Maggio 25, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Ciò che sta succedendo attualmente in Ucraina ha catturato le attenzioni di tutti, soprattutto di noi Europei, essendo i vicini di casa. Da quando è iniziato tutto c’è stato un continuo affluire di notizie sia vere che false. E’ estremamente importante filtrare le informazioni, le notizie, e verificare attentamente qualsiasi cosa venga pubblicata. Una guerra, perché è proprio questo di cui si parla nonostante molti affermino che in realtà non sia una guerra vera e propria, è terreno fertile per iniziare anche una guerriglia mediatica.

Un conflitto semina odio per tutti.

Ho notato che da quando è iniziato tutto le persone sono più aggressive o che si schierano semplicemente da una delle due parti: o sei filo-putiniano o sei filo-ucraino. Come se fossimo ad una partita di calcio. E come ci sia sempre una parte giusta ed una sbagliata. La parte dove voglio stare io e quella dove non c’è odio, dove non ci sono guerre, dove non c’è dolore. E, in questo caso, è chiaro che reputo Putin una persona quasi non umana. Ignobile. Perché, oggi, non è umanamente possibile ritrovarsi davanti a questo tipo di situazioni. Vuol dire semplicemente che dagli errori del passato non abbiamo capito nulla.

Gli errori li commettiamo tutti, e ci sono errori gravi e meno gravi. Durante questo ultimo mese ho ascoltato varie opinioni su questa situazione e mi ha colpito moltissimo come tante persone facessero benaltrismo. E’ chiaro che al di fuori di questa guerra ce ne siano altre sparse per il mondo di cui si parla poco o, addirittura, per niente. Ma, allora, perchè quando parliamo di questa guerra nello specifico la maggior parte di noi è molto spaventata?

A mio avviso le risposte sono molto semplici in realtà. Primo, perché ce l’abbiamo dietro casa, e siamo umani. E’ normale che se qualcosa accade vicino a noi ci tocca e ci condiziona di più rispetto a qualcosa di più lontano. Secondo, perché stiamo parlando di uno dei paesi più potenti del globo, la Russia (insieme agli Stati Uniti e alla Cina) che ha iniziato questo scontro estremamente violento. Ed è uno dei paesi da cui moltissimi altri in Europa sono dipendenti sotto vari aspetti. In realtà, se vogliamo essere più specifici, chi ha iniziato il conflitto è solo lui… un dittatore che pur di raggiungere i suoi scopi è capace di danneggiare, addirittura, il proprio popolo.

La guerra è il capriccio dei ricchi, che va a danneggiare però, chi ricco non è.

La prima persona a cui ho sentito dire questo fu Gino Strada. E non ho mai sentito parole più vere. Solamente i ricchi hanno il lusso di potersi permettere di fare guerra, semplicemente perché hanno i mezzi e, soprattutto, si sentono in diritto. Non possono e non potranno mai e poi mai comprendere che quelli che ci rimetteranno sempre sono i più deboli e quelli meno ricchi di loro. Perché i ricchi e i potenti parlano, invece la gente comune, intanto, muore.

Ciò che poi si nasconde dietro all’atrocità della guerra è qualcosa di ancora più terribile. Perché nella guerra, purtroppo, non c’è solo la morte. C’è tortura, stupro, sfinimento, agonia e tanta, tanta paura. Come nella strage di Bucha, dove uomini e donne sono stati trovati morti, con le mani legate dietro alla schiena e con un foro di proiettile dietro alla nuca. Le donne… schiacciate dai carriarmati per cancellare i loro corpi nudi aventi tracce di stupri e torture. Un uomo ammazzato mentre andava sulla bici. Una donna uccisa mentre stringeva le chiavi di casa.

I cadaveri sono dappertutto, in ogni fossa, in ogni angolo. Questo e tutto ciò che una strage di questo tipo lascia. Chi paga davvero sono quei civili inermi ed innocenti con le mani legate dietro alla schiena. Chi paga è quella madre che ha scritto i numeri di telefono dei propri cari sulla schiena della figlia piccola, in modo che, se lei dovesse venire a mancare, la piccola non resti sola.

La negazione è un’altra arma pericolosa

E davanti a tutto questo? Quante volte sentiamo il “ma non è vero, non vedi che è tutto finto?”, oppure “Sono stati gli ucraini stessi a fare ciò”. La negazione è qualcosa di ancora più spaventoso e atroce. Come si fa solamente anche a pensare che tutto ciò che stanno vivendo queste povere persone sia una finzione? Che sia tutto un film? Che sia tutta propaganda?

E, non fraintendetemi, la propaganda esiste assolutamente anche in questo caso, come esiste in tutti i conflitti e in tutte le guerre. Ma possiamo davvero minimizzare o negare le torture, gli stupri e le morti di questi civili? Dicendo che sia semplicemente propaganda?

No. Anche perché il primo che nega è proprio Putin. E se lui è il primo a farlo è anche perché crede che nell’occidente, troverà più di una persona che crederà alle sue parole. Ma ad un assassino basta veramente dire “No, non sono stato io” per essere assolto?

No, questa cosa in particolare, non è propaganda perché il governo ucraino ha fatto delle investigazioni e attraverso regolari indagini e regolari processi sono saltate fuori numerosissime testimonianze. Ed è una pazzia ritenere che migliaia di persone si siano messe d’accorso su qualcosa di così orribile.

Le torture, i massacri e gli stupri sistematici, utilizzati come arma, sono crimini di guerra e… crimini contro l’umanità.

Ma, in fondo, quale sarebbe la novità? Lo stupro è stato da sempre, da quando ci furono i primi veri e propri genocidi nelle americhe (ai tempi di Cortés), ad esempio, un’arma, pari alle bombe e ai carri armati. Non c’è nulla di sessuale. E’ una questione militare. Di egemonia. Di potere. E’ stato sempre utilizzato. E perché ora ci scandalizziamo o, peggio, neghiamo? Perché non vogliamo guardare in faccia alla realtà. Alla follia della guerra.

L’uomo combatte, le donne o, meglio, i loro corpi, rappresentano trofei o veri e propri messaggi da mandare al nemico. Questo dall’inizio dei tempi e ora siamo ancora qui. In Europa, nel 2022, quando credevamo che questo tipo di atrocità fossero rimaste solo nel passato, nelle più orribili pagine della storia dell’umanità… sono ancora qui. Sono nel nostro presente.

Un presente che ha una grandissima responsabilità.

Ed è sopratutto compito delle nuove generazioni non permettere che qualcosa di simile capiti mai più. C’è una mentalità ancora troppo a vecchio stampo, una mentalità di odio e accecata dal potere. E tutto ciò deve importare a tutti. Non è perché se noi non c’entriamo direttamente allora non ci deve interessare e possiamo starne fuori.

Rimango agghiacciata quando sento parole del tipo “Ma non fanno mica parte della NATO, perché dovremmo aiutarli?” Perché? Forse semplicemente perché siamo cittadini del mondo? E dovremmo volere tutti la stessa cosa? Cioè la via del bene, senza guerre e conflitti in generale?

“Non sono a favore di Putin, ma…” Per me non esiste.

O si sta col carnefice, o si sta con gli uomini, le donne e i bambini massacrati. Vedo, purtroppo, tanta ipocrisia. Fino a quando queste tragedie non colpiranno direttamente le nostre case, i nostri cari e noi… non saremo in grado di comprendere pienamente che cosa porti realmente la follia della guerra.

Alexa Panno

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