Marzo 2, 2024
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La collezione è rimasta nell’ex residenza di Mercury a West London dalla sua morte nel 1991, curata dalla sua amica di lunga data Mary Austin, che ha deciso di aprire la collezione al pubblico prima di metterla all’asta. Una parte dei fondi raccolti sarà destinata al Mercury Phoenix Trust e la Elton John Aids Foundation. Ora i manoscritti e gli iconici oggetti appartenuti a Freddie Mercury andranno all’asta.

Ma prima di essere battuti all’asta gli oggetti di Freddie Mercury saranno esposti

Accadrà a New York prima dell’asta di Londra. Dopo New York, fino all’8 giugno, i manoscritti inediti del celebre cantante dei Queen, Freddie Mercury, faranno tappa a Los Angeles e Hong Kong. Questa straordinaria collezione di bozze di lavoro scritte a mano rivela le molteplici direzioni prese da Mercury nella creazione dei suoi famosi successi, tra cui “Bohemian Rhapsody”, originariamente intitolata “Mongolian Rhapsody”.

Sotheby’s stima che questi preziosi manoscritti possano raggiungere un valore compreso tra 800.000 e 1,2 milioni di sterline (da 930.000 a 1,4 milioni di euro). Oltre a “Bohemian Rhapsody”, sono presenti bozze di altre canzoni celebri come “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love” e “We Are the Champions”, stimati tra 200.000 e 300.000 sterline (da 225.000 a 339.000 euro).

Un tuffo nella mente creativa di Freddie Mercury

Secondo Gabriel Heaton, specialista dei manoscritti di Sotheby’s, queste prime bozze “facilmente perse o scartate” offrono un affascinante tuffo nel modo in cui le canzoni di Freddie Mercury sono state sviluppate e messe insieme. Esse ci ricordano la complessità e la raffinatezza musicale di Mercury, uno dei più influenti autori di canzoni del XX secolo.

Asta di beneficenza e destinazione dei profitti

L’asta dei manoscritti di Freddie Mercury fa parte di un’ampia vendita di oltre 1.500 oggetti appartenuti al cantante, tra cui costumi di scena e dipinti di artisti come Matisse e Picasso. Sotheby’s stima che l’intera vendita raggiungerà almeno sei milioni di sterline (6,7 milioni di euro). I profitti dell’asta saranno in parte devoluti al Mercury Phoenix Trust e alla Elton John Aids Foundation, due organizzazioni impegnate nella lotta contro l’AIDS.

Un viaggio nella mente creativa di un genio

Le pagine autografe dei manoscritti emergono dalla collezione personale di Freddie Mercury, conservata nella sua amata casa londinese, Garden Lodge. Questi manoscritti, insieme ad altri oggetti preziosi, offrono un viaggio alla scoperta del cuore di Mercury come artista creativo. Alcuni dei pezzi più importanti dell’asta includono la corona e il mantello indossati da Mercury durante l’esecuzione finale di “God Save The Queen” nel 1986, il testo autografo di “We Are the Champions” e una giacca da cerimonia indossata durante il leggendario Drag Ball del 39º compleanno di Mercury nel 1985.

L’importanza di questa collezione risiede nella possibilità di immergersi nella mente creativa di Freddie Mercury e di comprendere il suo processo di scrittura e composizione. I manoscritti offrono uno sguardo privilegiato alle fasi iniziali di creazione delle canzoni che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica.

Tra gli oggetti che saranno esposti prima di essere messi all’asta ci sono l’iconica corona e il mantello di Mercury (stimato a 60.000-80.000 sterline), la chitarra acustica Martin D-35 che si ritiene sia stata utilizzata nella composizione e registrazione del successo dei Queen del 1979 Crazy Little Thing Called Love (£ 30.000–50.000), il gilet preferito del cantante – visto l’ultima volta nel video di These Are The Days Of Our Lives del 1991, l’ultimo che ha girato con la band (£ 5.000–7.000) – e set di testi scritti a mano per i classici Killer Queen (£ 50.000–70.000) e We Are The Champions (£ 200.000–300.000).

Mary Austin

all’epoca diciannovenne, aveva avuto una relazione con Brian May, il chitarrista dei Queen, quando incontrò Freddie Mercury per la prima volta nel 1970. Nonostante la sua dichiarazione di essere gay, Mercury e Austin andarono a vivere insieme e rimasero vicini nel corso degli anni. Mary Austin fu sempre presente e si prese cura di Freddie quando la sua salute si deteriorò a causa dell’AIDS. Freddie disse una volta di lei: “Non ho molte persone a cui rivolgermi. E l’unica, se vogliamo parlarne, è Mary”. Mary Austin, di natura timida e riservata, ha scelto di parlare raramente in pubblico dopo la morte di Mercury.

“Per molti anni ho avuto la gioia e il privilegio di vivere circondata da tutte le cose meravigliose che Freddie cercava e amava”, dice Austin“Ma gli anni sono passati ed è giunto il momento per me di prendere la difficile decisione di chiudere questo capitolo molto speciale della mia vita.” 

Francesca Rampazzo

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