Maggio 29, 2024
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Nel panorama digitale attuale, assistiamo al richiamo dei “favolosi anni ’90” grazie a Epik, un’applicazione che solletica la nostra nostalgia. Tuttavia, dietro questa tendenza, emergono preoccupazioni significative per la privacy e la psicologia umana. In questo articolo, esploreremo il complesso legame tra nostalgia, narcisismo digitale e le implicazioni per la nostra privacy in un’era governata dall’intelligenza artificiale.

Epik: nostalgia vs narcisismo digitale

la psicologa Valeria Rondone ci guida attraverso il labirinto del ritorno ai “belli anni ’90” grazie a Epik e sottolinea che non si tratta semplicemente di nostalgia. Piuttosto, è una forma di narcisismo digitale, dove le persone cercano di perfezionare il proprio aspetto per aderire agli standard imposti dai social media. Questo comportamento non è solo un gioco innocuo, ma riflette un profondo bisogno di approvazione e narcisismo radicato nella società contemporanea.

Le App di trasformazione fisica: una tendenza inquietante

Epik non è un caso isolato. Precedentemente, abbiamo assistito all’ascesa di app come FaceApp e Lensa, che promettono di eliminare imperfezioni, ritoccare il viso e creare una versione idealizzata di noi stessi tramite l’uso dell’intelligenza artificiale. Questo fenomeno ha un impatto particolarmente significativo sui giovani, che rischiano di sviluppare una relazione conflittuale con la propria immagine corporea e di ricorrere a misure estreme per raggiungere l’illusoria perfezione fisica.

Le implicazioni psicologiche

La psicologa dell’età evolutiva, Lucia Ciampa, evidenzia l’importanza dell’influenza delle pressioni sociali durante l’adolescenza. Questo periodo di transizione già complesso può diventare ancor più problematico quando i giovani cercano di conformarsi a ideali irrealistici, mettendo a rischio la loro autostima e il loro senso di identità.

Il pericolo per la privacy

Oltre alle implicazioni psicologiche, c’è un rischio concreto per la privacy associato all’uso di app come Epik. Pierluigi Paganini, esperto di cybersecurity, mette in guardia sul fatto che queste applicazioni raccolgono dati biometrici che vengono utilizzati per addestrare intelligenze artificiali. Ciò solleva gravi preoccupazioni sulla sicurezza dei dati e sul possibile utilizzo futuro delle immagini personali.

La consapevolezza è la chiave

Per preservare la propria privacy e il proprio benessere mentale, è fondamentale un uso informato di queste applicazioni. Dobbiamo educare i giovani a comprendere le vere intenzioni dietro queste tendenze e incoraggiarli a mantenere un senso di identità e dignità. Non dobbiamo sacrificare la nostra privacy e la nostra autenticità sull’altare del narcisismo virtuale.

L’ascesa di Epik e applicazioni simili può sembrare innocente, ma nasconde profonde implicazioni per la privacy e la salute mentale. È cruciale essere consapevoli di questi rischi e promuovere un utilizzo responsabile delle tecnologie digitali per proteggere la nostra identità e il nostro benessere. La sfida sta nel bilanciare la nostalgia con la saggezza e l’autenticità con la consapevolezza dei pericoli che si celano nell’era digitale.

Cristina Ferrari

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