e sionista, in Reggio Emilia Bonaccini si è dichiarato a favore dell’autonomia differenziata, alle europee Tarquinio era un candidato di punta.

Che la sinistra ricominci a fare la sinistra e forse non lasceremo tutto questo spazio alla Meloni. Il voto utile, come dicevamo prima, ha sempre fallito, il jobs act ha rafforzato quel caos capitalista di cui parlavamo prima, la pace e semplicità di Colletorto nessuno la propone. Non si chiede tanto alla sinistra, si chiede una casa in cui abitare, si chiede di dare equi diritti a tutti i cittadini, si chiede uno stipendio dignitoso, si chiede di riconoscere la cittadinanza a persone che nascono qui, si chiede di accogliere in uno spirito cosmopolita, si chiede semplicemente di vivere.

Scritto a quattro mani da

Rosaria Ritucci e Christian Morgante

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