Maggio 25, 2022
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Negli ultimi anni è andata sviluppandosi una modalità di finanziamento molto utilizzata da imprenditori singoli, startup e tutti coloro che vantano idee innovative o, comunque, singolari, che quindi troverebbero difficoltà nell’ottenere finanziamenti da banche o società.
Stiamo parlando del crowdfunding (o anche “finanziamento collettivo”). 

È una strategia che punta all’accumulo di piccole quantità di denaro donate da un vasto gruppo di individui, di solito per realizzare un progetto o un’attività di qualsiasi tipo. 

Come funziona il crowdfunding?

Si parte da un budget target. Una somma che deve essere raggiunta affinché il progetto diventi realtà. In base alla cifra donata dai finanziatori, si ottengono delle ricompense di maggiore o minore valore. 

Qualora il progetto raggiunga la cifra stabilita, i soldi vengono “sbloccati” e usati per realizzare il progetto. Altrimenti, vengono restituiti ai finanziatori. 

In linea di massima, il crowdfunding è alla portata di tutti, ma solo alcuni progetti hanno maggiore impatto mediatico. Ecco perché la sponsorizzazione è fondamentale. 

I tipi di crowdfunding

In Italia i tipi di crowdfunding più diffusi sono quattro: 

  • Reward crowdfunding: molto usato per progetti artistici e culturali. Le ricompense, di solito, hanno a che fare col progetto supportato;
  • Equity crowdfunding: usato soprattutto dalle startup. I sostenitori ricevono delle quote societarie o di partecipazione;
  • Lending crowdfunding: si basa sul prestito di somme di denaro tra privati, la persona che effettua il prestito riceverà in seguito la somma maggiorata dagli interessi;
  • Donation crowdfunding: come capiamo dal nome, i finanziatori sostengono la causa senza ricevere nulla in cambio. È usato soprattutto per aiutare imprese sociali o progetti di beneficenza. 

Tra le piattaforme di finanziamenti collettivi più note al momento abbiamo: 

Ideaginger.it 

Si tratta di una piattaforma aperta a privati, associazioni, imprese e pubbliche amministrazioni. 

Dal momento che la sponsorizzazione del progetto è fondamentale affinché questo prenda vita, IdeaGinger fornisce un workshop di formazione e garantisce la presenza di un consulente Ginger, ossia un campaign manager, che aiuterà a definire l’obiettivo del progetto, a raccontarlo in maniera ottimale, a ideare ricompense interessanti e a pianificare una strategia di comunicazione funzionale. 

Il sito non tratterrà nessuna percentuale su quanto raccolto dai progettisti. 

IdeaGinger, tra l’altro, è una piattaforma di crowdfunding territoriale. Ciò significa che sfrutta le relazioni del progettista come trampolino di lancio per la raccolta dei fondi; incontra, conosce e lavora accanto ai progettisti; organizza eventi offline. 

Le campagne ospitate sul sito sono del tipo “O tutto o niente!”: se il progetto va in porto, IdeaGinger trasferisce i soldi al progettista, in caso contrario, i soldi vengono restituiti ai sostenitori.

Raramente vengono pubblicate campagne di tipo “Prende ciò che raccoglie!” con la quale, come suggeriscono le parole, gli importi vengono accreditati a prescindere dal raggiungimento del budget.

Crowdfundme.it

Si tratta di un portale di equity crowdfunding ed è il primo, in Italia, a essere quotato in borsa. È una piattaforma usata soprattutto dagli imprenditori che vogliono raccogliere fondi per avviare nuovi progetti e attività. 

Crowdfundme, infatti, aiuta anche nella stesura del business plan e nella gestione del progetto.

Una volta inviato il progetto alla piattaforma, alcuni esperti del settore decideranno se adatto o meno al sito. Se approvato, il progetto diventa pubblico per sessanta giorni. 

Kickstarter.com

È una delle piattaforme di crowdfunding reward-based più popolari dal 2009. Ha raccolto ben 5,9 miliardi di dollari. 
I progetti presentati sono tendenzialmente innovativi e di alta qualità, al punto da ottenere anche l’interesse della stampa. 

Altre piattaforme da tenere in considerazione sono:

  • Mamacrowd
  • Opstart
  • 200Crowd
  • WeAreStarting

Maria Francesca Ruscitto

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